Par.co Denim in Borgo S. Caterina
I jeans ora si indossano green

PAR.CO denim fotografo devid rotasperti (23)

 

Può un paio di jeans essere etico e realizzato ancora da artigiani bergamaschi? Sì, se a crederci sono ragazze dinamiche, consapevoli che natura e ambiente vanno protetti con intelligenza e tecniche d’avanguardia.

Laura Robotti e Giada Maffeis sono le amministratrici della società Par.co Fashion, una realtà tutta Made in Italy, che sulla qualità dei tessuti non scherza affatto. Disegnano collezioni uomo e donna con tessuto denim in cotone biologico, e per sbiancare i jeans si appoggiano a lavanderie innovative che utilizzano lavaggi eco-friendly. Hanno una concezione onesta del lavoro e cercano di produrre oggetti senza che a farne le spese sia il Pianeta.

«La nostra società è nata nel 2012, dopo aver sviluppato un progetto green nel mercato del denim sostenibile – racconta Laura, mostrando i capi dai tagli grintosi e giovanili, esposti nello store in Borgo Santa Caterina 11/A –. Siamo partiti con la vendita online nei paesi del Nord Europa, che da sempre sono sensibili alle tematiche ambientali, e a giugno abbiamo deciso di aprire il nostro primo punto vendita proprio qui, nel cuore di Bergamo». Par.co nel Borgo è dunque il primo green concept store di Bergamo, uno spazio dove spiccano le camicie ed i jeans del brand Par.co Denim, ma anche prodotti di fornitori italiani che puntano alla sostenibilità.

Così, in un arredamento che si compone di tavoli ricavati da bancali sbiancati, sfilano capi d’abbigliamento in cotone organico, t-shirt, polo, felpe, top e orologi ed occhiali di legno. Insomma, una vera e propria casa del tessile di ultima generazione, che ha il suo manifesto nel cartello posto all’entrata: «I nostri capi sono realizzati con fibre naturali e tessuti biologici, nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo. Gli articoli in denim sono confezionati da noi, con il marchio Par.co Denim, tutti rigorosamente Made in Italy».

«Per aumentare la sostenibilità dei prodotti – prosegue Laura – stiamo lavorando con piccoli artigiani bergamaschi, che inseriscono nel tessuto filati di canapa, lino e bambù, piante che necessitano di un minor consumo d’acqua per la lavorazione, rispetto al cotone. Abbiamo anche abiti di ortica trattata al vapore, e giacche di lana, tinte con colori naturali».

Una curiosità. Il nome dei jeans deriva da Jeane, traduzione di Genova in lingua inglese. La marina genovese, infatti, vestiva i marinai con una tela blu composta di cotone e lino, già a partire dal XVI secolo. Il capo d’abbigliamento è dunque un’intuizione italiana, che da secoli affascina e conquista intere generazioni, diventando protagonista di tendenze giovanili. Ora addirittura green!