Ma lo sapete che a Dalmine
hanno girato ben sei film?

Con i suoi scorci caratteristici, le sue architetture dal fascino intramontabile, e un vissuto storico dai lineamenti alquanto peculiari, Dalmine rappresenta un gioiello inossidabile per quanti ci vivono e hanno imparato ad amarla. Ma l’eclettico volto del Comune non è passato inosservato anche a tutti quegli artisti che, in lungo e in largo per il Bel Paese, sono andati alla ricerca di anfratti degni di opere cinematografiche. Attualmente, infatti, si contano ben sei pellicole ambientate in gran parte, o almeno parzialmente, nel perimetro dalminese. Sei diversi registi che, calati nel cuore delle architetture greppiane tipiche della prima metà del Novecento, hanno trovato gli stimoli giusti per imboccare la via dell’ispirazione.

I Cammelli, Bertolucci. Tra questi, ricordiamo il regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci che, nel 1988, girò a Dalmine I Cammelli: una commedia, quest’ultima, condita da una serie di esilaranti e comici sketch messi a segno da Diego Abatantuono, che si trova ad indossare i panni di Camillo, un giovane emiliano che nutre una strampalata venerazione per i cammelli. Sarà proprio questa inusuale passione a coinvolgerlo in un’improbabile tournée lungo tutta la Pianura Padana, fino a giungere ai capannoni della Minipak-Torre di Dalmine.

 

I Cammelli, Bertolucci, 1988

 

Ecco noi per esempio, Corbucci. Spostandoci indietro nel tempo di poco più che un decennio, ritroviamo, nel 1977, il film Ecco noi per esempio. Diretta dal regista romano Sergio Corbucci e interpretata, tra gli altri, da Renato Pozzetto, Adriano Celentano e Barbara Bach, la pellicola narra delle peregrinazioni di un aspirante poeta giunto a Milano in cerca di riconoscimenti e di un po’ di gloria. È percorrendo la strada dell’autoaffermazione che il poeta Palmambrogio (alias Pozzetto) toccherà, tra le varie tappe, quella rappresentata dal Bobadilla Feeling Club.

Quel particolare piacere, Carnimeo. Ancora più antico è invece Quel particolare piacere: siamo infatti nel 1973 quando il regista Giuliano Carnimeo sceglie nuovamente il Bobadilla Feeling Club per dare ambientazione ad alcune scene del suo film poliziesco, che vede all’opera Edwige Fenech, Corrado Pani e Richard ConteIl. Impegnati in una trama che ricalca i contorni della Milano malavitosa degli anni Settanta, gli attori di fama internazionale daranno corpo a un avvicendarsi di colpi di scena, alcuni dei quali avverranno proprio a Dalmine.

 

Ecco noi per esempio, Corbucci, 1977

 

Napoletani a Milano, De Filippo. La più antica tra le pellicole risulta invece essere Napoletani a Milano, film drammatico scritto e interpretato dal regista Eduardo De Filippo nel 1953, con la preziosa interpretazione dell’attrice romana Anna Maria Ferrero: girata in gran parte sul suolo comunale, la pellicola ha richiesto la disponibilità degli spazi della Direzione della Dalmine per dare corpo ad alcune delle scene cardine; non sono tuttavia mancate le riprese negli spazi esterni, dove gli stessi operai dell’azienda si sono resi disponibili a entrare nei panni di comparse.

Nebbia in Valpadana, Regina. Per fare un lungo salto nel tempo che ci riconduce al nostro millennio, ricordiamo invece Nebbia in Valpadana creatura artistica del 2000, firmata dal regista Felice Regina, cui è andato il merito di aver ricongiunto la celebre coppia Renato Pozzetto e Cochi Ponzoni. Benché la commedia sia stata in gran parte girata a Brembate (sotto), il Comune di Dalmine ha prestato alcuni dei suoi frammenti caratteristici per le riprese, tra cui l’ex portineria degli stabilimenti della Dalmine.

 

Sotto il vestito niente, Vanzina, 2011

 

Sotto il vestito niente, Vanzina. Infine, la più recente opera cinematografica che ha visto immortalare alcuni dei luoghi tanto cari e noti ai dalminesi è invece Sotto il vestito niente, che risale al 2011 e che ha portato sulla scena una splendida Vanessa Hessler dietro la regia di Carlo Vanzina. È seguendo le tracce di un thriller che prende forma nel mondo della moda milanese che la cinepresa torna a immergersi tra le pareti lisergiche e – a questo punto – così gettonate del Bobadilla Feeling Club.

I documentari. Dalmine, tuttavia, non è stata solo fonte di ispirazione per ambientazioni di film. Enzo Suardi, membro dell’Associazione Storica cui va il merito di questa raccolta, ha infatti individuato altrettanti documentari che hanno avuto come scopo quello di rintracciare le caratteristiche e le peculiarità della città. Misteri che continueranno a giacere in una sacra aura di impenetrabilità, laddove giaceranno sempre i segreti di ogni bellezza che si rispetti.

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