Le tracce di S. Valentino a Bergamo

Che tutti i bergamaschi possano dormire sonni tranquilli già lo sapevamo, dato che ben 13 santi vegliano sulla città, ma che anche gli innamorati potessero affidare il loro cuore al loro santo protettore direttamente in città forse non è cosa tanto nota. E, dato che quest’anno San Valentino cade di domenica, oltre a portare un fiore o un cioccolatino alla vostra amata, non dimenticatevi anche di accendere una candelina dinanzi al suo altare, gelosamente custodito dalle Suore della Rocchetta in via Borgo Palazzo.

La chiesa di S. Croce in Rocchetta. La chiesa di S. Croce in Rocchetta viene edificata a partire dal 1625 sui resti di un piccolo oratorio dedicato a San Pietro o a San Raffaele (attuale sacrestia della chiesa) e consacrata dal Vescovo di Bergamo solo nel 1636 alla Santa Croce e a San Ludovico. I locali annessi vennero adibiti a convento dal 1627, grazie all’acquisto di «una casa fuori porta S. Antonio» fatto nel 1597 da alcune vergini provenienti da Alzano Superiore.

Volendo abbracciare la regola dell’Ordine devoto a S. Francesco, nel 1627 si chiamarono da Milano alcune Cappuccine del convento di Santa Barbara perché insegnassero la pratica claustrale alle giovani e alle loro seguaci. Praticavano il digiuno ricorrente e l’astinenza dal consumo di carne e venivano accudite e confessate dai vicini Padri Cappuccini con cui condividevano devozione e Ordine.

Il convento con la chiesa venne chiuso nel 1810, come molti altri, per le ingiunzioni napoleoniche e, una volta passato al Demanio, venne venduto nel 1920 ai conti Camozzi e da questi ceduto verso il 1950 alle Madri Canossiane. È tuttora una delle loro sedi in città e nei locali del chiostro, insieme alle cucine, al refettorio e ai luoghi di raccolta, sono ospitate consacrate in quiescenza e donne anziane. Noi oggi lo chiamiamo ancora “La Rocchetta” perché sorse quale piccola fortificazione preposta alla difesa del famoso Palatium (da cui Borgo Palazzo), in cui qualcuno favoleggia vi transitò anche Carlo Magno (anche se c’è chi dice fosse collocato verso il torrente Morla e chi invece proprio in angolo con l’attuale Via Camozzi).

Le reliquie di San Valentino. Entrando nella chiesa da via Borgo Palazzo, troverete una piccola cassetta in legno con scritto “SAN VALENTINO” sotto il dipinto con la Crocifissione, nella prima cappella a destra. Lì riposa parte di quel santo vescovo originario di Terni, protettore degli amanti e degli innamorati, decapitato il 14 febbraio del 273 d.C. dopo aver effettuato delle guarigioni miracolose.

Ma perché lo si festeggia proprio in questo giorno? Perchè nel Medioevo si credeva che in questa data gli uccellini iniziassero a nidificare e che il loro continuo cinguettio portasse a tanti nuovi nati entro l’estate. Quindi attenti a voi che in questa giornata languirete tra sdolcinatezze, coccole, fiori e cioccolato…

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