Ristorante Baretto di San Vigilio
Il luogo perfetto per innamorarsi

il baretto di san vigilio fotografo devid rotasperti (34)

 

Da molti è considerato (e noi aggiungiamo: a ragione) il ristorante più romantico di Bergamo. Se vogliamo essere più politically correct, possiamo senz’altro dire che si tratta di un indimenticabile luogo di charme. Arroccato sulla cima di San Vigilio, proprio all’altezza della fermata della funicolare, il Baretto di San Vigilio è un luogo dove la gente si innamora. Davvero.

Un luogo di charmeIl posto, per l’appunto, parla da sé. Data la posizione privilegiata, che domina la città di Bergamo, pranzare sulla terrazza panoramica è un’esperienza senza eguali. Eppure il fascino di questo locale non muta nemmeno nelle uggiose domeniche autunnali, quando è un piacere starsene rintanati in questo salotto, con un po’ di musica jazz, del buon vino e qualche chiacchiera con il padrone di casa, sbirciando dalla finestre la nebbia che avvolge il paesaggio.

La straordinaria capacità del patron Beppe Acquaroli è stata di fatto quella riuscire a ricreare, in un borgo bergamasco, l’atmosfera  elegante di un bistrot che ci  aspetteremmo di scoprire in un boulevard parigino. Il padrone di casa, del resto, non nasconde la sua passione per l’Oltralpe, che è racchiusa – con discrezione – in ogni dettaglio. «Noi andiamo in Francia almeno due volte l’anno», ci racconta, «e ogni volta è una scoperta»; e ogni volta, Beppe e la moglie riportano a Bergamo qualche chicca da offrire ai loro ospiti.

Una cantina perfetta. La cantina è sicuramente uno dei punti di forza del Baretto di San Vigilio, riconosciuta e premiata dalle guide per la sua completezza. Tutto si deve alla curiosità e alla larghezza di vedute del padrone di casa, che cerca non solo il grande nome ma soprattutto il buon vino, anche di piccoli vigneron. La Borgogna ha ad esempio un bel peso, ma senza per forza coinvolgere i costosissimi super Cru; notevole anche la selezione bergamasca, che individua le perle preziose del vigneto orobico; sempre restando in Italia, non si possono tacere una certa predilezione per la Sicilia e alcune etichette da veri intenditori.

Beppe non si fa cogliere impreparato nemmeno per una conclusione del pasto all’altezza: i vini passiti hanno qui (che bella scoperta) lo spazio che meritano, in una raccolta notevole. Non mancano le chicche introvabili come il Banyuls, uno dei vini da dessert francesi più apprezzati, nonché uno dei pochi in grado di reggere l’abbinamento con il cioccolato.

La cucina, con l’ispirazione dei grandi. Si ritrova la stessa dedizione anche nella cucina, attentissima e curata, che cerca sempre di raccogliere lo stimolo e l’ispirazione dei grandi, facendosi coinvolgere in un ampio movimento di ricerca e perfezione e sperimentando nuove tecniche, tese ad esaltare la materia prima e i sapori essenziali. Ma anche a proporre prodotti con un rapporto qualità-prezzo invidiabile.

L’amore per le cose belle. Nonostante i turisti non manchino e capiti spesso che affollino il locale, Beppe ha scelto di non scendere a compromessi e lasciarsi abbindolare da facili logiche di mercato, conservando l’eleganza e la dignità di un posto che facilmente, una volta scoperto, finirà tra i vostri preferiti. Ci mette talmente tanta passione nel cercare il prodotto giusto, il buon abbinamento, è talmente amante del buon gusto e delle cose belle che probabilmente non avrebbe potuto fare altro mestiere se non questo. Ve ne accorgete dai dettagli preziosi, dalle delicatezze. Come quando alla fine, dopo il caffè, vi offrirà un calisson, ovvero un biscottino di mandorle della Provenza, raffinata (e buonissima) chicca dolciaria. E – pure di questo – vi innamorerete.

Lascia un commento

Devi loggarti per pubblicare un commento.