Ode ai casoncelli di Ambivere
(ah, se soltanto esistessero!)

Foto di copertina BergamoPost/Luca Della Maddalena

 

I casoncelli di Ambivere sono senza dubbio i migliori casoncelli che siano mai esistiti. Ma purtroppo non esistono. I casoncelli di Ambivere sono di quel genere un po’ particolare che fa sì che non si possano confondere con i ravioli, o con le caramelle, o con gli agnolotti.

I casoncelli di Ambivere, pur non esistendo, sono fatti rigorosamente a mano. Non un solo paio di mani, ma almeno due dozzine, allineate su un unico lungo tavolo di legno, a ripetere un gesto che conoscono da sempre. I casoncelli di Ambivere si fanno all’ombra del campanile, ma in nessun luogo, anche se, in occasione delle feste, ci si ritrova un po’ per dovere e un po’ per compagnia.

La loro pasta è bianca, povera, spessa, ma soprattutto tenace, di quelle che danno soddisfazione al morso, mica come quelli fatti con la sfoglia velo, magari gialla, che addirittura si riesce a vedere il ripieno attraverso. Gli ingredienti del ripieno non stanno scritti da nessuna parte e li conosce, pur non esistendo, una sola persona, che in segreto ha scelto a chi tramandare la ricetta. Questa farcitura è di quelle che non disdegnano una buona dose si dolcezza fatta di amaretti e uva passa. Ma sempre senza esagerare.

E infine, dato che sono fatti ad Ambivere ma in nessun posto, non li vendono in nessun negozio. Un vero peccato, perché conditi con abbondante burro, magari di malga, di un bel colore nocciola, e magari anche qualcosina di più, lasciati sfrigolare insieme alla pancetta tagliata un poco grossolana e qualche foglia di salvia croccante, sarebbero veramente i vostri migliori casoncelli.

Forse, se assolutamente voleste assaggiarli, potete provare ad andare proprio ad Ambivere e chiedere a chi ci abita, ma non potete essere certi della risposta: non tutti sanno indicare dove trovare le cose che non esistono.

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