La Tenuta degli Angeli a Carobbio
Davvero un angolo di paradiso

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Vi siete mai chiesti come mai gli angeli abbiamo proprio scelto Carrobbio? Leggenda vuole che l’alato custode di pietra del castello del paese un bel giorno, in compagnia di altri suoi pari, abbia deciso di prender vita e passeggiare per i luoghi limitrofi, già allora vocati alla coltivazione dei vigneti. Forse avrebbe voluto sorseggiare pure lui un buon bicchiere del vino di queste terre?  Dopo essere stati alla Tenuta degli Angeli, non pare poi tanto inverosimile.

Siamo nel cuore di Santo Stefano, frazione di Carrobbio degli Angeli, a pochi passi dalla chiesa, dove le campane suonano a festa. Ad accogliere il visitatore alle porte della tenuta ci sono la passione, il calore e la gentilezza di Manuela e di Roberta, mamma e figlia, che, dopo la morte del padre, sono subentrate nella gestione dell’intera attività.

 

[La Tenuta]

Un po’ di storia. Figura minuta, a Roberta è sufficiente chiedere del suo lavoro perché si animi: gli occhi scuri brillano mentre con passione comincia a narrare la storia di questo posto incantato. Tutto comincia circa trent’anni fa, quando papà Pierangelo decide di lasciare l’azienda di famiglia per intraprendere un’esperienza tutta nuova. Ha sulle spalle anni di vendita di vasche di cemento per il contenimento di vino e aceto, attività che gli ha permesso, nel corso degli anni, di entrare in contatto con le migliori realtà, italiane e non, operanti nel settore, di conoscere i produttori, i loro segreti, le loro routine, fino a innamorarsi della vita del vignaiolo e decidere di diventarlo lui stesso. È il 1984 quando Pierangelo Testa sceglie di seguire il suo intuito e comprare questo tratto di collina, allora completamente abbandonato. È convinto della sua decisione. In un manoscritto del 1200 si riporta infatti che il vino un tempo prodotto su questo versante di collina era quello destinato alla messa: e, si sa, il vino per il prete era notoriamente il più buono! Si procede allora alla bonifica e alle vigne storiche rimaste si affiancano i nuovi vigneti di chardonnay, pinot nero e moscato. Non solo vigne, ma anche ulivi e un vero e proprio frutteto che spazia dagli alberi di cedro (dai cui frutti oggi Roberta ottiene un’ottima composta) fino alle piante di agave blu.

 

[La cantina e la location]

La cantina, un piccolo gioiello. Certo il terreno e l’esposizione di questa oasi aiutano ad ottenere un vino di buona struttura, ma la mano dell’uomo ci vuole eccome! La famiglia Testa ne è consapevole e comincia ad investire nuove risorse per la costruzione della cantina. Particolare la sua forma: incastonata direttamente nella roccia, si estende in largo e non in lungo perché, durante i lavori, una frana della collina ha impedito di continuare a scavare troppo in profondità. Ma non c’è problema, questa particolarità la rende solo più suggestiva: deliziosa e funzionale nello stesso tempo, è un piccolo gioiello. Si percepisce l’impronta di Roberta, che, con la genialità del padre nelle vene, metodica e puntuale dopo la laurea in farmacia, ha reso questo posto semisconosciuto una mecca per winelover e non.

Le chicche e le punte di diamante. È soprattutto grazie alla sua dedizione e alla sua accuratezza che Tenuta degli Angeli è arrivata a vincere quest’anno la medaglia d’oro nel concorso internazionale lanciato dal Vinitaly con la bottiglia di Brut degli Angeli 2011. Non da meno le altre bottiglie protagoniste della cantina, tra le quali segnaliamo l’Extra Brut degli Angeli, spumante cremoso, nel bicchiere brilla come un diamante. Profuma in modo intenso di frutta e di fiori, riempie la bocca che non sembra di aver bevuto solo un sorso di vino, anzi: pare di aver mangiato qualcosa di buonissimo! Da non perdere anche il Moscato Secco Colle degli Angeli, un vino da tavola che nella sua semplicità cattura naso e palato. Accostando le narici al bicchiere spicca netta la fragranza dolciastra dell’uva di Moscato, ma in bocca il vino rilascia una sensazione di continua freschezza grazie al gusto secco che lo caratterizza.

 

[L’acetaia]

E il superlativo aceto balsamico. Infine, impossibile lasciarci senza prima aver dedicato almeno una nota all’altro grande prodotto per cui la Tenuta è conosciuta: l’aceto balsamico. La domanda sorge spontanea: ma l’aceto balsamico non si fa a Modena? Ebbene sì, è proprio lì infatti che Pierangelo ha venduto le sue vasche di cemento ed è lì che ha conosciuto le migliori case produttrici. Con la nascita del primo figlio, ha deciso di rievocare la tradizione modenese: ogni figlio che nasce riceve in dote una batteria per la produzione di aceto. E così in pochi anni nasce la sua acetaia. Farsi guidare da Manuela attraverso le batterie e la degustazione è un’altra esperienza da non perdere! Un vero e proprio angolo di paradiso dunque, e se un tempo l’angelo vi passeggiava, oggi ne è il simbolo, stampato su tutti i prodotti, che, cosa certa, di “angelico” non hanno solo l’etichetta.

 

[Il laboratorio e i prodotti]

Vini degustati.

  • Extra Brut degli Angeli, spumante millesimato etichetta platino, 2009. Abbinamenti consigliati: pesce al forno o piatti a base di pesce con condimenti importanti. Prezzo in cantina: 28 €.
  • Colle degli Angeli Moscato Secco 2014. Abbinamenti consigliati: aperitivi, preparazioni a base di uova, carni bianche. Prezzo in cantina: 5 €.

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