Sulle orme dei Tasso a Bergamo

Il 10 settembre si è tenuta la 12sima Giornata Tassiana nel borgo di Cornello dei Tasso, che rappresenta annualmente l’occasione per organizzare incontri, condividere studi e aggiornamenti sulla famiglia Tasso e sulla storia postale. Con l’occasione si è ricordato anche un importante centenario: quello di Francesco Tasso (1419-1517), che fu al servizio dell’Imperatore Massimiliano I d’Austria, suocero di Giovanna la pazza e nonno di Carlo V. Massimiliano nominò Domenico Tasso Maestro di Posta, e questi riformò il sistema dei corrieri nell’area della Borgogna e dei Paesi Bassi. Per i suoi meriti venne richiesto anche alla corte papale e Giulio II lo nominò conte e cavaliere apostolico. Ma oltre al Cornello abbiamo in città dei luoghi che ricordino loro, i mastri postali, o anche il loro discendente più noto Torquato? Ebbene sì ed anzi, essendo molti, inizieremo da Bergamo Bassa.

 

Palazzo Tasso
Via Pignolo 80

Lo stemma dei Tasso campeggia fiero sopra il portone e vi si leggono chiaramente le lettere (D.T.) che stanno per Domenico Tasso. La scritta comese et eques, invece, ricorda il titolo di conte e cavaliere apostolico conferitogli da papa Giulio II nel 1512 e di cui Domenico andava particolarmente fiero. Una nuova lapide, apposta dal Comune di Bergamo, ricorda il soggiorno del poeta a Bergamo e precisamente in questo palazzo sia nel 1556 che nel 1587. Anche il cortile interno non manca di ricordare nei capitelli la proprietà, mentre sicuramente i vani interni su più livelli recano ancora testimonianze visive dell’attività postale, ma essendo privato non è possibile accedere.

 

Chiesa di Sant’Alessandro della Croce
Via Pignolo

La Parrocchiale del borgo beneficiò sicuramente di molte elemosine tassiane, stando al registro parrocchiale su cui sono diligentemente annotati i nomi dei generosi donatori e alle tombe poste sotto la pavimentazione della chiesa, spostate in occasione dell’editto napoleonico. Altra testimonianza sono le messe quotidiane celebrate a suffragio delle loro anime, così come i molti dipinti presenti nella chiesa e nei vani annessi, i cui santi rimandano per omonimia ai componenti la famiglia: è molto probabile che anche le fattezze li rispecchino, ma questo non lo potremo mai sapere!

 

Palazzo Brentani
Via Masone 28

Prima di appartenere ai nobili Brentani, il palazzo era la residenza di città della famiglia Grassi Locatelli, che era imparentata con i Tasso di via Pignolo, grazie al matrimonio tra la figlia di Pietro Andrea Tasso, Cecilia, e il capostipite gentilizio Antonio Grassi Locatelli. Lo stemma dei Tasso è presente sul capitello di una colonna del porticato, che s’incontra oltre la cancellata all’ingresso, ma le fonti attestano che solo Cecilia fu la padrona dell’immobile, dato che per diverso tempo i fratelli Domenico e Pietro Andrea vissero in questa casa con la madre Caterina, versando un affitto rispettivamente al cognato e al genero.

 

Chiesa dei santi Simone e Giuda
Via Masone 20

La chiesa dell’attuale istituto sede della Casa Generalizia delle Suore Orsoline di Gandino reca, entrando a sinistra, un’epigrafe nera scritta in latino, dedicata a Giovanni Girolamo Tasso, che morì relativamente giovane all’età di 59 anni. Oltre ai caratteri incisi sono ben visibili il corno, il tasso e l‘aquila bicipite, inconfondibili emblemi dei mastri postali.

 

Chiesa di Santo Spirito
Piazzetta Santo Spirito

La chiesa è nota ai più per la presenza della pala di Lorenzo Lotto, Madonna e Santi del 1521, ma meriterebbe una visita solo per la preziosità delle cappelle e delle tombe gentilizie che corrono lungo i lati dell’unica navata. Tra tutte, neanche a dirlo, spicca quella dei Tasso, e forse anche per questo la chiesa è detta anche familiarmente “quella dei Tasso”. E questo a buona ragione. La cappella è la quinta a sinistra entrando, commissionata da Domenico Tasso nel 1525 e conclusa dalla moglie quasi vent’anni dopo nel 1541. A Domenico spetta anche la commessa nel 1508 del polittico ad otto scomparti su tavola di Ambrogio da Fossano detto il Bergognone (1450-1520), alla cui base risultano i suo intenti, destinata al coro dell’altare maggiore, dove fino al 1858 riposavano i genitori di Domenico, il padre Agostino e la madre Caterina. Purtroppo oggi tuto ha cambiato collocazione: dal polittico al monumentale sepolcro dei genitori di Domenico, che riposano in un sepolcro, parte dell’originario, ricomposto nella cappella di famiglia, su cui si legge Labor et gloria / vita / mors requies. Resta il figlio loro dirimpetto, sepolto con le ceneri della moglie Elisabetta Rota, i cui stemmi si riconoscono sull’arca marmorea. Anche l’antisacrestia conserva le spoglie di un Tasso: Luigi, un vescovo le cui fattezze dovrebbero rimandare a quelle del personaggio dormiente nella parte superiore del sarcofago.

 

Istituto Suore Canossiane
Via Borgo Palazzo 7

Stemmi della famiglia brembana si rinvengono nei capitelli e nelle architravi del porticato che funge da passaggio tra la nuova chiesa dell’istituto e la vecchia, oggi adibita a sacrestia, tamponato da una muratura: ai tempi dell’intervento questa suggellò la divisione delle pertinenze tra l’attuale luogo sacro, riconvertito ad ospizio delle Suore Canossiane, e la residenza Camozzi Vertova, che prospetta sia su Via Borgo Palazzo che su Via Gabriele Camozzi. In particolare su altre architravi poste al piano superiore, all’interno dei locali prima adibiti a monastero, campeggia una scritta che attesta il domicilio di Domenico Tasso: DNIC/TAX/SIBI/POSTERIA/Q (Domenico Tasso per se e per i suoi discendenti).

 

Via Torquato Tasso

Anche la toponomastica cittadina non dimentica il nostro illustre discendente!

 

Palazzo della Provincia
Via Torquato Tasso 8

Sulla facciata esterna del monumentale edificio, che vanta il primato nazionale di essere stato il primo palazzo con funzioni istituzionali ad essere stato edificato in Italia subito dopo l’Unità, si trovano dei davanzali posti all’altezza delle finestre del primo piano. Nei medaglioni sono raffigurati dei Bergamaschi illustri realizzati dallo scultore lombardo Enrico Travaglini, e immancabile è l’effige di profilo di Torquato Tasso.

 

Banca Popolare di Bergamo
Piazza Vittorio Veneto 8

La Sala Consiliare della filiale, di norma non aperta al pubblico perchè posta presso gli uffici della presidenza e della direzione generale, è chiamata Sala della Gerusalemme Liberata, in quanto decorata nel 1952 con le scenografie del poema tassiano. L’autore era l’allora direttore dell’Accademia Carrara di Bergamo, il professor Achille Funi (1890-1972), che raffigurò tre episodi: l’assedio di Gerusalemme, la morte di Clorinda , il giardino di Armida. Torquato Tasso è raffigurato al centro della quarta parete con in testa una corona d’alloro.

 

Palazzo Frizzoni
Piazza Giacomo Matteotti, 2

Nell’Aula Consiliare decorata tra il 1948 il 1949 dagli allievi della scuola d’arte dell’Accademia Carrara, sotto la guida di Achille Funi (1890-1972) e di Pino Pizzigoni, tra i dodici personaggi raffigurati sulle pareti laterali si trovano Torquato Tasso cinto dalla corona d’alloro.

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