Gli ultimi locali storici a Bergamo
(in questo caso si parla di cibo)

La notizia dell’orafo di Città Alta che lascia il centro storico per trasferirsi in periferia, additando il fatto che il cuore storico di Bergamo sembra più un parco giochi che altro, ha fatto notizia e scalpore. C’è chi lo ha sostenuto, chi lo ha criticato, chi (l’Amministrazione) ha riassunto i lavori e gli sforzi fatti per tutelare il delicato tessuto urbano. Che il nostro fiore all’occhiello, Città Alta, stia cambiando è fuori di dubbio, ma forse sono proprio i suoi abitanti che lo vogliono o che si lasciano trascinare in un vortice infinito di non ritorno: affitti di spazi e locali fronte strada a take-away, case vacanza, una selva di targhe marroni con la scritta “Foresteria Regione Lombardia” che spuntano da un giorno all’altro e campeggiano improvvisamente sui muri, trolley le cui ruote sorde e imperterrite rombano lungo la Corsarola…

 

 

Parlando di negozi o attività storiche, sappiamo di poterle individuare senza margine di errore consultando il portale della Regione Lombardia (QUI), dove però è bene fare una distinzione: la Regione riconosce principalmente tre tipologie di esercizi di rilievo storico, a patto che vantino almeno cinquant’anni di attività documentata:

Le attività commerciali e artigianali che possiedono questo requisito possono ottenere il riconoscimento e l’iscrizione all’apposito registro regionale dei Negozi Storici, sempre che detengano il codice Ateco secondario del commercio. Tramite un apposito decreto sono poi inserite nel registro dei Negozi Storici. Il decreto viene pubblicato sul Burl e sul portale di Regione Lombardia. L’iscrizione al registro consente di partecipare ai bandi di finanziamento attivati da Regione Lombardia. Infine, ogni anno vengono consegnati o spediti al titolare del negozio l’attestato di riconoscimento e una vetrofania, che dovrebbe farli subito balzare all’occhio di ogni passante. Ma diciamoci la verità: quanti di noi si soffermano dinnanzi a ogni uscio e osserva la selva colorata degli adesivi? Pochi forse, se non nessuno.

Ci siamo allora chiesti: a Bergamo, quali sono ad oggi i locali e i negozi storici? Considerando i soli locali storici, ve ne sono sei in totale, di cui tre in Bergamo Alta e altrettanti in Bergamo Bassa. Il nostro cammino parte da Castagneta, dove al termine della via omonima la villa di campagna dei nobili Solza è oggi un ristorante di lusso per banchetti e cerimonie. Stiamo parlando del ristorante Il Pianone. Scendendo in Colle Aperto, invece, si penetra man mano lungo Via Bartolomeo Colleoni, dove l’antica Casazza viscontea è oggi sede di un ristorante che della pizza ha fatto il suo iniziale cavallo di battaglia ma che oggi vanta un menù vario, legato alla tradizione ma allo stesso tempo innovativo. Stiamo naturalmente parlando di Da Mimmo, insegna nota sia ai bergamaschi che ai non bergamaschi grazie alla sua affascinante storia. Proseguendo lungo la Corsarola, si assaggiano già dalla vetrina le leccornie gastronomiche di una bottega, forse l’unica di Bergamo, che mette in bella mostra i casonsei e gli scarpinocc, senza attendere il festival De casoncello di metà maggio. È la Gastronomia Angelo Mangili, che sin dall’insegna racconta tutto il suo fascino antico.

Attraversata la Piazza Vecchia e la Piazza Duomo, ci si dirige alla Porta San Giacomo e disceso il “Paesetto” (via Sant’Alessandro) si raggiunge, in Borgo San Leonardo, via Broseta, connessa alla retrostante via San Lazzaro dall’interno di uno dei locali tanto cari a una delle icone bergamasche nel mondo, Gaetano Donizetti, che lì vi si rifugiava con gli amici di sempre (Dolci, Mayr, “il Nebbia”) al rientro dalle sue lunghe trasferte. Il gusto della tradizione, del resto, la fa da padrone all’Osteria dei Tre Gobbi, che proprio in questi giorni ha cambiato gestione passando dalle sapienti mani di Marco Ceruti (con cui ha anche partecipato al noto programma di Sky, 4 Ristoranti) a quelle più giovani ma altrettanto sagge di chef Marco Carminati. Infine, tra una delizia del palato e l’altra, tra una portata e una pietanza, un buon pasto si conclude sempre con il dessert, magari consumato tra il Sentierone e l’arteria di via Torquato Tasso. Non possono, allora, essere dimenticate due pasticcerie storiche di Bergamo: il Balzer, con tutto il suo carico di storie e ricordi, e la Pasticceria Salvi, che nella bellissima via Tasso mantiene un fascino senza tempo. Giustamente, dopo un ottimo pasto e un libidinoso dolce, ci vorrebbe un bel caffè. Ma dove trovarlo ve lo raccontiamo nella prossima puntata…

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