Che ci fa tutta ‘sta gente a Serina?
Merito del buon vecchio Palma

Frequentare Serina durante l’estate è sempre un piacere. Il paese e le zone limitrofe si animano, complice il turismo, in un susseguirsi di feste popolari, eventi, proposte di ogni genere. Ma quest’anno, nella stagione in cui la grande mostra internazionale dedicata a Palma il Vecchio si è appena conclusa, Serina sembra rinascere dietro le immagini e la storia dell’ormai noto concittadino.

Le riproduzioni dei dipinti sono ovunque, sparse per il paese. I ritratti di nobildonna e le scene di genere sono esposti in ogni angolo, sui muri, nelle vetrine dei negozi, sulle case, fra i vicoli storici e pare che Serina abbia riscoperto una sorta di Palma pride, l’orgoglio per questo illustre genio di cui la tradizione ha sempre fatto vanto ma che ora trova riscontro nel notevole afflusso dei turisti che affollano il centro ogni mattina per la consueta passeggiata.

Le iniziative. Dal ritorno del Polittico della Presentazione della Vergine nella chiesa patronale, celebrato a fine luglio con una messa solenne, le iniziative dedicate a Palma il Vecchio si rincorrono nella calda estate serinese. I ragazzi hanno realizzato un musical riproposto con successo in tre repliche, le stampe con le opere campeggiano ovunque per le strade a ricordare tutte le opere del giovane artista, una mostra fotografica curata dal professor Albergati e realizzata dai ragazzi della 3°F del Liceo Artistico di Bergamo è esposta nel Chiostro della Santissima Trinità fino al 31 agosto e un’audioguida è a disposizione dei turisti che vogliono conoscere qualcosa di più del borgo storico che li ospita per le vacanze.

Un’occasione per raccontare la storia di Serina. Partendo dal cartello che indica l’arrivo a Serina, città del Palma, l’audioguida risale in un paio d’ore il centro storico e la storia del paese. Il tutto è stato pensato come una tranquilla passeggiata che ripercorre queste strade della Val Brembana. Un’“arrampicata” che s’inerpica attraverso le storiche contrade di Serina, segnalando le chiese corrispondenti e le principali caratteristiche. Un piccolo allenamento per chi vuole preparare le gambe a uno dei tanti, bellissimi, sentieri che partono proprio da questo centro.

L’audioguida, del resto, è nata in occasione della mostra che è stata presa come pretesto per organizzare una degna presentazione ai turisti di questo luogo a tratti suggestivo, che conserva una moltitudine di fatti storici rintracciabili anche nei muri delle case. Salendo per la strada principale, si succedono descrizioni e curiosità legate non solo al Palma, ma alla storia del luogo, centro antichissimo con testimonianze del Quattrocento, dell’età barocca e anche della storia italiana recente, con quegli slogan fascisti sui muri che il tempo sta felicemente cancellando.

In contrada Valle, la casa del Palma. Fuori dal centro, invece, si arriva fino alla parte più alta per intravedere la casa del pittore, una fra le poche che delimitano la contrada della Valle – non a caso Palma si chiamava Jacopo Negretti della Valle – e soprattutto ammirare quel paesaggio montano che ancora oggi in molti ritrovano nelle opere dell’artista. Un percorso fuori dal centro che si ricollega alla vecchia via Mercatorum che riporta a Serina e che Palma il Vecchio probabilmente percorse nel suo viaggio verso Venezia e verso la sua fortuna artistica.

Il monumento dedicato al pittore. È doveroso dire che i serinesi sono sempre stati attenti a celebrare il loro concittadino più famoso, anche in tempi non sospetti. Gli sono stati dedicati una targa, una via e l’istituto comprensivo, ma più volte è mancata la realizzazione di un monumento che lo celebrasse. Un’idea nata prima nel 1933, che prevedeva di erigere una stele e un busto in mezzo ai due tigli secolari che fronteggiano il Monastero della Santissima Trinità, ripresa poi nel 1966 con lo stesso principio ma un’ipotesi diversa di collocazione. Entrambe le occasioni andarono perse, ma ecco che il 2015 e la mostra internazionale dedicata al Palma hanno fatto sì che la volontà di un gruppo di serinesi e il contributo economico della Fondazione Credito Bergamasco compissero il miracolo. L’artista Paolo Bonaldi ha realizzato e donato l’opera all’amministrazione comunale che l’ha collocata dove la si era pensata più di ottant’anni prima.

Uno dei due tigli secolari non c’è più e l’altro rischiava l’abbattimento perché malato. Fortunatamente si è riusciti a recuperarlo e il nuovo monumento è stato collocato laddove sorgeva il suo compagno, rimarcando quello stretto rapporto fra uomo e natura che incarna bene le leggi della montagna. La roccia su cui è collocato il busto in bronzo con il ritratto del Palma è una particolare roccia sedimentaria detta Multì, tipica della Valle Serina. Il volto dell’artista è stato ripreso da un presunto autoritratto che si trova a Edimburgo, mentre il medaglione sui cui è incastonato è stato riletto – come ricorda il sindaco Giovanni Fattori – come un sole nascente, uno sguardo al futuro che, celebrando il passato, ricorda che l’artista vive nel futuro grazie alla sua opera.

Una buona occasione per ammirare Serina e il nuovo monumento sarà il prossimo 21 agosto, nella ormai celebre edizione della notte colorata (quest’anno è di rigore il giallo) che anima questo centro in maniera invidiabile, richiamando un’incredibile quantità di persone.

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