San Rocco in Città Alta
ottant’anni dopo

San Rocco è un piccolo tesoro di Città Alta, collocato nello snodo tra via Rocca e Piazza Mercato delle Scarpe, chiuso da circa 80 anni perché in condizioni di forte precarietà. Grazie al lavoro dell’associazione bergamasca Contemporary Locus, e in occasione delle giornate di Art Date dedicate all’arte contemporanea, questo monumento cittadino è stato riaperto e sarà visitabile tutti i giorni (e tutte le notti) fino al 20 luglio.

Un’impalcatura a forma di scheggia. Il lucchetto è stato simbolicamente tolto la mattina dell’inaugurazione, il 17 maggio 2014, e da quel momento l’ambiente e la sua storia sono stati restituiti alla cittadinanza perché potessero riscoprirli. L’ex chiesina è in evidente stato di degrado e per poter garantire l’accesso al pubblico è stata coinvolta nel progetto un’artista italiana, Margherita Moscardini, affinché realizzasse un’opera che permettesse di entrare nei locali. La giovane artista ha già lavorato in passato in spazi disagiati, un esempio su tutti è stato il suo intervento filmico all’Aquila, durante il quale ha ripercorso i luoghi distrutti dal terremoto del 6 aprile 2009. Per San Rocco ha progettato un’impalcatura che, come fosse una scheggia, si inserisce tra la porta d’ingresso e la finestra laterale, tagliando diagonalmente lo spazio. In questo modo il pubblico entra nello spazio protetto da una gabbia, camminando su una passerella che mano a mano si stringe, costringendo i visitatori a fermarsi e a guardarsi intorno.

Un’installazione sonora. Le sensazioni che si provano alla vista sono amplificate dall’installazione sonora dell’altra artista coinvolta nel progetto: Jo Thomas. Che ha creato una composizione di suoni, mescolando la sonorità sacra di un organo, originariamente collocato in basso, alle impressioni di decadenza del luogo: il trillo che riecheggia ogni tanto nell’aria è metafora della caduta del pulviscolo dalle parti rovinate.

La travagliata storia del luogo. L’edificio nacque come Tribunale dei Mercanti e solo nel 1513, durante l’epidemia di peste, divenne una chiesa dedicata alla Madonna. L’originaria cappella fu edificata sopra una fontana trecentesca e, alla fine del Cinquecento, fu dedicata a San Rocco. L’attuale impianto, comprensivo di una piccola cella campanaria a pianta quadrata con quattro aperture ad arco, deriva da un’ulteriore modifica del 1630, anno in cui si verificò a Bergamo un altro contagio di peste. Nel 1697 la chiesa fu sconsacrata e nel 1797 riaperta nuovamente al culto dalla famiglia Salvioni, nobile famiglia bergamasca. A causa probabilmente della successiva caduta in disgrazia della famiglia, San Rocco fu nuovamente abbandonata all’incuria anche se una tradizione popolare spinse i cittadini a continuare a celebrare al suo interno una messa ogni 16 agosto, giorno della festa di San Rocco, fino agli anni ’50. Dopodiché venne definitivamente sconsacrata e attualmente è proprietà comunale. L’ ultimo e limitato intervento di restauro risale al 1984.

I beni artistici conservati. Tra i beni artistici della chiesa va ricordato il dipinto di Pietro Ronzelli del 1588 (La Vergine addolorata e i Santi Rocco e Sebastiano), attualmente nel deposito del Duomo. Databili al 1856 gli affreschi, ora non più identificabili, di Giacomo Gritti mentre dietro la parete di destra rispetto all’ingresso sono ancora visibili i resti di un organo di cui, come per le reliquie, si sono perse le tracce. All’esterno dell’edificio è collocata, nella sua posizione originaria, un’antica edicola lignea che accoglie un affresco raffigurante una Madonna con Bambino circondata da angeli realizzata intorno al 1520 probabilmente da un pittore della cerchia dei Bembo.

Costi, sponsor e curatori della riapertura. Questa riapertura è stata fortemente voluta dalla Onlus Contemporary Locus presieduta da Paola Tognon e ha coinvolto una serie di partner che hanno contribuito sia a livello economico che con le proprie capacità. Riaprire San Rocco, anche solo temporaneamente, è costato fra i 40 e i 45 mila euro. I due main partner sono la Fondazione Credito Bergamasco che segue il progetto dallo scorso anno e La Rocca srl, azienda leader nella produzione di abbigliamento sportivo di alta gamma. L’azienda ha sede a Martinengo, in provincia di BG e ha scelto di aderire al progetto riconoscendo il valore strategico dell’arte nella sua comunicazione. Partner istituzionali sono il Comune di Bergamo che, in quanto proprietario del luogo, ha dato i permessi per intervenire e le concessioni per riaprirlo e l’Ordine degli Ingegneri di Bergamo, che ha lavorato fin dall’inizio del progetto contribuendo con perizie durante i primi sopralluoghi. L’Ordine ha constatato lo stato conservativo e statico, ha contribuito al progetto di Margherita Moscardini e ha elargito anche un contributo economico. Accanto a loro anche l’Ordine degli Architetti di Bergamo che, dopo aver constatato lo stato conservativo e architettonico, si è occupato di specifici rilievi mettendo a disposizione due giovani architette. Inoltre Francesco Valesini, presidente dell’Ordine, ha seguito tutto il progetto di Margherita Moscardini dalle fasi iniziali a quelle esecutive. Anche l’Ordine degli Architetti ha contribuito economicamente al progetto. GAMeC ne ha curato la comunicazione, mentre The Blank l’ha inserita all’interno delle manifestazioni di Art Date 2014. Altri Sponsor sono la Camera di Commercio che ha rinnovato la collaborazione attivata per Contemporary Locus 3 con un’attenzione particolare per il luogo scelto. San Rocco, infatti, è la sede più antica del commercio della città. Vanno citati anche la Fondazione della Comunità Bergamasca, Fondazione ASM e a2a. Il progetto è stato realizzato grazie all’ Impresa Poloni  che ha lavorato a stretto contatto con l’Ordine degli Ingegneri e Architetti e ha prodotto l’intera struttura ideata da Margherita Moscardini, mettendo a disposizione in modo gratuito 3 operai per 15 giorni di lavoro e i materiali di realizzazione. Coinvolto anche dall’Hotel Cappello d’Oro, che ha costruito attorno a questa riapertura un’offerta culturale destinata ai suoi clienti e ha organizzato nei mesi di giugno e luglio visite guidate dedicate. Sponsor tecnici sono la Sangalli Tecnologie, azienda del territorio che ha fornito gli impianti per l’installazione sound di Jo Thomas. I suoi speker resteranno accesi per 2 mesi giorno e notte senza mai spegnersi. Il Bar della Funicolare ha donato il catering per il giorno d’inaugurazione mentre le Nottole, gruppo speleologico del territorio, ha prestato i caschi per tutti i sopralluoghi.

Di chi è stata l’idea. Contemporary locus è un’associazione culturale ONLUS fondata nel 2012 da Elisa Bernardoni, Paola Tognon e Paola Vischetti e si interessa della riapertura di luoghi segreti o dismessi del territorio di Bergamo che ancora conservano un particolare interesse storico-artistico o economico. Nel realizzare le sue aperture coinvolge artisti contemporanei che divengono liberi interpreti di questi luoghi, progettando lavori site specific e opere appositamente scelte. Contemporary Locus, nelle sue edizioni passate ha riaperto il Luogo Pio Colleoni residenza quattrocentesca nel cuore di Città Alta, la Cannoniera San Giacomo che fa parte delle Mura Venete ed è una delle più importanti testimonianze italiane dell’architettura militare del Cinquecento, l’ex Hotel Commercio che è parte dell’antico complesso conventuale di S. Spirito del XIV secolo e il più antico luogo di accoglienza della città e la Domus Lucina di Casa Angelini, domus romana risalente al I – IV secolo d.C.

L’ex chiesa resterà aperta giorno e notte, ad ingresso gratuito fino al 20 luglio, mentre le visite guidate sono programmate il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.