Arabescato, preziosa pietra orobica

Foto di Marmi Orobici Graniti

 

La Camera di Commercio di Bergamo ha istituito il marchio di origine delle pietre orobiche, che garantisce la provenienza geografica dei materiali lapidei ad uso ornamentale estratti nella provincia di Bergamo. La finalità è quella della valorizzazione e promozione del prodotto lapideo bergamasco, dato che molto spesso ai materiali orobici vengono preferite pietre di altra provenienza e di limitata o sconosciuta tradizione. La pietra locale, infatti, in quanto tale costituisce una risorsa economica, che in più racchiude tradizioni e cultura, imprescindibili per la conoscenza del nostro territorio sin dalle sue origini. Il marchio è stato ideato con molteplici finalità: fornire uno strumento agli addetti ai lavori, dato che vi è un disciplinare di produzione strutturato in 6 articoli, mediante il quale vengono fornite sia informazioni geologiche sia informazioni tecniche, che mostrano le proprietà e l’applicabilità del materiale nei vari contesti edilizi.

Le pietre che si fregiano di questo marchio ad oggi sono:

  • Arabescato Orobico di Camerata Cornello
  • Arenaria di Sarnico
  • Ceppi di Gré e di Poltragno
  • Marmo di Zandobbio
  • Pietra Cote
  • Pietra di Berbenno
  • Pietra di Credaro
  • Porfiroide grigio di Branzi
  • Porfiroide scuro di Valleve

Non volendo esprimere alcuna preferenza iniziamo la conoscenza di queste nostre eccellenze seguendo puramente l’ordine alfabetico.

 

Arabescato Orobico di Camerata Cornello

Il termine arabescato, nel campo delle rocce ornamentali, viene utilizzato per indicare rocce che presentano un disegno vivace e articolato, vago rimando alle decorazioni tipiche dell’arte islamica. «Questo peculiare disegno risulta dal taglio di alcune particolari strutture geologiche, come l’allineamento di minerali a diverso colore per la presenza di pieghe, fratture o sbrecciature». Come tipico effetto estetico, i marmi arabescati «possiedono su fondo bianco o di altro colore (rosa, rosso), una specie di reticolo a tonalità più carica del fondo stesso, a tratti in prevalenza rettilinei (spesso si tratta di marmi sbrecciati) ma anche curvilinei».

Impieghi. Viene estratto in alta Valle Brembana, a Camerata Cornello presso Cespedosio, dove sono attive due cave che sfruttano alcuni affioramenti di rocce appartenenti alla Formazione Triassica del Calcare Rosso dello spessore di circa 50 metri. L’area di estrazione comprende le località prossime a Camerata Cornello e la Val Parina, ma si estende anche in Val Seriana presso Ardesio. Il materiale è sempre stato richiesto nei secoli per destinazioni d’élite, divise tra edifici ecclesiastici o nobili palazzi, grazie alla preziosità del disegno e l’ottima lucidabilità, che lo hanno visto impiegato per la realizzazione di tarsie marmoree, arredi e dettagli architettonici all’interno di pregevoli edifici: altari, balaustre, colonne e soprattutto pavimenti: se molto vasti permettono di esaltare al massimo gli splendidi disegni geometrici a macchia aperta, che si ottengono grazie all’accurata lavorazione e ad elaborati studi di posa. Ne è un esempio comune la pavimentazione della Nuova Fiera di Bergamo a Boccaleone, che sorprende il visitatore ogni volta che accede ai grandi atri e corridoi in occasione di eventi fieristici. La sua notorietà lo ha portato anche fuori i confini provinciali: ad esempio è stato posato nella Basilica di San Pietro a Roma proprio accanto a marmi di fama mondiale. Tra le sue caratteristiche rientrano la resistenza a sforzi di compressione e di flessione elevata, all’usura (cioè al calpestio) e la resistenza ai danni del gelo.

Origine, estrazione e lavorazione. La sua origine viene fatta risalire al Ladinico Superiore, cioè a circa 225 milioni di anni fa, quando nell’area bergamasca il clima era tropicale, con mare caldo e poco profondo, scogli calcarei, lagune e spiagge bianche. Trattasi di un calcare venato o laminato, contraddistinto da colorazioni molto particolari dovute prevalentemente alla presenza di ossidi e idrossidi di ferro, dolomite e ceneri vulcaniche. Come tutti i marmi, anche l’Arabescato Orobico viene coltivato a cielo aperto mediante «il sezionamento di porzioni del fronte cava per mezzo di tagli al monte con filo diamantato». La roccia che si distacca dal monte viene poi sezionata in blocchi a forma di parallelepipedo, il cui volume è all’incirca di 8 metri cubi. Una volta ridimensionato, il blocco viene portato in laboratorio, dove ancora grazie al diamante in lama si procede alla segagione in filagne,  fino ad arrivare al prodotto finito, lavorato, sabbiato e lucidato sempre e solo con l’impiego di speciali macchinari.

Varietà commerciali. A seconda dello spessore si possono distinguere diverse qualità merceologiche, riconoscibili dal colore e dalla struttura geometrica. Il tradizionale taglio perpendicolare alle strutture sedimentarie «esalta il cromatismo e l’unicità del materiale», arricchito dalle tonalità e dai disegni che sono una caratteristica naturale insita nella roccia. Le principali varietà commerciali sono quattro: l’Arabescato Orobico Rosso, l’Arabescato Orobico Rosa, l’Arabescato Orobico Grigio e l’Arabescato Orobico Grigio e Rosa.

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