Madonna dei Campi a Stezzano
Un video e la sua secolare storia

Il lettore Guido Merelli, appassionati di video e fotografia, ha realizzato un bellissimo video dedicato al Santuario di Nostra Signora della Preghiera di Stezzano, più noto come Santuario della Madonna dei Campi. Un filmato bellissimo, in grado di unire la spiritualità di questo luogo alla bellezza della sua storia, della sua architettura e della natura che lo circonda. Un’occasione per rivivere i passaggi di oltre 800 anni di storia del Santuario.

 

Nel secolo XII, nei campi ad Ovest di Stezzano, a circa 2 chilometri dal centro di quel villaggetto che era allora il Comune della provincia bergamasca, venne edificata una piccola edicola in onore della Madonna. La maggior parte della gente del posto, infatti, viveva di agricoltura e spesso, durante la giornata lavorativa, si fermava a pregare la Madre di Dio. Nel secolo successivo, proprio davanti a questa edicola, avvenne la prima apparizione: la Madonna con in braccio il piccolo Gesù apparve a una donna del paese. Un evento prodigioso, in seguito al quale la gente del poto decise di edificare una vera e propria chiesa in onore della Madonna. Piccola, lunga non più di 13 metri e larga circa 5, venne chiamata Madonna dei Campi. L’edificio era rivolto da Oriente ad Occidente, aveva un solo altare addossato all’abside, un piccolo presbiterio con volta in muratura coperta da travi appoggiate a degli archi sopra pilastri e a destra aveva un piccolo campanile. La devozione verso questo Santuario fu, fin da subito, molto viva, tanto che furono moltissimi gli artisti che vollero abbellirlo con i propri dipinti.

 

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Nel XVI secolo, però, Bergamo visse una profonda crisi religiosa, con la popolazione che perse quello stretto legame con la Chiesa che aveva invece da sempre caratterizzato il territorio. La posizione piuttosto decentrata dalle principali vie di passaggio orobiche contribuì a un lento ma inesorabile abbandono del Santuario della Madonna dei Campi. Fino al 1586, quando una serie di eventi prodigiosi riaccese l’attenzione su questa chiesa della campagna bergamasca. A maggio una gran quantità di acqua limpida iniziò a sgorgare da un pilastro con l’immagine della Vergine e Bambino dipinta. Il fenomeno continuò fino a novembre. La gente si accorse che, bevendo e bagnandosi con quell’acqua, si avevano degli effetti positivi. Per questo si pensò di scavare dentro la chiesa una cisterna per raccogliere quell’acqua. L’usanza di bagnarsi con l’acqua del Santuario si prolungò nel tempo anche dopo che la vena si fu prosciugata. Volendo tramandare ai posteri il ricordo di quell’acqua prodigiosa, fu costruita una terza cisterna nell’interno della chiesa, sotto la cantoria, che rimase in uso sino al 1885.

 

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Contemporaneamente al prodigio dell’acqua, ne avvenne un secondo, ancora più straordinario: l’apparizione della Madonna a più persone. Queste apparizioni furono interpretate come il desiderio, da parte della Vergine, di risvegliare nella popolazione di Stezzano e dintorni la fede ormai sopita e di richiamare gli uomini ad una vita più spirituale e più di preghiera. Il terzo e ultimo fatto prodigioso furono le guarigioni miracolose, che più contribuirono a richiamare l’attenzione. L’allora vescovo di Bergamo ritenne opportuno appurare la verità e mandò a Stezzano il teologo della cattedrale con il compito di indagare. Il vescovo esaminò gli atti e poi dichiarò soprannaturali i fatti avvenuti nella chiesa e miracolosa l’effige della Madonna col Bambino. Fu così che l’amministrazione del Santuario decise di dedicare alla Vergine una chiesa più grande. La prima preoccupazione fu conservare e mettere in risalto l’immagine della Madonna col Bimbo. Si decise quindi di costruire l’altare maggiore nel luogo del pilastro, in modo che l’immagine della Madonna fosse al centro, sotto la mensa dell’altare. Per questo motivo la nuova chiesa si trovò rivolta con l’altare maggiore a Settentrione e la porta principale a Mezzogiorno. Il Santuario è ad una navata. Nei due fianchi, al centro, ci sono due cappelle con altari di marmo, ciascuna delle quali è fiancheggiata da due cappelline per i confessionali e due di adito per entrare e uscire dalla chiesa.

 

Bassano

 

Dopo il 1850, grazie al lavoro di don Sperandio Carminati, il Santuario visse un altro periodo di intensa vitalità. Il prelato risvegliò la devozione verso la Madonna e pensò di dotare il Santuario di un’opera che ricordasse la storica apparizione del 12 luglio 1586. Affidò l’incarico allo scultore Luigi Carrara, di Oltre il Colle. Il monumento votivo, installato il 12 luglio 1868, consiste in un gruppo di statue di altezza naturale e rappresenta la Madonna nel mezzo, in abito scuro sopra una nuvola, un libretto nella mano sinistra e gli occhi rivolti al cielo. Due fanciulle sono inginocchiate ai suoi piedi. L’opera venne intitolata Nostra Signora della Preghiera, nome che poi passò anche al Santuario, sebbene la gente continuò a riferirsi ad esso coma al Santuario della Madonna dei Campi. Tra il 1885 e il 1886, ci fu poi il miracolo del movimento degli occhi verificatosi nella statua e di numerose grazie, avvenimento straordinario grazie al quale la statua venne insignita della corona d’oro. Il parroco dell’epoca decise inoltre di ampliare ulteriormente la chiesa affidando l’opera all’architetto bergamasco Enrico Galbiati. Questi si impegnò a progettare una struttura in sintonia con la preesistente. Il progetto prevedeva l’aggiunta di due navate laterali disposte ai fianchi della navata esistente e di una terza più grande disposta in modo trasversale dietro il coro dell’altare maggiore, creando nella parte posteriore di quest’ultimo un grande arco che avrebbe isolato e valorizzato l’altare maggiore stesso. Tutte le nuove parti dovevano essere decorate e stuccate secondo lo stile del seicento, per essere in sintonia con la chiesa preesistente.

Il XX secolo fu invece un’epoca di assestamento e miglioramento dei grandi lavori svolti nei 400 anni precedenti. Il Santuario era ormai divenuto un luogo di devozione e pellegrinaggio conosciuto in tutta Italia. Un posto di pace e preghiera, di immensa bellezza, in grado di unire tre livelli fondamentali della vita umana: spiritualità, natura e arte.

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