Restituire un tesoro attraverso l’arte
L’ex carcere di Sant’Agata oggi

Un ex carcere è sempre un ex carcere. Se in più questo ex carcere, prima di accogliere dei detenuti accoglieva dei monaci essendo anche un ex monastero, si può immaginare come gli spazi non siano certi i più ameni. Eppure il complesso di Sant’Agata, nel cuore di Città Alta, era e resta uno dei patrimoni culturali della nostra città. È lì, nascosto agli occhi di turisti e avventori della domenica, a ricordare a chi si imbatte in lui un po’ per caso che il piano alto di Bergamo è molto di più di un “salotto urbano”, come ama definirlo qualcuno. È, innanzitutto, una storia. Una storia di silenzio e preghiera prima, di redenzione e sofferenza poi. La sfida, ambiziosa ma certamente affascinante, è quella di restituire un luogo con questa storia alla città, ma sotto tutta un’altra prospettiva.

 

ex carcere foto klobas

 

La sfida del Maite. Dalla seconda metà degli Anni ’70, l’ex carcere di Sant’Agata è un edificio abbandonato. Basta metterci piede per rendersene conto. Eppure, la prima cosa che si nota, è la sua stratificazione storica: è impossibile non accorgersi del suo passato, ricco di forza e contenuti. Per raccontare tutto questo non può bastare una sola voce. Lo sanno benissimo i ragazzi del Maite, che si son messi in testa di restituirlo alla città. Come? Attraverso l’arte. Non una, ma tante: musica, spettacoli, teatro, mostre. Una narrazione su più livelli, che si apre anche al sociale attraverso iniziative basate su partecipazione, creatività, educazione e cultura.

L’ex carcere di Sant’Agata, per il Comune di Bergamo, è un bel grattacapo. Il bando del marzo 2015 per la vendita dell’immobile finì in un nulla di fatto, con l’unica proposta pervenuta a Palazzo Frizzoni ritenuta «non sostenibile economicamente» e dunque cassata dalla commissione. L’idea era trasformare la struttura in un albergo. L’ipotesi, però, non tramontò del tutto, tant’è che nei mesi successivi il Comune ebbe numerosi incontri con progettisti, imprenditori bergamaschi e la catena che avrebbe dovuto gestire l’albergo, la B&B Hotels, già presente in città con un tre stelle. Tre piani di hotel e un museo, si diceva. Ma alla fine ci si scontrò con la realtà: impossibile trasformare un edificio di quel tipo in qualcosa di tanto diverso. E così, oltre agli spazi destinati al Circolino di Città Alta, il Maite s’è ritagliato un suo spazio. Un contratto di gestione annuale, rinnovabile di anno in anno. Il motivo è semplice: è proprio di fianco alla loro sede, è uno spazio abbandonato con un potenziale enorme, è perfetto per molteplici attività, ma soprattutto perché è «una sfida meravigliosa».

Da luogo abbandonato a scrigno di tesori. Trasformare l’ex carcere in un enorme palcoscenico senza grandi spese (e senza pesare sulla collettività) non è stato difficile, seppur faticoso. Gli spazi concessi al Maite, infatti, sono assolutamente agibili e senza problemi strutturali. È bastato, e basterà in futuro, un po’ di impegno e sano sudore per rendere tutto perfetto. Il resto lo fa il fascino di un luogo così pregno di storia e di storie. L’obiettivo, come dicevamo, è soltanto uno: dare importanza a voci dimenticate, a persone nascoste come i luoghi che le hanno ospitate, riattivare un luogo dismesso attraverso le arti e la partecipazione. Il sogno è riscattare questo spazio dalla sua stessa natura: nato come luogo di preghiera prima e di sofferenza poi, renderlo oggi una ricchezza della città e della sua comunità.

Gli appuntamenti fissi. Le iniziative che il Maite ha organizzato quest’anno negli spazi interni all’ex carcere sono numerose. Dal lunedì al giovedì, ad esempio, si tiene una scuola di lingua per stranieri in collaborazione con la Comunità Ruah; tutti i martedì, invece, il gruppo Danze Popolari Bergamo Galeotto Folk organizza un laboratorio di danze popolari. La domenica pomeriggio c’è addirittura un laboratorio di aguglieria (lavoro a maglia). Sono invece a cadenza mensile o periodica altre belle iniziative, quali la Stand Up Comedy, cioè una rassegna con i migliori standup comedians italiani di Satiriasi, ovvero uno dei primi (e forse unici) laboratori italiani di «satira adulta, cinica e dissacrante». Di qua passano e passeranno alcuni dei migliori artisti del settore, pronti a far ridere di gusto il pubblico. Un’unica richiesta: non chiamatelo cabaret. Ci sono poi i Sabat Folk a Bèrghem de Sùra, in collaborazione con il gruppo Rataplam, ma anche gli appuntamenti con la musica lirica curati direttamente dal Maite, che dopo il successo delle iniziative dedicate alla Donizetti Night e della rassegna Ora d’Aria s’è convinto di continuare a battere questa strada. E poi, ancora: Maite American Music, ovvero il ciclo di incontri folk, bluegrass e blues americano; Bergamo in Noir, rassegna realizzata in collaborazione con Armando Di Landro del Corriere della Sera; il MaiTeatro, cioè la stagione teatrale del Maite che spazia dalla comicità alla prosa grazie alla collaborazione con Teatro Ex Drogheria; La Carogna, bellissimo e divertentissimo show di improvvisazione teatrale curato dall’Accademia Bresciana di Improvvisazione Teatrale.

Gli appuntamenti dell’estate. Per l’estate in corso, inoltre, il Maite ha deciso di organizzare una serie di appuntamenti ad hoc, appositamente pensati per fare conoscere il ricco programma dell’ex carcere. Si va dai concerti di musica d’autore ai venerdì notturni con una rassegna di diversi dj (i VenerDJail), fino alle mostre di MaitArte (a settembre si terrà Misericordie, in collaborazione con la Fondazione Bernareggi e la Diocesi). Con l’Associazione Città Alta e Colli sarà possibile partecipare a delle visite guidate all’interno degli spazi nascosti dell’ex carcere, oppure partecipare a laboratori teatrali e musicali curati da CSC, Teatro Ex Drogheria e il Teatro Tascabile di Bergamo. Qui si sono tenuti numerosi appuntamenti del Festival Danza Estate 2016 e, dal 21 al 24 luglio, mentre il festival teatrale DeSidera porterà lo spettacolo Odisseo – Il folle volo, di e con Tiziano Ferrari. E poi tantissima buona musica: qui #hashtag ha deciso di dare vita all’affascinante rassegna #BUONACONDOTTA# e sempre qui si sono tenuti e si terranno gli appuntamenti con il Bergamo Blues Festival, organizzato dal Maite in collaborazione con Suono 1981 e Music Train (è iniziato l’8 maggio e si concluderà il 10 settembre, con artisti di caratura internazionale quali Randolph Matthews, Alex Haynes, Bo Weavil, Kyla Brox e Maite Reyes). A settembre, invece, tornerà la rassegna teatrale Ora d’Aria, in collaborazione con l’associazione Zenith e il Comune di Bergamo (dal 19 al 25), e si terrà il Pica Festival (16, 17 e 18), mostra-mercato del peperoncino e della canapa, in concomitanza con I Maestri del Paesaggio – Arketipos.

 

quelli del Maite

 

Quelli che vogliono far rinascere Sant’Agata. Tanto, tantissimo. Eppure in pochi lo sanno. Ed è un peccato. Perché è vero, Sant’Agata non è un estivo. È qualcosa di molto diverso. L’obiettivo principale dei ragazzi del Maite è convincere i bergamaschi a partecipare attivamente al recupero di un luogo dimenticato della città, portarli a conoscere storie sconosciute o inascoltate. La questione si fa quasi filosofica, perché il contenitore, ovvero l’edificio, qui e soltanto qui diventa anche contenuto. Nessuna iniziativa è fine a se stessa, tutte puntano a raccontare un frammento di ciò che è stato. È uno spazio incredibile che merita di essere visitato, vissuto, ascoltato. Andateci una volta. Siamo certi che ci tornerete.

Non stupisce che a decidere di portare avanti questa sfida sia il Maite, uno spazio dove il divertimento si unisce, da sempre, all’arte, alla cultura e alla solidarietà. Chi lo tiene vivo la fa solo e soltanto per passione. Volontari che, a turno, stanno al bar, organizzano eventi, fanno l’ufficio stampa, puliscono. Oppure decidono di far rinascere un luogo abbandonato di Bergamo. Dietro i tanti soci, c’è un gruppo solido e storico. Sono Stefano “Kino” Ferri, bidello al Sarpi ma soprattutto presidente fondatore del Maite (nel 2010) e cantante degli Arpioni, nota band Ska bergamasca, e Pietro Bailo, vicepresidente. Ma sono anche Massimiliano Romano, Roberto Giussani (trombonista degli Orobians), Marco Galizzi, Laura Vignes, Valeria Cortinovis, Armando Roncalli, Marco Celesti, Franco Galbusera, Santiago Ortiz, Eleonora Giavazzi, Federica Pletto, Charlene Sery, Lucia Fumagalli, Fabio Mazzoleni, Michele Consonni, Paola Ristoldo. Loro sono l’anima del Maite, quelli che vogliono far rinascere Sant’Agata.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.