Meraviglie Liberty in provincia

Si è da poco conclusa la settimana dedicata al Liberty (8-14 luglio), quello stile di inizio XX Secolo che ha nelle sue corde un invito ben specifico, come dichiara l’accademico Camillo Boito (Roma 1836 – Milano 1914): «È bene attingere direttamente dalla natura le impressioni e le ispirazioni; è bene ingentilire l’animo e affinare lo spirito, contemplando fiori, piante, animali, e gli spettacoli sempre vari e sempre nuovi della natura». Il Liberty in città e provincia lo si ritrova ovunque: a Bergamo sia dai colli al piano, tra belvedere e residenze di villeggiatura, sia dai borghi storici alla prima periferia urbana, dalle palazzine e dai villini signorili fino alle case operaie e alle sedi di attività industriali e artigianali oggi scomparse. Ma Liberty sono anche edifici di sevizio, come lo stabilimento industriale di Valtesse, l’ex Enel e l’ex mercato ortofrutticolo, in pratica il porticato inserito negli spazi esterni della Biblioteca Tiraboschi, aperto su via San Giorgio. E in provincia? La mente, di solito, rimanda solamente all’insieme dell’abitato di San Pellegrino Terme in Val Brembana e di Sarnico in Val Calepio: ma davvero su tutto il nostro territorio non vi è altro? Assolutamente no; in provincia è possibile spaziare dalla Val Seriana ad Albino – località che è il principale centro della bassa valle e che rimanda agli insediamenti di archeologia industriale degli Honegger – alla pianura con Caravaggio e Treviglio, fino all’Isola con Crespi d’Adda, frazione di Capriate San Gervasio. Senza infine dimenticare che sul lago d’Iseo a Sarnico va abbinato Predore.

 

VAL SERIANA – ALBINO

Grazie alle luminose vetrate del tram Teb, che da Bergamo porta fino ad Albino, è possibile pregustare questa tipologia architettonica senza per forza dover attendere il capolinea. Una buona concentrazione la si ha tra le località di Alzano Lombardo e di Nembro, grazie agli edifici residenziali pertinenti le ex Cartiere Pigna e l’ex Cementificio Pesenti, così come ad alcuni stabili prossimi alla ciminiera dell’ex manifattura Benigno Crespi. Ad Albino emerge l’ex Cementificio Giacinto Guffanti, che dal 1921 viene inglobato al gruppo Italcementi, e la Villa Azzola in via Roma: del primo esempio, Liberty sono il fabbricato destinato agli uffici e la villa padronale (in foto) dove il tripudio floreale trafora balaustre e davanzali e muove cordonature di porte e finestre; del secondo, le legature delle aperture con andamento verticale o orizzontale.

 

VAL BREMBANA – SAN PELLEGINO TERME

Non solo San Pellegrino Terme, località in cui si tocca l’apice assoluto del Liberty a Bergamo, ma anche tutte le stazioncine che, partendo dalla città, intercalavano il viaggio fino a terminare la corsa in alta valle a San Giovanni Bianco – quindi Ponteranica, Villa d’Almè, Almè, Sedrina, Zogno, Ambria – sono Liberty e fanno capo al progetto unitario di Romolo Squadrelli (Milano 1871-1941). Molte però, a partire da quella del capoluogo, hanno perduto i motivi floreali nel corpo centrale o le scritte in facciata, e se non fosse per il colore degli intonaci a fatica le si potrebbero rimandare a quello stile. Giunti a San Pellegrino, da padrona la fanno il Casinò, il Grand Hotel e il complesso termale, ma anche la funicolare e altri edifici del centro, seppur meno appariscenti. Nell’insieme, tutto è infine reso ancora più lezioso e coccolato dal parapetto lungo il fiume Brembo, che invita amanti e famiglie con bambini a una dolce passeggiata lungo entrambe le sponde, in parallelo con i portici del centro, per ammirare meglio il panorama.

 

ISOLA – CRESPI D’ADDA

Quasi tutto a Crespi d’Adda è Liberty: dal castello signorile alle ville dirigenziali, dalle abitazioni impiegatizie al complesso degli edifici adibiti a uffici e cantieri, dalla centrale idroelettrica agli stabili preposti ai servizi per i dipendenti della fabbrica, fino al campo santo (in foto), che chiude il grande viale che divide in due l’abitato. Molto di questo lo si deve all’architetto di fiducia degli imprenditori, autore anche del Famedio di Bergamo, ovvero l’ing. Ernesto Pirovano (Milano 1866-1934).

 

LAGO D’ISEO – PREDORE e SARNICO

Qui emergono villa Faccanoni (foto in apertura di articolo), realizzata dall’architetto Giuseppe Sommaruga (Milano 1867 – 1917) tra il 1906 e il 1912, abbinate al mausoleo della famiglia nel cimitero cittadino e l’asilo infantile. La villa Faccanoni di viale Vittorio Veneto è a dir poco deliziosa, perché dirada verso il lago con un ampio e fiorito giardino. Villa Surre (in foto) in via Predore, invece, è caratterizzata da una torre, che se pur più classica e ordinata ha nei mosaici dorati con gli altorilievi di Ernesto Bazzaro un movimento dolce e al contempo fiammeggiante per quei guizzi dorati che sprigionano a seconda dell’ora del giorno.

 

PIANURA – CARAVAGGIO e TREVIGLIO

A Caravaggio merita una menzione la Villa Severgnini in via Mozzanica, con torretta centrale e terrazza laterale, mossa leggermente dalla decorazione articolata tra diversi materiali uniti alla lavorazione a motivi floreali del ferro battuto. A Treviglio, invece, spicca la Casa Furia in via Portaluppi 5, il Teatro dei Filodrammatici (in foto, già Teatro delle Associazioni Cattoliche) e il fronte del chiostro delle Agostiniane nella Piazza del Santuario, tutte opere queste attribuite all’ing. Angelo Bedolini.

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