Serpenti con la cresta a Bruntino
I vini da favola di Casa Virginia

La passione infinita per il vino e per la terra che quel vino produce la si capisce dall’emozione con cui fa assaggiare quello non ancora imbottigliato. Accarezza il bicchiere, lo annusa, si distende e confida: «Promette bene». Antonio Lecchi, classe 1962, bergamasco doc, si definisce “cuoco-contadino”; è anche “enologo autodidatta» e sommelier preparatissimo. Ha assaggiato tantissimo, ci si è dedicato anima e corpo, ha portato avanti le sue produzioni vitivinicole a Bruntino di Villa d’Almè, dove nel 2002 ha adocchiato una vecchia cascina solitaria in una valletta, soleggiata da est a ovest, un palmo sopra la pianura (altezza tra i 303 e i 454 metri sul livello del mare). Sottosuolo e clima ideali per piantare filari di viti.

Tradizione e innovazione. La produzione di Casa Virginia, così si chiama la cantina creata ex novo da Lecchi in onore della mamma Virgina Curnis, dalla vendemmia 2018 ha raddoppiato gli ettari di vigneto e le bottiglie prodotte: da 10mila si è passati a 20mila, grazie alla entrata in produzione di due nuovi ettari di vigneto ad Ambivere. Lecchi valorizza i vitigni autoctoni (come il Manzoni Bianco 6013) e ricerca nel contempo l’innovazione: alla Marna di Bruntino, ha inserito lo Shiraz a livello sperimentale, ma anche Cabernet Franc. Coltivati anche Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Grigio e Chardonnay. Ne sono nati prodotti sperimentali. Tra i riconoscimenti, la medaglia di bronzo dell’International Wine Festival di Londra assegnata al Syrah 2015 “Il serpente con la cresta”. Il nome fa riferimento a una favola bergamasca, così come tutti i vini di Casa Virginia: i rossi della Bergamasca Igp “Il Drago di Santa Brigida”, “Il Castello della Regina”, i bianchi “Il Lupo e la Volpe” (Igp Manzoni bianco della Bergamasca) e “L’Oro del Diavolo” (Igp bianco della Bergamasca). Sui libretti allegati alle bottiglie è trascritta l’intera favola di riferimento, in bergamasco e in italiano. C’è poi il Violino, dedicato al padre di Lecchi (Lino), un riserva prodotto solo nelle migliori annate.

Casa Virginia non è però solo cantina. Ha un ristorante raffinato con dehors, pergolati, terrazzi e parcheggi. Il tutto in perfetta armonia con il bucolico ambiente circostante. Una scenografia e un servizio perfetti per i banchetti. Come del resto succedeva nel locale che Lecchi ha gestito per trent’anni, fino all’ottobre dell’anno scorso: il Rustico-Villa Patrizia di Sorisole, con la preziosa collaborazione della sorella Patrizia e della moglie Floriana. Di questi mesi il trasferimento dell’attività nella cornice di Bruntino.

La cucina. Lecchi ha fama di ristoratore serio, scrupoloso, meticoloso. Ha studiato all’alberghiero di San Pellegrino e ha passato i primi anni nella cucina del Papillon di Torre Boldone. A Tenuta Casa Virginia tutto è nato sotto il suo occhio attento e preparato. Rispetto al Rustico, oltre alla cantina, qui si è appuntato la stelle dell’azienda agricola annessa, con produzione in proprio di salumi, farina per polenta, confettura, finanche prodotti di bellezza derivati dall’uva. Nel menù piatti a volte della tradizione, altre d’invenzione, ma essenzialmente basati sulle materie prime locali. Cucina di classe, curata nei dettagli, ben al di sopra di un tradizionale agriturismo, anche nell’impiattamento. E nel servizio: chi è seduto al tavolo vive una sensazione di efficienza totale, nonostante dalle ampie vetrate si possano vedere i trattori al lavoro. I menù degustazione di terra (a 40 euro) o di mare (46) si evolvono seguendo la stagionalità. Disponibili anche formule che consentono di scegliere combinazioni di piatti già per 40 euro (due portate a scelta più dessert).

Dov’è. Tenuta Casa Virginia è in via cascina Violo 1, Villa d’Almè; telefono 035.571223, 340.2260681; chiuso lunedì e martedì. In internet: tenutacasavirginia.it.

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