I luoghi orobici del FAI più amati
(con Almenno secondo in Italia)

Bergamo si mobilita per la grande gara indetta dal Fai per eleggere il Luogo del Cuore 2016. E la mobilitazione ha portato al risultato sorprendente di portare al secondo posto della classifica nazionale la chiesa di San Nicola, nota anche come Madonna della Consolazione, con l’ex convento degli agostiniani di Almenno San Salvatore. Già quasi 4mila voti raccolti grazie all’azione di un Comitato con tutti i soggetti del territorio in prima fila e con adesioni illustri: venerdì 22 Carlo Personeni, presidente dell’Ente Bergamaschi nel mondo, ha invitato il cardinal Giovanni Battista Re, prefetto emerito della Congregazione per i vescovi, a visitare la chiesa e a mettere la sua firma di adesione al Comitato.

 

Chiesa di San Nicola, Almenno San Salvatore

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San Nicola è un gioiello tutto da scoprire. Venne fondata dopo la peste del 1483 e ha una struttura semplice, di sapore tardo gotico. Stupenda, all’interno, la pala di Andrea Previtali con la Trinità adorata da Sant’Agostino e da San Giorgio da Cremona. Suggestiva anche la decorazione con stucchi settecenteschi. La chiesa in origine era dedicata solo a Santa Maria della Consolazione. Passò un periodo oscuro in pieno Seicento, quando un priore venne addirittura assassinato e il sospetto cadde su alcuni frati. Per rilanciare la devozione della gente si puntò allora sul culto di San Nicola da Tolentino: operazione che ebbe grande successo e che spiega la doppia intitolazione della chiesa. Sono tutte storie che si possono leggere nella voce dedicata alla chiesa su Wikipedia. E si sa come una voce ben fatta sull’enciclopedia del terzo millennio sia importante per far conoscere un monumento.

 

Ex Asilo di San Giuseppe, Castel Rozzone

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Un altro comitato è sorto a Castel Rozzone per la valorizzazione dell’ex Asilo San Giuseppe. Un edificio di inizio Novecento che respira del gusto e della capacità di accoglienza dell’Italia di un tempo. I luoghi del cuore assegnano tre premi da 50mila, 40mila e 30mila euro per i progetti più votati: fondi che vengono destinati a effettuare lavori urgenti di manutenzione. Ed è questo lo scopo degli amici dell’asilo.

 

Chiesa di San Bernardino, Caravaggio

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Mobilitazione anche a Caravaggio per la chiesa di San Bernardino, una chiesa meno nota di quella San Fermo e Rustico. La facciata ha la struttura tipica gotico-lombarda; sopra il rosone è inserita una terracotta con il simbolo San Bernardino; sopra l’architrave della porta si trova una lunetta affrescata con una scena della Natività, di fattura cinquecentesca, con l’aspetto originale alterato da ritocchi pittorici recenti, attribuita a  Fermo Stella, un pittore caravaggino del ‘500. Come accade tante volte alle chiese francescane il tramezzo, la parete che divide la navata dal presbiterio, è affrescata con il grande Ciclo della Passione. L’opera reca la data del 1531, due volte: nel sepolcro di Cristo Risorto e in una targa al centro, sotto la crocifissione.

 

Ponte, Calusco d’Adda

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C’è anche un ponte in gara. Quello di Calusco d’Adda sull’Adda, spinto per ora senza il giusto successo da un comitato sorto appositamente per la corsa dei Luoghi del Cuore. Il Ponte, dedicato a San Michele, venne progettato dall’ingegnere svizzero Jules Röthlisberger, direttore dell’ufficio tecnico della Società Nazionale Officine di Savigliano (che si fece carico della costruzione), è lungo 266 metri e si eleva a 85 metri al di sopra del livello del fiume Adda. Costruito nel 1887, è un capolavoro dal punto di vista ingegneristico, formato da un’unica campata in travi di ferro da 150 metri di corda, che sostiene tramite 7 piloni di ferro un’impalcatura a due livelli di percorribilità (il primo ferroviario e il secondo, sopraelevato di 6,3 metri, per le auto).

 

Sciesopoli, Selvino

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Sta raccogliendo tanti consensi la famosa Sciesopoli di Selvino: qui dall’autunno del 1945 all’autunno del 1948, la Sciesopoli divenne Colonia Ebraica, come dicono i documenti, «il più importante orfanotrofio in Italia, uno dei maggior in Europa», e offrì ospitalità, rifugio e ritorno alla vita a circa 800 bambini ebrei orfani sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Le organizzazioni partigiane ed ebraiche, che li avevano raccolti, li portarono lassù, per ritornare alla vita, prima di riprendere il loro viaggio e giungere finalmente in Palestina.

 

Fucina, Teveno

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Per chiudere va ricordato il consenso che sta raccogliendo la Fucina di Teveno a Vilminore di Scalve, memoria del ricco passato minerario di questa zona. Rappresenta l’ultimo esempio di fucina di finitura dell’intera Valle di Scalve, dove ce n’erano circa 30. Per rimarcare l’importanza di questa attività per la valle vanno ricordati i numerosi forni fusori, di particolare grandezza quello del Dezzo.

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