Primo tour nella nuova Accademia
Confermiamo, è una meraviglia

Riapre la Carrara e porta con sé quadri di prestigio internazionale, ricollocati in grandi sale tinte con toni neutri e vetrate che riproducono le sagome delle più grandi opere. Questa sera le opere di Pisanello, Mantegna, Raffaello, Lotto, Moroni e Fra Galgario torneranno ad accogliere i visitatori dell’Accademia, coinvolte in una nuova e freschissima rivisitazione degli spazi pensati per dar luce a tele e pale d’altare. La nuova Carrara si propone così, oggi, dopo sette anni dalla chiusura, come modello di museo per questi anni Duemiladieci, patrimonio comune d’Italia e del mondo, scrigno di ben cinque secoli di storia dell’arte italiana.

Cos’è cambiato e come. Il restauro è stato realizzato secondo cinque direttive fondamentali: il completo aggiornamento dei servizi per il pubblico, la ristrutturazione della sede neoclassica, il nuovo allestimento, la campagna di restauri dei capolavori e la valorizzazione della collezione in Italia e nel mondo. I lavori riconsegnano agli appassionati un museo affascinante, dove le tinte neutre valorizzano i colori delle opere d’arte, come fossero esse stesse cornici. Pensato e tracciato secondo un criterio cronologico e di scuole regionali, il nuovo ordinamento dell’Accademia è composto da un percorso di 28 sale che inizia dal tardogotico e termina con le espressioni artistiche dell’Ottocento. Ogni sala può essere visitata come una galleria a sé, poiché l’idea è stata quella di trasformare ogni esposizione in una piccola mostra.

Il nuovo percorso. Al primo piano inizia così la sala dedicata dal passaggio della pittura gotica a quella dell’Umanesimo, dove si incontrano i grandi capolavori di Donatello, Pisanello e Mantegna. Si prosegue con la sala dei grandi veneti del Secondo Quattrocento, con Giovanni Bellini e Vittore Carpaccio, per arrivare alle opere dell’Italia centrale, dove dominano Raffaello e Botticelli.
Al secondo piano invece, si incontrano alcuni pittori nordici  e si introduce la grande stagione bergamasca del Lotto e di Cariani, per proseguire con Tiziano e la diffusione del trionfo cromatico del Cinquecento.  Da qui prendono avvio alcuni nuclei tematici, che riuniscono in sale specifiche la ritrattistica cinquecentesca, di cui protagonista è Moroni. E ancora, il Seicento, il paesaggi del Settecento e le sculture della fiorente attività del Fantoni, esaltati da una gigantesca alcova in legno, riccamente intagliata. Entrando nella sala che la custodisce, la sensazione è quella di essere avvolti da un contesto maestoso, quasi esso stesso fosse una nuova opera d’arte. La struttura lignea domina la sala, mostrando le figure delle Sacre Scritture intagliati con una capacità di definizione del dettaglio davvero stupefacente. Ci si potrebbe restare ore ad osservare ogni minimo dettaglio di quest’opera, immersa in una luce dorata. Grazie alla nuova sistemazione, l’Accademia mostra oggi in esposizione ben 600 opere, il 30 percento in più rispetto alla storica sistemazione.

Per accompagnare il visitatore, l’Accademia Carrara, in collaborazione con Fabrica Ludens, ha realizzato una nuova videoguida su tablet, la smart guide. Un itinerario di circa un’ora all’interno del nuovo percorso museale, durante il quale vengono narrate e commentate le opere più rappresentative della collezione. Realizzata in italiano, inglese, francese e spagnolo, la videoguida, i cui testi sono a cura di Daria Tonzig, è pensata come un progetto aperto, che possa includere e raccogliere contenuti diversi. Al costo di 2 euro.

Due cenni storici. Nata nel 1796 dall’idea visionaria del nobile bergamasco Giacomo Carrara, che ha dato vita ad un’istituzione museale partendo dalla propria passione di collezionista, l’Accademia Carrara si distingue nel panorama artistico italiano per identità e qualità del suo patrimonio: da sempre, infatti, è considerata museo del collezionismo italiano e fra le più affascinanti raccolte d’arte dal Quattrocento all’Ottocento. Un vero capolavoro d’arte e di bellezza, nella città di Bergamo. Una nota: il restauro ha richiesto un investimento eccezionale da parte del Comune di Bergamo. Oltre dieci milioni di euro investiti in cultura, a cui vanno aggiunti 1.250.000 euro della Fondazione Credito Bergamasco che hanno consentito di completare l’allestimento museale.