Malpaga, una notte di leggende
e di stelle cadenti (in tenda)

Ai tempi del Bartolomeo Colleoni, Capitano Generale di tutte le milizie della Repubblica di Venezia e storico proprietario del Castello di Malpaga, le apparizioni delle stelle cadenti erano considerate un segno infausto. Si credeva che fossero le lacrime di divinità che piangevano per disastri che ancora dovevano avvenire. Di quella credenza, oggi, è rimasto ben poco. Una scia luminosa nel cielo d’agosto, infatti, si porta dietro i desideri di tutti noi, che passiamo nottate estive con il naso all’insù sperando che i cassetti contenenti i nostri sogni, un giorno, possano essere aperti da chissà chi o chissà come. Un pizzico di sana irrazionalità che ci fa sognare.

 

 

Queste due diverse visioni, appartenenti la prima al passato e la seconda al presente, solo un luogo a suo modo magico, com’è il Castello di Malpaga (piccola e bucolica frazione di Cavernago), è in grado di unirle. E così stasera, venerdì 10 agosto, proprio in questo scrigno di bellezza e tradizioni si terrà un evento inedito e unico, Malpaga oscura e il rituale di San Lorenzo. Una sorta di viaggio nel tempo, dove le leggende del passato si uniscono alle tradizioni del presente, dove i misteri di questo luogo ricco di storia ci introducono alla notte delle stelle cadenti. Tra candele e lanterne, la serata inizierà con un inedito tour del castello tra gli aspetti più macabri del XV Secolo, nel folklore locale e negli intrighi della corte del Colleoni. Un’occasione per visitare ambienti solitamente non accessibili dell’imponente palazzo, alla ricerca delle presenze che dal passato, talvolta, tornano a farsi sentire. Piccola dritta: se avete bambini, l’evento non è

Al calar delle tenebre, invece, inizierà l’attesa delle lacrime di San Lorenzo. Prima si rivivranno gli antichi rituali di questa notte, quando le stelle cadenti portavano nelle loro scie presagi nefasti e…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 41 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 16 agosto. In versione digitale, qui.

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