Tutte le chiese di San Giuseppe
visto che è stata la sua festa

Nella festa che oggi si celebra dedicata a tutti i papà del mondo, un omaggio particolare va a colui che, pur non essendolo naturalmente, lo divenne per grazia divina e seppe condurre il proprio ruolo con l’impegno e la dedizione del miglior padre vissuto al suo tempo. Un esempio, una luce, una direzione la sua, guidata dalla fede incondizionata nel credo impersonato da una giovane donna e da un bimbo in fasce, che lo hanno fatto apprezzare nei secoli a tal punto da far sorgere in suo onore cappelle e chiese in frazione secondarie o Parrocchiali. Anche in Bergamasca ce ne sono di bellissime. Ve le raccontiamo.

 

Bergamo – Chiesa di San Giuseppe Sposo

Al tempo della prima consacrazione, avvenuta nel 1959 per mano del vescovo Giuseppe Piazzi, la chiesa si presentava dalle dimensioni di una cappella in legno prefabbricata; la struttura odierna in cemento armato «con fianchi ad andamento spezzato che favorisce una indiretta immissione di luce», invece, aprì al culto per mano dello stesso vescovo nel maggio del 1961. Per la consacrazione ufficiale si dovette attendere ben sei anni. Il progetto lo si deve all’architetto Enrico Sesti, di Bergamo: copertura in prefabbricati SAP, rivestimento in laterizi paramano e interno in terralba. All’interno vi sono opere disegnate dallo stesso progettista (battistero e inferriate) o da Trento Longaretti (pala) e Giuseppe Guerinoni (Via Crucis).

 

Bonate Sopra – Chiesa di San Giuseppe e Beata Vergine di Lourdes

Fu il doge di Venezia, Francesco Loredano, a dare il permesso di edificare la chiesa nel 1759, a pochi passi dalla Parrocchiale. La titolazione aggiunta “della Madonna di Lourdes” è giustificata da don Cesare Vitali, che nel 1944 scrisse: «Nel ridare alle stampe le preghiere che si recitano durante la novena in preparazione alla festa della Madonna di Lourdes, voglio premettere alle stesse preghiere qualche notizia che riguarda la bella statua che si venera nella chiesina dedicata a Nostra Signora di Lourdes». La devozione alla Madonna, apparsa a Lourdes a Bernardetta Soubirous, venne introdotta alle Ghiaie già nel 1875 da don Alessandro Locatelli. La statua della Madonna fu comprata a Parigi da monsignor Giacomo Maria dei Conti Radini Tedeschi (diventato poi vescovo di Bergamo) e portata a Lourdes per la benedizione in grotta. La spesa per l’acquisto fu sostenuta da Pietro Chiesa, della frazione delle Ghiaie. Portata in processione, nel 1882 fu oggetto di ammirazione e di preghiere e rimase nel suo sacello fino all’inizio del 1900, per poi essere trasferita nel 1921 nell’attuale parrocchiale. Don Cesare Vitali comprò a Lourdes nel 1923 una corona di ottone dorato e gemmata, poi posata sul capo della statua della Madonna dal cappuccino padre Fabriano Corti di Ghiaie.

 

Dalmine – Chiesa di San Giuseppe

Proprio il 19 marzo 1931 si consacrò una chiesa sorta in soli tre anni, che presenta «linee e profili curvi secondo le più sottili intuizioni dell’art nouveau»: progettata dall’architetto Giovanni Greppi di Milano e affidata alla locale impresa Ferretti, la chiesa di San Giuseppe a Dalmine veste uno zoccolo esterno in ceppo di Brembate; al centro il portico è composto da colonne monolitiche in grigio venato di Abbazia e vanta quattro statue agli angoli in arenaria di Giuseppe Siccardi. Nobilissima la profusione dei marmi distribuiti al suo interno (giallo Tirolo, nero Belgio, Verde Alpi, onice Piemonte, Verzuio, prevalente cipollino Versilia, onice orientale, arabescato rosa, rosso Francia, breccia medicea, grigio Abbazia), che giocano vaste cromie con il susseguirsi di opere dagli autori ben noti per i tempi: Aldo Carpi, Cesare Monti, Mario Ornati, Francesco Arata, Alberto Sailetti.

 

Seriate – Chiesa di San Giuseppe Artigiano

È la più recente (1967), anche perché l’area rurale di San Giuseppe a Seriate (verso Cassinone-Calcinate) inizialmente risultava unita a quella di Comonte di Seriate e insieme formavano la zona pastorale denominata Cerioli, posta ai lembi meridionali del centro storico (diviso nelle zone denominate Luce, Risveglio e Serena). Essenziale nelle forme e negli arredi, degni di nota sono il tabernacolo della bottega dei Nani e la Via Crucis di Italo Ghilardi realizzata nel 1982.

 

Valbondione – Chiesa di San Giuseppe e San Defendente

La chiesa dipende dalla Parrocchiale dedicata a San Lorenzo ed è ubicata nella frazione di Gavazzo. Venne eretta per volere degli abitanti delle contrade di Gavazzo, Mola e Dosso del Comune de’ Dieci Denari, della Valle di Scalve, e autorizzata dal Doge di Venezia Silvestro Valerio il 14 maggio 1694. L’esterno è in pietra viva con un piccolo portico «costituito da tre archi a tutto sesto coronati da una copertura a due falde con manto in ardesie». Il campaniletto a pianta quadrata è sprovvisto di campane. L’ingresso presenta un portale a due ante in legno verniciato, mentre in facciata ci sono due finestroni con intelaiatura in ferro e vetri colorati.

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