Il caldo a Bergamo in 20 foto

[Foto di Antonio Milesi]

 

Fa caldo nelle case, almeno quelle sprovviste di aria condizionata, fa caldo negli uffici e ovviamente per le strade. Anche il regno del fresco per eccellenza, le scure cantine, è insidiato dai lunghi tentacoli del Mostro del Caldo, che quest’anno quei burloni del meteo hanno chiamato Flegetonte, il fiume infernale. A quanto pare, la mitologia classica e la Divina Commedia sono delle fonti ricchissime per battezzare questi fenomeni meterologici che flagellano (appunto) le nostre città, Bergamo inclusa.

Gli Americani, loro che hanno i tornado, usano nomi più comuni, come Kathrina. Non si capisce se lo fanno per ammansire la bestia, perché nominare una cosa serve per diminuire in parte la paura che ispira. Dalle nostre parti, invece, si attinge al Parnaso della tradizione letteraria e culturale, e sarebbe bello se cogliessimo l’occasione per immaginarci come dei Dante smarriti (ma ognuno si scelga un Virgilio appropriato, per prudenza). Del resto, immaginare non dovrebbe riuscire difficile, dato che la calura è propizia ai sogni e alle visioni ad occhi aperti. Basta aprire la porta di casa per sentirsi gradevolmente trasportati sul ciglio di un vulcano: pregate però che non corra l’anno 79 d.C.

Nell’ultima settimana, Bergamo e con lei l’Italia sono docilmente immerse in quell’area rossastra  (pù tendente allo scarlatto, ormai), che nei servizi televisivi ci spiegano essere la bolla d’aria calda proveniente dall’Africa. I sostenitori dell’inverno e in generale dei climi freddi stanno vivendo un discreto momento di gloria, poiché possono finalmente sostenere che le temperature basse sono decisamente migliori e più sopportabili di quelle calde, e che, insomma «l’estate è bella d’inverno». E poi, al freddo, se non è estremo, c’è sempre rimedio, mentre l’unico modo in cui si possa combattere il caldo atroce di questi giorni è quello indicato dallo scrittore britannico Sydney Smith, per il quale il paradiso era  mangiare del paté de fois gras al suono di trombe: «Che caldo! Era così terribile l’estate che l’unica cosa che c’era da fare era togliere la mia carne e sedermi sulle mie ossa».

Sembrerebbe però esserci una nota positiva, in tutto questo sudare e soffrire e imprecare contro l’aria che ha deciso di assumere la consistenza di un budino (caldo). Da mercoledì, infatti, le temperature dovrebbero calare e si dovrebbero persino verificare dei temporali. Dopo tutto lo diceva pure Eugenio Montale, che in un Osso di seppia scriveva:

Vigila steso al suolo un magro cane./ Mai più si muoverà/ In quest’ora che s’indovina afosa./ Sopra il tetto s’affaccia/ una nuvola grandiosa.

Vi proponiamo altre citazioni, in poesia e in prosa, sul caldo e sull’estate, per trovare diletto e ristoro nelle ore più afose delle nostre giornate.

O grande Estate, delizia grande tra l’alpe e il mare,
tra così candidi marmi ed acque così soavi
nuda le aeree membra che riga il tuo sangue d’oro
odorate di aliga di resina e di alloro,
laudata sii,
o voluttà grande nel cielo nella terra e nel mare
e nei fianchi del fauno, o Estate, e nel mio cantare,
laudata sii
tu che colmasti de’ tuoi più ricchi doni il nostro giorno
e prolunghi su gli oleandri la luce del tramonto
a miracol mostrare! (Gabriele D’Annunzio)
Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla. (Ennio Flaiano)
L’estate è quel momento in cui fa troppo caldo per fare quelle cose per cui faceva troppo freddo d’inverno. (Mark Twain)
Fai che per te io sia l’estate anche quando saran fuggiti i giorni estivi. (Emily Dickinson)
Ancora e ancora il grido instancabile delle cicale trafigge l’aria afosa dell’estate come un ago al lavoro su uno spesso panno di cotone. (Yukio Mishima)
Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri,
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
trasognato, ne sentirò la frescura sotto i piedi,
e lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
e andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro. (Arthur Rimbaud)
Estate. Un’estate è sempre eccezionale, sia essa calda o fredda, secca o umida. (Gustav Flaubert)
L’estate non si caratterizza meno per le sue mosche e zanzare che per le sue rose e le sue notti stellate. (Marcel Proust)
Un uomo dice un sacco di cose in estate che non hanno nessun significato in inverno. (Patricia Briggs)
Tutti nella vita hanno una uguale quantità di ghiaccio. I ricchi d’estate, i poveri d’inverno. (Bat Masterson)
Le estati volano sempre… gli inverni camminano! (Charlie Brown – Charles M. Shulz)

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