I ragazzi che portarono Gimondi
a Stezzano. Per fare del bene

L’umanità e il buon cuore di Felice Gimondi hanno lasciato il segno anche a Stezzano. C’è infatti uno stretto legame che unisce il corridore bergamasco al paese, iniziato nel lontano 1976. A raccontarci quello che accadde 43 anni fa è Ettore Pedretti che ai tempi, con gli amici Alfio, Pietro e Gianni, era sempre impegnato in attività umanitarie e sociali in oratorio. Gimondi in quel periodo aveva appena vinto il Giro d’Italia, un’edizione che rimase tristemente famosa per la morte del corridore spagnolo Juan Manuel Santisteban, avvenuta durante la prima semitappa siciliana del primo giorno. Fu così che a Ettore venne l’idea di organizzare una serata a sfondo benefico al cineteatro Eden per raccogliere fondi da devolvere alla vedova del corridore spagnolo, invitando Gimondi come ospite d’onore. Una proposta solidale inedita per l’epoca, la prima in Italia, che suscitò subito l’entusiasmo del parroco don Mario Giavazzi.

 

 

«Rincorsi più volte Gimondi a Paladina per cercare di portarlo a Stezzano – ricorda Pedretti – poi, tramite il commendator Carlo Bianchi, il mio sogno è diventato realtà. Durante la serata raccogliemmo 450 mila lire che all’epoca era una cifra per niente banale. Tale risultato lo dobbiamo principalmente alla presenza di Gimondi ospite d’onore che attirò molto pubblico. Da segnalare inoltre la collaborazione economica di sponsor esterni e la sensibilità del nostro caro prevosto don Mario Giavazzi che accettò subito la nostra proposta giovanile, concedendo la sala gratuitamente, rinunciando ai guadagni del cinema di quella sera senza ulteriori spese, anzi arrotondando la cifra. Ricevemmo anche il ringraziamento delle Federazioni ciclistiche italiane e spagnole, oltre alle cordiali e sentite parole della vedova del…

 

Articolo completo a pagina 42 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 12 settembre. In versione digitale, qui.

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