Scambio di chiese Diocesi-Comune
San Michele per Fra’ Galgario

Adesso il problema è trovare 40mila euro per completare il restauro. Dice Serena Longaretti, presidente regionale di Italia Nostra: «Come Italia Nostra abbiamo promosso una raccolta di fondi per salvare gli affreschi che sono custoditi nella chiesa di San Michele all’Arco: disponiamo di 51mila euro per mettere in sicurezza e per ripulire le opere. Soltanto il ponteggio fino alla fine di marzo costa ventimila euro. Per il restauro vero e proprio dobbiamo trovare entro quella data altri 40mila euro. Altrimenti il lavoro resterà a metà, il ponteggio sarà smontato e riproporlo in un secondo tempo sarebbe una spesa in più… Il passaggio di proprietà della chiesa di San Michele all’Arco al Comune di Bergamo è un fatto importante, speriamo che aiuti anche il completamento dei restauri».

Piazza Vecchia, un progetto complessivo. Italia Nostra da alcuni anni invita a un ragionamento complessivo su piazza Vecchia, un discorso che riguarda anche l’uso di Casa Suardi e della biblioteca Mai, insieme alla chiesetta. Continua Serena Longaretti: «Eravamo molto preoccupati quando il Comune pensava di vendere Casa Suardi, ex sede dell’università. È un luogo dove invece si possono creare spazi importanti per la città, mettendo in relazione questo edificio con la chiesa e con la Mai». Per non parlare degli altri luoghi della piazza, compresi il museo del Cinquecento e il museo del Duomo. La possibilità di un ragionamento di ampio respiro è confermato dal provvedimento approvato dalla Giunta nei giorni scorsi e che dovrebbe venire ratificato a breve dal Consiglio comunale: l’approvazione del passaggio di proprietà della chiesa di San Michele dalla parrocchia del Duomo al Comune.

Scambio di chiese. Alla Chiesa bergamasca, in cambio, Palazzo Frizzoni cede la chiesa del Galgario. E anche per quanto riguarda il complesso del Galgario, si pensa a una riqualificazione: dovrebbero sparire le costruzioni erette nei primi Anni Sessanta, dove aveva trovato sede la polizia stradale. In questo modo chiesa ed ex convento tornerebbero al loro aspetto storico. Dice l’assessore all’urbanistica Francesco Valesini: «Un accordo per lo scambio tra Galgario e San Michele era già stato ipotizzato nel 1969, addirittura era stata approvata una delibera consiliare, ma poi l’operazione era stata bloccata perché la legge impediva la permuta di beni culturali. Le cose sono cambiate con la legislazione del 2004 che apriva lo spiraglio su questo tipo di inter venti». Alla chiesa del Galgario il perito ha riconosciuto un valore di 900mila euro, a quella di San Michele di 960mila. Il Comune quindi dovrebbe versare un conguaglio. Il complesso del Galgario, è di proprietà del Comune, per la parte dell’ex convento. Attualmente viene utilizzato come dormitorio pubblico che…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 15 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 22 febbraio. In versione digitale, qui.

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