Il Monte Alben, uno scrigno
di leggende e bellezze naturali

Foto di Angelo Corna

 

Difficile non notarlo. Il suo profilo spicca frastagliato sulla media Val Seriana, con numerosi torrioni e creste che, come gendarmi, spuntano dalla montagna come torri verso il cielo. Il Monte Alben è la prima montagna che si nota in territorio bergamasco, visibile anche dalla pianura e imponente da qualunque lato la si osservi. Numerosi itinerari solcano le sue pareti, regalando soddisfazione agli escursionisti ed emozioni agli alpinisti che sfidano le sue linee verticali. La conca che ospita questa bella montagna è la Val Serina, posta a spartiacque tra la Val Brembana e la Val Seriana.

 

 

La via normale. L’itinerario più facile e adatto a tutti vede il suo via dal Passo di Zambla (m.1238) dove posteggiata l’auto proseguiamo lungo la comoda strada forestale in direzione sud. Dopo poco più di un chilometro raggiungiamo il Passo della Crocetta e successivamente l’attacco del sentiero, posto alla nostra sinistra e marchiato dal segnavia CAI 501. Il tracciato sale ripido nel fresco bosco, fino a sbucare in prossimità di un vallone che si risale a zig zag, costeggiando una parete di roccia dove sono state recentemente aperte alcune vie di arrampicata. Dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo il “Col dei Brassamorti”, posto alla sommità del vallone. Il panorama spazia già su buona parte delle Orobie bergamasche e sulla nostra tormentata pianura, coperta come sempre dalle nuvole basse e dallo smog. Noi continuiamo alla nostra destra seguendo il sentiero a mezza costa che costeggia il caratteristico Torrione dell’Alben, dove sovente possiamo trovare dei “rocciatori” intenti nella loro scalata, puntando all’evidente Passo della Forca (m.1848) dove ad attenderci troviamo la Baita del Gioan. Questa bellissimo bivacco è stato ricavato sotto una grande roccia e serve da riparo agli escursionisti in caso di pioggia. Viene curato da Giovanni, che d’estate e d’inverno raggiunge il bivacco e provvede alla sua manutenzione. Chi vi transita può naturalmente fermarsi per una sosta, purché ricordi la regola principale che è alla base di ogni escursione: il rispetto per la montagna e per quello che la circonda.

Due vette per tutti. Recuperate le energie ci troviamo di fronte a una scelta. A sinistra della baita si snoda il sentiero, facile e adatto a tutti, che conduce a Cima la Croce (m.1970), seconda vetta in ordine di altezza del Monte Alben. Risalendo le cresta tra erbe e roccette è facilmente raggiungibile in circa 15 minuti. Alla nostra destra parte invece il sentiero classificato per Escursionisti Esperti, che conduce alla vera vetta della nostra montagna. Il sentiero diventa ora più impegnativo ma divertente, con facili passaggi tra le rocce che in alcuni casi richiedono l’uso delle mani. Raggiungeremo la vetta, che resta nascosta fino agli ultimi metri, dopo un’altra mezz’ora di cammino. Il panorama come sempre ripaga dagli sforzi… Davanti a noi spiccano, in sequenza, le cime che fanno da teatro al M.A.G.A., celebre corsa in montagna che concatena il Monte Menna, il Pizzo Arera (che con i suoi 2540 metri domina sulla vallata), il Monte Grem e per ultimo il Monte Alben. Sulla larga vetta troviamo ad accoglierci una grande croce in ferro e la pace che solo una montagna può regalare. La salita di entrambe le vette tocca i 15 chilometri di cammino e gli 800 metri di dislivello, rendendo così il Monte Alben accessibile alla maggior parte degli escursionisti in circa due ore e mezza di cammino. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata.

Vie di salita per tutti i gusti. Come si suol dire… Ce n’è per tutti! Il monte Alben può essere raggiunto anche da Cornalba, seguendo il segnavia CAI 502, in circa due ore e mezza. Chi vuole allungare la gita può invece partire da Serina, lungo il segnavia CAI 503 che condurrà l’escursionista prima sotto le ripidi parenti della Corna Bianca, poi attraverso il suggestivo Sentiero del Partigiano, tra boschi di abeti e betulle, fino alla baita sùra. Un ripido sentiero ci condurrà poi al Passo della Forca e al Bivacco del Gioan, punto di partenza per entrambe le cime. Sempre su questo versante si snoda il famoso Canale Ilaria, che durante l’inverno e la primavera attira alpinisti che sfidano questo ripido scivolo di neve, che sbuca in prossimità della croce di vetta. L’ultima via di salita parte da Vertova. Il sentiero CAI 530 ci guiderà in quattro ore di cammino al Bivacco Testa, in altre due ore alla vetta del monte Alben. Un percorso lungo e faticoso che supera i 20 chilometri di cammino e tocca i 1900 metri di dislivello!

Il pianto sul Monte Alben. Le nostre montagne sono molto spesso teatro di storie e leggende, frutto della fantasia popolare. Si racconta tutt’ora che in certe giornate di pioggia, nel luogo denominato Cavagna Rotta lungo le pendici del monte Alben, si senta il pianto di un bambino accompagnato da una voce dolcemente triste, che si diceva fosse quella della madre che cantava la ninna nanna per addormentarlo. La leggenda racconta che un carbonaio che viveva poco distante, dapprima annoiato e poi irritato dal pianto del bambino di pochi mesi, lo avesse strappato brutalmente dalle braccia della madre e ficcato nella bocca del suo poiat (fornace da carbone) già accesa, facendo poi lo stesso con la donna in lacrime. La fantasia popolare ha trasformato la voce del vento in quella del bambino e di sua madre e la fiaba ha acquistato negli anni un carattere tragico, diventando la tipica storia destinata, probabilmente, ai bambini un po’ troppo capricciosi!

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