San Pellegrino, il grande debutto
Ecco le nuove (bellissime) Terme

Un altro passo verso il tentativo di rilancio della Valle Brembana verrà presto compiuto e il suo epicentro sarà nuovamente San Pellegrino Terme. Dopo la riapertura del Casinò Municipale e dell’annesso teatro, avvenuta nel gennaio 2014, il 19 dicembre saranno le terme a riprendere vita grazie alla Stilo Immobiliare Finanziaria, holding delle attività immobiliari di Percassi. Un lavoro certosino, che è stato affidato, per quanto riguarda la progettazione, a Mauro Piantelli, professionista dello studio DE8 Architetti. 25 milioni di euro di investimenti che riconsegnano a San Pellegrino e all’intera comunità orobica un importante pezzo di storia. L’esecuzione del progetto, infatti, ha richiesto il restauro degli affreschi, dei colonnati e dei soffitti di inizio Novecento che adornano magnificamente la struttura storica dell’ex Hotel Terme. È stato inoltre realizzato un edificio su ciò che restava dell’ex Hotel Milano e che oggi accoglie le piscine di acqua termale. La gestione delle Nuove Terme di San Pellegrino è stata affidata alla società leader nel settore QC Terme, che già gestisce con successo gli impianti termali di Bormio, Pré Saint Didier, Milano, Torino e Roma, e che presto “debutterà” anche a Chamonix e New York. Proprio la QC Terme, attraverso la propria società di ingegneria e servizi Quadratec e l’esperienza dell’architetto Marco Ferreri, ha collaborato con lo studio DE8 nella progettazione dell’impianto termale.

 

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Un’occasione di rilancio. Il risultato di tanto lavoro è maestoso: un complesso da 10mila metri quadrati totali, di cui 6mila dedicati agli spazi termali, dotati di 40 diverse pratiche. Le aree esterne sono composte, per ulteriori 3.200 metri quadrati, dal Parco Storico della Fonte di San Pellegrino. Il grande debutto del 19 dicembre permetterà a tanti visitatori di vivere un’esperienza unica già nei giorni delle festività natalizie e di fine anno, usufruendo delle 9 piscine e vasche interne ed esterne, delle saune e bio-saune, dei bagni turchi, delle stanze del sale e del ghiaccio, oltre ad una ampia area massaggi. Ma il vero successo di questo progetto vuole essere l’ambizioso rilancio di un’area che, con gli anni e l’arrivo della crisi, è stata messa in ginocchio: la Valle Brembana. Le Nuove Terme, insieme alla riapertura del Casinò e del teatro, rendono San Pellegrino un epicentro fondamentale del turismo bergamasco, anche e soprattutto in vista di Expo 2015. Del resto le ricchezze, storiche, artistiche ed enogastronomiche di questa valle non sono mai sparite. Erano sparite, invece, le risorse industriali che hanno sempre dato da vivere agli abitanti della Valle Brembana. Quest’impoverimento, unito all’incapacità di ergersi a vera meta turistica nazionale e internazionale, hanno portato San Pellegrino e l’intera area in un decadimento che non meritava. Un decadimento che, finalmente, sembra ora aver lasciato spazio a una nuova speranza.

 

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Un progetto di ampio respiro. Le Nuove Terme, infatti, rappresentano solo un piccolo passo all’interno di un ben più ampio e ambizioso progetto di riqualificazione e riconversione urbana che coinvolge San Pellegrino e, di riflesso, l’intera Valle Brembana. Nei prossimi mesi, la Stilo Immobiliare Finanziaria, in accordo con la Regione, la Provincia e il Comune, porterà avanti la realizzazione di un complesso residenziale e commerciale proprio al fianco delle Nuove Terme. San Pellegrino diventerà quindi una vera meta da sogno, proprio come lo fu in passato, quando le sue meravigliose architetture Liberty accoglievano famiglie reali e diplomatici da tutto il mondo, desiderosi di rilassarsi nelle ricchissime acque di questa cittadina e di beneficiare delle cure termali locali.

Non ci si sbaglia quando si dice che San Pellegrino è nata e cresciuta attorno alle sue terme. Già nel Medioevo queste acque dalle incredibili qualità curative erano rinomate e si hanno loro notizie addirittura grazie a Leonardo Da Vinci, quando, tra il XV e il XVI secolo, realizzò una mappa del suo viaggio tra le valli lombarde. Eppure, nell’Ottocento, in poche le conoscevano e San Pellegrino veniva considerato nient’altro che un piccolo borgo di montagna. È solo a metà del XIX secolo, grazie alla famiglia Palazzolo, che San Pellegrino e le sue terme iniziano a farsi conoscere: i Palazzolo, infatti, edificano il primo stabilimento termale, seguiti poi dai Salaroli, che ne aprono un secondo praticamente contiguo al precedente. Nel 1901 venne inaugurato lo Stabilimento dei Bagni e della Sala Bibite, cioè uno spazio ampio, accogliente e meravigliosamente decorato con affreschi di indiscutibile pregio. Proprio la Sala Bibite divenne l’epicentro termale di San Pellegrino, data la sua contiguità al porticato che collegava la struttura al Casinò. Fu proprio nei primi del ‘900 che San Pellegrino visse il suo momento più florido.

 

 

Ora, mentre il sindaco Vittorio Milesi combatte da tempo per ottenere una concessione che permetta la riapertura del Casinò come vera casa da gioco, l’inaugurazione delle Nuove Terme è un ulteriore passo avanti nel rilancio di San Pellegrino e della Valle Brembana. O almeno questa è la speranza.