Poker di ciaspole in Val Seriana

Arriva Dicembre, arriva la neve. O almeno si spera! Aspettando Babbo Natale e abbondanti nevicate, iniziamo a preparare le racchette da neve! Vi proponiamo così quattro escursioni, un poker appunto, di ciaspolate sulle Orobie Seriane. Dalla più facile, alla più difficile.

 

Itinerario 1
Valbondione – Osservatorio di Maslana


Per la prima escursione partiamo da Valbondione, in alta Val Seriana. Il sentiero trova il suo via dalla località di Pianlivere ed è segnato come CAI 332. Viene anche utilizzato come via invernale per il Rifugio Curò. Dopo pochi minuti dalla nostra partenza incontriamo la frazione di Maslana. Se si ha la fortuna di salire dopo una recente nevicata, si resterà sicuramente a bocca aperta, all’arrivo. La vita nel piccolo borgo, sopratutto quando indossa “l’abito bianco”, sembra essersi fermata. Lasciate le casupole alle nostre spalle, continuiamo sul sentiero che si addentra nel bosco, superiamo un suggestivo ponticello in pietra e, con un ultimo sforzo, raggiungiamo l’Osservatorio Faunistico di Maslana, posto a metri 1340. L’osservatorio è incastonato sotto una gigantesca roccia, posto esattamente davanti alle famosissime Cascate del Serio. Un paesaggio bellissimo durante l’estate, ma che diviene ancor più magico durante l’inverno, quando le cascate ghiacciano e la neve ricopre ogni albero. Al ritorno, che avviene per lo stesso itinerario, è quasi impossibile non imbattersi negli stambecchi, in questo periodo dell’anno padroni di casa. L’escursione dura un’ora, è facile e adatta a tutti, anche a chi si cimenta per la prima volta con le ciaspole.

 

Itinerario 2
Zambla Alta – Rifugio Capanna 2000

Zambla Alta, località La Plassa. Parte da qua la strada “jeepabile” che d’estate porta al Rifugio Capanna 2000. D’inverno, quando la stagione volge nel verso giusto, possiamo permetterci di parcheggiare la macchina e infilare le ciaspole dopo pochi metri, pestando fin da subito la neve! La meta è ambita sia da ciaspolatori che da sci alpinisti ed è sempre battuta dal gatto delle nevi che sale quotidianamente al Rifugio. L’ascesa permette di godere di un panorama fantastico non solo sul Pizzo Arera, posto davanti a noi per tutta la salita, ma anche sulle circostanti cime della Val Serina. Arrivati al Rifugio, a 2000 metri, non ci resta che gustare un tè fumante e una bella fetta di torta, che al Capanna 2000 non manca mai. Naturalmente, meglio informarsi sulle eventuali chiusure del rifugio. La salita dura all’incirca due ore (sola andata) e copre circa 1000 metri di dislivello.

 

Itinerario 3
Valcanale – Lago Branchino

Il lago Branchino (m.1784) si trova in Val Seriana, sotto le pendici della Corna Piana. È un bacino naturale alimentato con acqua di fusione. La partenza avviene da Valcanale, sul sentiero CAI 220, che in poco meno di un’ora, passando in un bellissimo bosco e seguendo la traccia battuta nella neve, ci porta al Rifugio Alpe Corte (m.1410). Dal rifugio il panorama si apre sulla vallata circostante, mostrando le severe pareti del Pizzo Arera e della Corna Piana. Teniamo poi la sinistra e seguiamo il segnavia CAI 218. Il sentiero prosegue in falsopiano per poi riprendere la salita (mai troppo impegnativa) che porta alla Baita bassa di Neel (m.1559) e alla Baita di Mezzo (m.1613). Lavorando di ciaspole, affrontiamo l’ultima salita, un po più ripida, che ci porta al Rifugio Branchino (ci auguriamo tra poco coperto dalla neve) e al lago omonimo, che nella stagione invernale si presenta completamente ghiacciato. Ammirata anche questa perla orobica, non ci resta che tornare sui nostri passi sul percorso dell’andata. L’ascesa da Valcanale al Lago Branchino, a seconda dell’allenamento e della neve presente, dura poco più di un paio di ore e copre circa 800 metri di dislivello. È adatta a tutti e permette di poter disporre di eventuali punti di appoggio come il Rifugio Alpe Corte, aperto nei weekend, le Baite di Neel ed il rifugio Branchino, chiusi ma utili come riparo in caso di maltempo.

 

Itinerario 4
Spiazzi di Gromo – Monte Timogno

Si parte dagli Spiazzi di Gromo (m.1200) e si segue la pista da sci che in circa 45 minuti porta al Rifugio Vodala e alla stazione della seggiovia (m.1650). Il Rifugio è aperto tutti i martedì, giovedì e venerdì sera per ciaspolatori e scialpinisti che vogliono provare l’ebrezza di un’escursione o una discesa in notturna, alla luce delle lampade frontali! Chi vuole invece raggiungere la vetta, deve abbandonare il rifugio e continuare a salire verso est fino al Passo Vaccarizza (m.1686). Da qua non resta che risalire la cresta della montagna, seguendo il percorso già tracciato da chi ci ha preceduto. Il Monte Timogno, con i suoi 2100 metri, ci mostra un panorama bellissimo su tutta la Val Seriana, la Val di Scalve e la vicina Presolana, Regina delle Orobie. La discesa, da valutare a seconda dell’innevamento, può proseguire verso la vicina Cima di Benfit o essere interrotta qua e ripercorsa sulla via comune all’andata, più facile e meno esposta. Consigliamo il ritorno al tramonto, approfittando delle aperture serali del Rifugio, magari scegliendo una notte di luna piena che permette di godere di un ambiente bellissimo, reso surreale dalla luce lunare.

 

Ognuna di queste escursioni, per quanto facile e alla portata di tutti, va affrontata con la giusta sicurezza e attrezzatura. Per quanto questi itinerari siano oggettivamente sicuri e lontani da possibili pericoli è sempre buona regola consultare il bollettino nivologico e chiedere indicazioni ai rifugi.

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