Storia delle tre croci in cima al Canto Alto

[Foto in apertura di Matteo Milesi]

 

Due icone sono intoccabili a Sorisole: “ol preòst sant” don Antonio Rubbi e la montagna del Canto Alto. Se sul primo si attende pazientemente il Vaticano affinché sdogani l’attesa beatificazione, sul Canto Alto (1.146 metri) ci ha pensato direttamente la gente a consacrarlo come simbolo sovrano del paese. Domenica 8 si ricordano i quarant’anni della posa della grande croce con la celebrazione della Santa Messa in vetta, alle 11. Alta trentadue metri e mezzo con braccia di dodici metri, la croce è interamente costituita da traliccio metallico. È stata realizzata nel 1979 dai gruppi alpini presenti nel Comune di Sorisole, dalle “penne nere” dei paesi limitrofi (Ponteranica, Villa D’Almè, Valbrembo, Almenno San Salvatore, Paladina, Almè, Ranica, Torre Boldone, Bergamo, Zogno, Alzano Lombardo, Azzano S. Paolo, Vertova) e da tanti volontari della zona.

 

[La croce del Canto Alto nella foto di Matteo Milesi]

 

La croce del Canto Alto, più che un riferimento geografico, testimonia una identità laica, un senso di appartenenza comunitaria, un luogo privilegiato del cuore. Per tanti bergamaschi ascendere al Canto Alto è stato un rito di iniziazione verso un’età più solida. Non che sia complicato conquistare la cima, ma con l’arrivarci si riceve idealmente un attestato di idoneità sociale. Per intenderci, l’orgoglio è salvo se si risponde prontamente «sì» alla domanda: «Ma ci sei mai stato sul Canto Alto?».

Quella attuale è la terza croce posta in vetta. La prima risale al lontano 1902. Si trattava di un monumento composto da una base piramidale in muratura contenente una cappella e sormontata da una croce, per un’altezza complessiva di circa venti metri. Per le intemperie atmosferiche, l’incuria e il vandalismo, andò in rovina, fino alla completa distruzione dovuta a un violento temporale nel 1948. Su iniziativa della “Stella Alpina”, sezione alpinistica dell’Unione Sportiva Olimpia di Bergamo, la seconda croce fu realizzata nel 1952. Purtroppo, ripetutamente colpita dai fulmini, anch’essa crollò nel 1975. «Alla costruzione della attuale croce – ricorda il capogruppo degli alpini di Sorisole Giuseppe Zambelli – hanno lavorato gratuitamente circa cinquecento…

 

Articolo completo a pagina 7 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 12 settembre. In versione digitale, qui.

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