L’azienda Falpa di Seriate
Dove si incontrano arte e cornici

Tutto ha inizio per amore. Se quel giorno Guido Gori non fosse entrato nell’osteria di Borgo Palazzo gestita dal padre di Angela Piziali, molto probabilmente questa storia non sarebbe mai stata scritta. Invece è successo proprio che questo artigiano lucchese, nativo di Casabasciana, un paesino da 120 abitanti in inverno, si trasferisse nella cittadina orobica per stare vicino alla sua bella e che, con lei, costruisse un impero chiamato Falpa.

Quant’è cresciuta Falpa. «È un acronimo che sta per Fabbrica Artigiana Lucchese Plastiche Artistiche – spiega Sergio Gori, figlio di Guido e Angela –. Casabasciana è un paese di artisti: tradizionalmente si costruiscono e dipingono a mano le statuine del presepe. Mio padre, invece, faceva cornici di gesso e resina, che poi sarebbero state sostituite dalle cornici di legno». L’azienda Falpa viene inaugurata nel 1954 in un piccolo spazio di una corte interna a Borgo Palazzo. Nel ’62 il primo trasferimento a Seriate, in via Nazionale, e nel 1973 nella sede attuale, in via Comonte, «che però era un terzo di quello che è oggi», precisa Sergio. Col tempo i capannoni si sono ingranditi e sono aumentati i vani a disposizione, al punto che oggi Falpa si estende su una superficie di 3500 metri quadrati, divisi tra esposizione, laboratorio, uffici e magazzini.

Le collezioni e gli artisti. «Si ha bisogno di spazio per presentare bene una collezione – dice molto ragionevolmente il titolare – se si organizza la mostra di un artista, potrebbero esserci fino a cento quadri esposti e non va bene se si accumulano l’uno sull’altro». Di quadri esposti in modo permanente, in realtà, ce ne sono circa 8mila ed è proprio qui che salta all’occhio la particolarità della famiglia Gori: «Non ci limitiamo a fare cornici, ma da metà degli anni Settanta siamo diventati anche mercanti d’arte, quindi ci occupiamo dell’aspetto commerciale di sei artisti quotati, siamo in contatto con gallerie d’arte e critici d’arte, organizziamo mostre ed esposizioni e tutto quanto ruota intorno all’arte. Oltre a loro, abbiamo un portfolio di altri 80 artisti di cui esponiamo le opere, che hanno un valore scenografico più che culturale».

I clienti diretti sono allora anche mobilieri, architetti, designer e arredatori che studiano un ambiente e chiedono a Falpa la soluzione giusta a livello di soggetti e colori per completare una stanza: «In questo caso, capita che siamo noi a dare l’input a un pittore, chiedendogli l’uso di determinate cromie attualmente in voga. Per esempio adesso nelle case degli italiani predominano il bianco, il grigio ferro, i colori bruciato e ruggine: quindi chiediamo agli autori quadri a tema con queste tinte protagoniste di scena». Sotto i riflettori  dell’arte contemporanea, invece, grandi nomi come Ciro Palumbo, Alfio Presotto, Rodolfo Tonin, Monica Maffei, Claudia Giraudo e Agostino Canconi, per cui sono in corso i preparativi per esposizioni importanti. I prossimi appuntamenti? Ciro Palumbo, già presente alla Biennale, è in programma al Museo Piaggio di Perugia e Alfio Presotto a Palazzo Lanfranchi, a Matera.

Le cornici, il team, gli eventi. «Amo questo lavoro: l’ho sempre fatto da quando avevo 17 anni e non mi sono mai stancato – confessa il signor Gori con gli occhi colmi d’entusiasmo – mi piace andare in giro, entrare nelle chiese d’Europa, assistere a mostre, seguire gli artisti e i compratori, scegliere i modelli delle cornici e coordinare produzione ed eventi». Al suo fianco, indispensabile la presenza fissa di Grazia e Paolo, i suoi fratelli, addetti rispettivamente all’esposizione e al laboratorio, nonché di 12 dipendenti suddivisi nei reparti di falegnameria, verniciatura, doratura, confezione e nell’ufficio commerciale.

«Noi produciamo, confezioniamo, proponiamo. Abbiamo un campionario di circa 460 modelli di cornici, messi in discussione e rimodernati ogni anno (quando è il caso). Plasmiamo anche l’oro zecchino in foglia e l’argento vero: si tratta di lavorazioni antiche che nessuna scuola insegna, ma che vengono tramandate generazione dopo generazione – prosegue il suo racconto -. La lavorazione dell’oro zecchino è molto affascinante. Sapevi che si usa il tuorlo d’uovo come collante?». Quasi più incredibile a dirsi che a farsi. «Le finiture sono importantissime: vanno abbinate ai dipinti e agli spazi e vengono fatte quasi tutte manualmente» perché, sì, ci sono macchinari, ma molti dettagli non si possono fare che a mano, muniti di pazienza certosina.

Un milione di euro di fatturato nell’ultimo anno, «con un calo di circa il 50 percento rispetto agli anni passati, perché purtroppo molti nostri clienti hanno chiuso», Falpa non perde lo spirito e la passione di sempre: «Ogni anno organizziamo due meeting con una cinquantina di commercianti, tra vecchi e nuovi clienti, provenienti da tutta Italia: li ospitiamo, allestiamo una lunga tavolata nello spazio espositivo e organizziamo un pranzo conviviale, durante il quale confrontarci sulle nostre esperienze e stringere nuove partnership. Dopo il caffè, nessuno vuole più andare via…». Merito senz’altro dell’ottima compagnia, ma anche delle opere d’arte esposte tutt’intorno, sempre incorniciate con grande maestria artigianale.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.