La tenuta in cui compose Puccini
è in vendita (non a un prezzo folle)

Ha una storia particolare, Caprino Bergamasco. Un Comune di tremila anime nel cuore della Valle San Martino che ha vestito per secoli i panni di nevralgico centro economico. Merito della sua posizione, “appoggiata” a Bergamo, Lecco e Monza, che ha reso il paese crocevia di mercanti e affari. Lo è stato per i romani, per i Longobardi, ma anche per la famiglia Visconti e la Repubblica di Venezia, sotto la quale, con la Pace di Ferrara del 1433, assunse sostanzialmente la “forma” attuale assorbendo Celana, Formorone, Celanella, Perlupario e Opreno, a cui si aggiunse nel 1927 anche Sant’Antonio d’Adda. Passeggiando per questo paese immerso nel verde, vien difficile pensare che la sua tranquillità possa essere stata, in un tempo lontano, rotta da mercanti, battaglie e invasioni barbariche. Non è un caso, infatti, se Caprino sia anche stato uno dei luoghi di villeggiatura più apprezzati da intellettuali e artisti milanesi, che qui trovavano la pace necessaria per trasformare l’ispirazione in reale meraviglia.

Di quell’epoca rimane ancora molto nella zona, come ad esempio un antico casale immerso tra colline, vigneti e sentieri. Questo edificio, che all’apparenza potrebbe apparire una cascina abbandonata, fu invece, nel 1886, la dimora del grande compositore toscano Giacomo Puccini ed è oggi in vendita. Se ne occupa lo Studio Immobiliare Valle e si possono avere informazioni telefonando al numero 035231588 o visionando QUESTO LINK. Il prezzo è di 260 mila euro e si tratta di un investimento, visto che questo vero e proprio «borgo storico» è completamente da ristrutturare e riqualificare. La tenuta si compone di tre edifici indipendenti: la casa padronale, su tre livelli, di 333 metri quadrati complessivi; l’edificio rustico (anch’esso su tre livelli) di 505 mq; la tettoia esterna, di 50 mq. Che non fosse una semplice cascina lo si può capire osservando gli interni della casa padronale, che sono in buona parte finemente affrescati, mentre il grande edificio rustico mantiene ancora gli originali soffitti in legno e pietra, stupendi. Il pezzo forte della tenuta, però, è l’esterno: oltre a un giardino privato di 190 mq, un’ampia corte e un orto di ben 250 mq, al di fuori delle antiche mura che cingono la proprietà ci sono addirittura 35 mila mq di terreno tra campi, vigneto e bosco. Un’oasi verde fuori dal mondo.

Quasi un secolo e mezzo fa, qui sorgeva l’osteria con camere dei coniugi Rubini. E fu proprio in una di quelle camere che, l’8 settembre 1886, Puccini, insieme all’amante Enrica e alla figlia di quest’ultima, Fosca, trovò ristoro e tranquillità. Il compositore, infatti, stava fuggendo dai pettegolezzi della sua Lucca. Elvira Bontucci era la moglie del…

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 del BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 27 giugno. In versione digitale, qui.

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