Pigmenti, l’arte sui muri di Bergamo
Per restituire la città ai suoi abitanti

La Serigrafia Tantemani del Patronato San Vincenzo in via Gavazzeni a Bergamo è un covo di idee e di cose belle, un laboratorio creativo e manuale dove, da settembre 2014, Michele Foresti, Andrea Giudici e Davide Pansera alimentano e fanno prosperare il progetto Pigmenti, una straordinaria ed energica storia di collaborazioni artistiche. La prima di queste, quella con Mattia Lullini, è stata il modello e il tratto inaugurale di una trama complessa, che è andata via via crescendo tra le mani dei suoi ideatori e che ha saputo concretizzarsi freneticamente e velocemente in un gran numero di eventi di arte urbana di notevole rilievo. Come se finalmente la città di Bergamo avesse aggiunto alla sua vita un’esperienza importante di cui sentiva la mancanza, dimostrandosi perfettamente capace di accettare dentro di sé queste trasformazioni, con l’accoglienza tipica delle grandi capitali europee.

[La Serigrafia Tantemani]

Pigmenti sa bene quello che fa, e la filosofia sulla quale ha costruito questo piccolo mondo che pian piano sta attraversando Bergamo è ben più profonda di una semplice commissione artistica. L’idea di base è che il rapporto dell’autore con il luogo in cui dovrà operare e le persone con cui dovrà collaborare sia fondamento e cuore dell’azione. Ecco allora che, grazie all’associazione culturale The Blank e al suo progetto Residenze, che mette a disposizione uno spazio di accoglienza per artisti, Pigmenti ha potuto offrire loro il tempo e la calma di elaborare, riflettere e porre le basi per instaurare una rapporto di ricerca artistica che possa guidare il lavoro, contestualizzandolo.

Nello stesso tempo, la partecipazione è caratterizzata da una vitalità importante. La performance diffusa è spesso accompagnata da workshop e seminari e, in alcuni casi, come in quello appena conclusosi con Joao Samina, i partecipanti in qualche modo divengono le mani adoperate per dare forma a qualcosa. Quando cala il sipario sulla performance, la serigrafia lascia traccia dell’evento con la creazione di una maglietta d’artista prodotta in edizione limitata, partendo da un disegno originale. Altro non è – se ci pensate bene – che un modo diverso, e ancora nuovo, per dare vita e una creazione artistica, rendendola indossabile.

 

[La mappa di tutti gli interventi di Pigmenti nella città di Bergamo]

 

Forse qualcuno di voi ha notato passando nei pressi della stazione di Bergamo che, impovvisamente, lo scorso giugno, è apparso un enorme murales sulla grande patere che sovrasta le pensile degli autobus. Rappresenta il volto di tre donne ed è opera di un argentino, Francisco Bosoletti. L’artista è stato chiamato a illuminare una zona della città reinterpretando un dipinto dell’Accademia Carrara, in occasione della recente riapertura della stessa. Il senso di questo lavoro voleva essere una riflessione tra l’arte tradizionale, o classica, che ha storicamente il suo posto nei musei, e una nuova forma d’arte in continua espansione, che trova nelle muri della città il suo supporto naturale. Non si parla certo di assegnare un giudizio a questa o quella forma artistica, magari scadendo nel ridicolo di definirne una migliore rispetto a un’altra. Niente di tutto ciò. Il senso è mostrare che esiste un modo per integrare una riflessione estetica nella routine banale della quotidianità di un luogo, attraversato distrattamente da migliaia di persone. Chi avesse indovinato, nei giorni a seguire, a quale dipinto Bosoletti si era ispirato, avrebbe vinto un premio.

 

[Bosoletti per Pigmenti per Accademia Carrara.
Progetto Oltrevisioni, in collaborazione con il Comune di Bergamo e grazie al finanziamento di Fondazione Cariplo.
Video by Gabriele Cella]

Bosoletti X Pigmenti X Accademia Carrara#bergamo #artepubblica #pigmenti_euProgetto Oltrevisioni, in collaborazione con il Comune di Bergamo e grazie al finanziamento di Fondazione CariploVideo by Gabriele Cella

Posted by Pigmenti on Lunedì 20 luglio 2015

 

Forse altrettanti di voi hanno notato i volti di uomini e donne recentemente ritratti sui muri tra le vie della Malpensata. Anche in questo caso c’entra Pigmenti. Per questo progetto è stato chiamato da Lisbona Joao Samina, street artist e architetto. Samina è stato in città qualche giorno, ha passeggiato tra le vie, osservandone da vicino la vita, e poi ha realizzato la sua opera. Se li guardate bene e vi sembra di riconoscerli non vi sbagliate, sono i ritratti di dieci abitanti del quartiere, incontrati e scelti dall’artista nella sua visita-scoperta della città. Si è di fronte, allora, alla dimensione umana, una riflessione fondamentale per ricordarsi che un quartiere, prima di essere una porzione di spazio, è un luogo abitato.

[Joao Samina per Pigmenti alla Malpensata, 10 portaits of common people]

Poi c’è il grande progetto, forse il più ambizioso e impegnativo di tutti, al cavalcavia di Boccaleone. Anche in questo caso, forse più degli altri, la filosofia che ha guidato il lavoro è stata quella di dare un nuovo ordine estetico (e quindi spirituale), a una delle aree più periferiche e degradate di Bergamo. Pigmenti, in collaborazione con l’associazione Boccaleone Open Space, ha coinvolto undici artisti di arte pubblica e di fama internazionale per operare sulle dieci colonne che sorreggono il cavalcavia in questione. Il risultato di questo intenso lavoro sarà raccolto dalla Traffic Gallery di Via san Tomaso, che ospiterà una mostra collettiva dal titolo Creature Urbane Showcase. Un’esposizione che raccoglierà un lavoro di ogni autore prodotto in edizione limitata dalla Serigrafia. Il 4 settembre, data di inizio, sarà anche l’occasione per vedere all’opera dal vivo uno di questi performer,  G loois.

[Viadotto di Boccaleone. 11 artisti da tutta Italia per 10 pilastri.
NemO’s
, SeaCreative, La Fille Bertha Collettivo FX + Astro Naut, Giorgio Bartocci,
Andrea Casciu, Ale Senso, Geometric bang
, G loois e Il Baro]

Il prossimo e più imminente appuntamento, comunque, sarà il 25 e 26 luglio presso il Birrificio Indipendente Elav a Comun Nuovo, in occasione del Sogno Indipendente di mezza estate (qui tutto quello che vi serve sapere). Il birrificio che è luogo, letteralmente, di fermento e di creatività, regala una parete a NemO’s, importante artista internazionale, che realizzerà, in diretta davanti al pubblico, un’opera dedicata all’indipendenza. Non vi resta che stapparvi una birra e godervi lo spettacolo.

[NemO’s al lavoro per Elav]

Una risposta a “Pigmenti, l’arte sui muri di Bergamo
Per restituire la città ai suoi abitanti”

  1. amzterdam

    Bello il progetto e bello che finalmente si inizi a percepire la street art per quello che è, “arte”!

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