7 Adorazioni dei Magi alla Carrara

E come si suol dire «l’Epifania tutte le feste porta via!». Già, ma questo non vale per la sua raffigurazione iconografica, divisa tra la vecchia Befana e l’arrivo dei tre Grandi d’Oriente: i Magi. Il termine Magio sta per Re o Sapiente, da cui il fatto che oltre che nobili i magi erano considerati anche studiosi e astronomi.

I Re Magi. Le fonti sostengono che fossero discendenti da tre diverse razze e dai figli di Noè, che avevano popolato la Persia, l’India e l’Arabia (quindi Melchiorre re dei Persiani, Baldassarre Re degli Indiani e Gaspare Re degli Arabi) e che vennero convocati a Betlemme da re Erode, così che per suo conto potessero indagare sul fantomatico nascituro, il nuovo Re dei Re! Ma i Tre con l’intero loro seguito, terminata la visita e la contemplazione nella mangiatoia divina e depositati oro, incenso e mirra – a simboleggiare regalità, devozione, preghiera e l’umanità fisica di Gesù – invece che rientrare a Gerusalemme a render conto al monarca, fecero perdere le loro tracce. Non così avvenne per la Cristianità, che invece ha recuperato le loro orme e le ha trasposte nelle più svariate forme d’arte: dall’era paleocristiana al tardo Medioevo, dai primi secoli del Rinascimento (i Medici amavano identificarsi con la regalità dei Magi) fino all’epoca moderna.

Le spoglie dei re. Oggi i corpi dei tre Magi riposano beati tra Milano e Colonia in Germania: le loro spoglie furono donate dall’imperatore Costantino al vescovo della città meneghina, che provvide a tumularle nella Basilica di Sant’Eustorgio in un sepolcro opera dei maestri campionesi. Fu nel 1164 che il Barbarossa le trafugò, facendole trasportare a Colonia e da quel momento per i tutti i neo eletti imperatori del Sacro Romano Impero era d’obbligo, al rientro dall’incoronazione a Roma e dall’ufficializzazione a Norimberga, rendere omaggio alle spoglie dei tre grandi re, così da acquisire i buoni auspici per il loro nuovo regno. Ancora oggi riposano nella cattedrale nera dalle alte guglie, seconde in Europa per altezza a quella del duomo tedesco di Ulm, ma una parte delle reliquie venne restituita alla città di Milano solo nel 1903.

In Carrara. Anche a Bergamo se ne possono rintracciare vesti e sembianze, sparse su vetrate di chiese, intagli e intarsi lignei, così come nei dipinti, tra cui quelli della nostra ricchissima pinacoteca dell’Accademia Carrara. E proprio come per Natale, anche per l’Epifania proponiamo quindi un viaggio attraverso l’arte, impreziosita da seta e profumi, dove stoffe, copricapi preziosi, monili luccicanti e bardature dei cavalli orientali permettono di prolungare la magia della nascita del vero RE, il Salvatore del mondo, che ci auguriamo per il nuovo anno riservi pace e serenità all’umanità tutta.

 

Adorazione dei Magi, Giovan Francesco Caroto

1527, olio su tavola, scomparto di predella, sala 8.

Una di tre tavole (Adorazione dei Magi, Natività di Maria e Strage degli innocenti e fuga in Egitto) che si trovavano sull’altare dedicato alla Madonna in San Bernardino a Verona e ornavano la predella, la base di appoggio di un polittico o di una pala d’altare. Documentano lo stile eclettico di Caroto. I colori intensi, tipici della tradizione veronese, si intrecciano ai riferimenti a Raffaello, conosciuto attraverso le stampe, e ai ricordi dei lunghi soggiorni lontano dalla città natale: nella Mantova di Mantegna e del giovane Correggio, nella Milano di Leonardo e Bramantino e alla corte dei marchesi del Monferrato, in Piemonte.

 

Adorazione dei Magi, anonimo bergamasco

Prima metà del XVI secolo, olio su tavola (non esposto)

Opera sacra probabilmente a destinazione pubblica, in base a una dichiarazione dattiloscritta di Francesco Rossi, conservata presso l’ufficio Catalogo dell’Accademia Carrara, l’autore dell’opera è un «maestro situabile tra Antonio Marinoni e il Maestro della predella di Treviglio».

 

Adorazione dei Magi, Bonifacio Veronese (Bonifacio de’ Pitati)

Prima metà del XVI secolo, olio su tela (non esposto)

 

Adorazione dei Magi, Anonimo veneto

IV quarto del XVI secolo, olio su tavola (non esposto)

 

Adorazione dei Magi, Talpino (Enea Salmeggia)

1600-1610, olio su tela, sala 18

 

Adorazione dei magi, scuola di Leandro Bassano (Leandro Dal Ponte)

1600-1620, olio su lavagna, non esposto

 

Adorazione dei magi, pittore genovese

Seconda metà del 1600, olio su tela, non esposto

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