Val Seriana, i musei della tradizione

Dato che il cattivo tempo non dà tregua allora lo si deve prendere di petto e affrontare a testa alta con le ultime sciate da discesa e da fondo, le impavide cascate di ghiaccio e le più scanzonate ciaspolate! E dopo aver pranzato con una fumante taragna e funghi innaffiati da buon vino, magari in quota dentro un bel rifugio, o merendato con vin brûlé e strudel, prima di mettersi in marcia per il mesto rientro serve nutrire anche lo spirito. E cosa c’è di meglio di un bel museo etnografico di valle, che ha il sano principio di far rivivere, attraverso la conoscenza, la vita e le tradizioni proprio di quelle valli in cui si è scorrazzato fino a poco prima. Ad esempio in Valle Seriana ce ne sono per tutti i gusti e con diverse gestioni: comunali, di fondazioni e misti.

 

Casale (Albino), Museo Etnografico Valle del Lujo

Istituito nel 1995 grazie all’opera di un gruppo culturale locale è quasi interamente dedicato alla storia di Casale e della Valle del Lujo, in cui la vita è trascorsa duramente per diversi secoli. Trovano posto strumenti applicati alla terra in generale – per il pascolo, il bosco e il coltivo – che sono posizionati accanto ad oggetti di uso comune utili a minatori, carbonai, fabbri e maniscalchi. Non mancano anche strumenti per le attività più comuni come falegnami e calzolai. La vita comune e quotidiana passata sono scandite anche da una ricca raccolta bibliografica: libri, documenti, fotografie, cartografie, registrazioni di testimonianze orali. La peculiarità è costituita dalla divulgazione della cultura castanicola, supportata dall’essiccatoio dei figliocci.

 

Comenduno (Albino), Museo Etnografico della Torre

È collocato dentro la bella Villa Regina Pacis ed è gestito dall’associazione locale. L’obiettivo che l’istituzione persegue è quello di conservare, far conoscere e quindi valorizzare la produzione del lavoro locale, che porta alla realizzazione di manufatti di vario genere: vi sono fotografie, attrezzi e macchinari di vario tipo, che raccontano la cultura popolare contadina e artigianale. Vanta una collezione di orologi da torre che sono sistemati nei locali di ultima realizzazione, in cui vi è una vera e propria cantina contadina e un percorso didattico, che documenta la sequenza produttiva del granturco e del frumento.

 

Ardesio, Museo Etnografico Alta Valle Seriana

È forse il più antico in valle di tale genere ed è allestito in modalità diffusa, dato che una casa rustica del centro storico racconta la vita quotidiana, agricola, montana e mineraria. La sede stabile si articola in tre sezioni dedicate alla filatura e tessitura, al lavoro di boscaioli e carbonai. Vi è un inciso anche sull’attività mineraria, di cui si narra la storia grazie anche alla ricca cartografia, alla collezione di attrezzi e alla ricostruzione di una miniera. Vi è anche una sala con la mostra permanente dello scultore locale Luigi Fornoni.

 

Oneta, Museo Etnografico Minerario Scientifico

Si distingue dagli altri per la sua specificità mineraria e per il fatto che è collocato in una location piuttosto recente di proprietà comunale, inaugurata nel 2014. Tre sono i percorsi che al suo interno si possono seguire: quello dedicato al mondo minerario e quello scientifico per la ricerca e lo sviluppo. Vi sono molti reperti archeologici, attrezzi e strumenti di vita passata, fotografie e soggetti vari. Il museo è anche dotato di laboratori per esperienze didattiche rivolte alle scuole di primo e secondo grado: gli esperimenti che vi si conducono sono dedicati al suono e alla luce.

 

Schilpario, Museo Etnografico

Allestito nel 1986 è il simbolo della Val di Scalve e conserva il patrimonio storico e culturale da tramandare alle nuove generazioni. Ha documenti, oggetti e attrezzature relative alle attività lavorative della prima metà del secolo scorso. I volontari artefici della raccolta degli oggetti hanno scandagliato operatori agricoli e silvopastorali, allevatori e minatori, artigiani e manovali. Vi sono anche un telaio, una macina, un torchio e persino un mulino, che è il contenitore in cui tutto è allestito con tanto di macina e segheria funzionanti. Vi sono anche riferimenti all’emigrazione, un fenomeno che ha massicciamente interessato la valle dalla fine del XIX secolo ai primi due decenni del successivo.

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