Sulle orme del Manzù

Nel 2018 ricorrono i 110 anni dalla nascita di Giacomo Manzoni, in arte Manzù (Bergamo 22 dicembre 1908 – Ardea, Roma 17 gennaio 1991), e per celebrare la ricorrenza legata al più grande scultore che la nostra terra vanti, la Provincia di Bergamo ha ideato il progetto “Tra vita e opere”. Si tratta di un ricco percorso, sia in città che in provincia, tra i luoghi cari o legati alla biografia dell’artista che vengono fatti dialogare con le sue opere disseminate sul territorio. Non si tratta di un’iniziativa tesa semplicemente a catalogare o individuare luoghi e punti d’interesse con finalità turistiche, ma un modo per rendere consapevoli sia i bergamaschi che i turisti dell’immenso tesoro che ci ha lasciato questo artista, le cui opere sono considerate unanimemente dei capolavori.

Il prospetto di colore arancio, che ripiegato si riduce in forma quadrata, titolato Manzù 110 – Tra vita e opere, fa capolino ovunque in città: dalle sedi museali ai luoghi maggiormente frequentati. Non è questa l’unica o la prima iniziativa promossa dall’ente e dedicata allo scultore bergamasco, che concluse i suoi anni di attività nella provincia romana: risale al 2002 la mostra Manzù a Bergamo, allestita proprio nei giardini del Palazzo della Provincia, che in soli ottanta giorni (14 giugno – 1 settembre) registrò ben trentamila visitatori. Delle dodici opere esposte, al termine dell’esposizione la Provincia ne acquistò ben quattro (Caravaggio, Tebe distesa nell’ovale, Donna che guarda Testa giapponese), che ora fanno bella mostra nella corte interna dell’edificio di via Tasso, in quello che è oggi il Parco della Scultura di Bergamo, mentre Grande cardinale, a suo tempo acquistato dagli Istituti Educativi e concesso in comodato d’uso alla Provincia, è ora esposto nell’atrio del suo Palazzo. Un altro lodevolissimo intervento è stato dedicare la Sala Camozzi, per anni punto di riferimento degli artisti bergamaschi, proprio a Manzù e quindi re-intitolare lo spazio Sala Manzù: inaugurata l’1 dicembre 2005, dispone di quattro sale (due al piano terra e due nell’ammezzato) per un totale di circa 199 mq di superficie adibiti a mostre e conferenze multimediali, oltre che a eventi congressuali.

 

[Grande cardinale]

 

Se invece si volesse impostare un percorso artistico tra città e provincia, allora non resta che l’imbarazzo della scelta. Scegliendo di dedicarci per ora esclusivamente alla città, oltre alla sede della Provincia in via Tasso, i siti in cui poter ammirare le opere di questo grande artista sono diversi, tra cui in primis la GAMeC, dove un nucleo di diciotto opere (sculture, dipinti e disegni) fanno parte della collezione permanente del museo (Donazione Manzù), donate dall’artista tra il 1979 e il 1982, proprio «come segno di un ritrovato rapporto con la sua città d’origine». Due opere in particolare, pensate sin dall’inizio per l’esterno, sono state per diversi anni collocate nella corte della pinacoteca dell’Accademia Carrara a seguito della grande mostra del 1977 allestita in tre sedi (Accademia Carrara, Palazzo della Ragione e Centro Culturale San Bartolomeo), mentre ora sono in quella della GAMeC (le sculture Giulia e Mileto in carrozza del 1966 e i Grandi amanti degli anni 1971-1974). Ma ci sono anche altre location che meritano di essere ricordate.

 

VIA PIGNOLO 76, MUSEO BERNAREGGI

Gruppo di tre medaglie su cui sono raffigurate scene della Passione di Cristo, che l’artista donò a Monsignor Adriano Bernareggi, nostro vescovo dal 1936 al 1953.

 

DUOMO

San Carlo Borromeo, 1946 (scultura posta all’ingresso Cappella del Crocifisso).

 

BIBLIOTECA CIVICA ANGELO MAI, PIAZZA VECCHIA

Medaglia per le Olimpiadi di Roma, 1960, e medaglia per l’apertura del Concilio Vaticano II, 1962.

 

AULA DELLA CURIA, PIAZZA DUOMO

Papa Giovanni XXIII (scultura posta all’ingresso degli uffici della Curia di Bergamo, stranamente non inserita nel pieghevole in distribuzione).

 

FONDAZIONE PAPA GIOVANNI XXII, VIA ARENA 26

Ritratti su cartone di Papa Giovanni XXIII (3), della fine anni Cinquanta/inizio anni Sessanta.

 

SEMINARIO VESCOVILE GIOVANNI XXIII, VIA ARENA 11

Stemma di Papa Giovanni, olio su tavola – Crocifisso – Pastorale donato al cardinale Loris Capovilla.

 

PIAZZA GIACOMO MATTEOTTI

Monumento al partigiano, 1977 (scultura realizzata in occasione del XXXII anniversario della Liberazione e donata alla città in memoria dei genitori). Monumento ai fratelli Calvi, 1933 (bassorilievi del pilastro in marmo).

 

CHIOSTRO UBI BANCA, EX SANTA MARTA, PIAZZA VITTORIO VENETO

 

Grande Cardinale Seduto, 1984 (scultura in bronzo, stranamente non inserita nel pieghevole in distribuzione).

 

Se invece volessimo seguire le orme del Manzù uomo a Bergamo, potremmo iniziare dalla casa natale e terminare il nostro percorso nel nostro cimitero, dove nel 2016 l’Amministrazione comunale ha posato nel Famedio una targa in suo onore.

 

CASA NATALE – VIA SANT’ALESSANDRO 13

L’artista nasce il 22 dicembre del 1908 e viene battezzato Giacomo Manzoni.

 

SCUOLA ELEMENTARE ANGELO COMINETTI – VIA BORFURO 11
(ATTUALE TRIBUNALE)

Viene frequentata per pochi anni dall’artista, che la dovette abbandonare per contribuire con il proprio lavoro al sostentamento del nucleo familiare. Durante una sua visita a Bergamo, nel 1977 disegnò su una lavagna una natura morta con pera e mela.

 

SCUOLA D’ARTE APPLICATA ANDREA FANTONI – VIA ANGELO MAI 35A

Dal 1923, il giovane Giacomo frequenta i corsi serali: tra i docenti figura Francesco Ajolfi.

 

CHIESA SANT’ALESSANDRO IN COLONNA – VIA SANT’ALESSANDRO 35

Il padre dell’artista, Angelo, era il sacrista della Parrocchiale di Borgo San Leonardo: sul soffitto dell’edificio sono stati rinvenuti dei dipinti murali che la critica ha attribuito al giovane Manzù.

 

BOTTEGA GIOVANNI DOSSENA – VIA SANT’ALESSANDRO 33

La bottega di stuccatori e intagliatori è tra le prime che accoglie il giovane Giacomo a lavorare.

 

BOTTEGA NANI – VIA TORRETTA 10

La bottega viene frequentata da Giacomo dalla fine degli anni Venti e il rapporto con la famiglia si manterrà fino agli anni Cinquanta. Il giovane artista apprende l’arte dello sbalzo e del cesello.

 

BOTTEGA FRANCESCO AJOLFI – VIA AMBROGIO DA CALEPIO 20

Francesco Ajolfi fu uno dei docenti di Giacomo alla Scuola Fantoni e il loro rapporto comportò l’assidua frequentazione della bottega dello stuccatore, padre del ben più noto scultore Elia Ajolfi.

 

BOTTEGA GRITTI – VIA PALAZZOLO 37

La bottega dei restauratori del legno viene spesso frequentata dall’artista, che con la famiglia intesserà un rapporto di intensa collaborazione.

 

CASA PINO PIZZIGONI – CORSO VITTORIO EMANUELE II 70

Il famoso architetto accoglie nel 1931 il giovane artista, destinandogli la sua dependance, e dal loro rapporto professionale il giovane Giacomo otterrà importanti commissioni.

 

CIMITERO MONUMENTALE – PIAZZALE DEL CIMITERO

In memoria dello scultore, nel 2016 è stata apposta una lapide sulle pareti del Famedio. Nel cimitero riposano i genitori, due piccole figlie (Laurina e Donatella), la prima moglie dell’artista (Antonia Oreni) e il figlio Pio, morto tragicamente a soli 30 anni nel 1969.

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