I luoghi di Papa Giovanni XXIII
in tutta la Bergamasca (e dintorni)

La salma del papa, il nostro papa, Giovanni XXIII, è da qualche giorno a Sotto il Monte (qui il calendario completo della peregrinatio), dove si fermerà fino al suo ritorno a Roma il 10 giugno. Quale occasione migliore per esplorare i suoi luoghi in terra orobica: dopo il tour cittadino e quello nel suo paese natale, è la volta della Bergamasca. Perché ci sono mete meno note, ma non per questo meno importanti, che riguardano il santo padre e che potrebbero essere una valida alternativa per una conoscenza più approfondita della sua figura, oltre che uno spunto per passeggiate alternative.

 

Monte Canto

È un’oasi di pace che favorisce gite ed escursioni fuori porta, immersi tra distese di castagni, querce e robinie, essenze alternate a vigneti, campi coltivati e distese di prati. Si estende su di una superficie di 20 chilometri tra i fiumi Brembo e Adda e delimita a settentrione l’area denominata Isola Bergamasca. Interessa i comuni di Ambivere, Carvico, Mapello, Pontida, Sotto il Monte e Villa d’Adda. L’altitudine massima è di 710 metri sul livello del mare e i sentieri, combinabili tra loro, partono da Fontanella, Sotto il Monte, Pontida, Mapello e Carvico. I principali sono:

  • Percorso giallo: lungo 3 chilometri per 1 ora di percorrenza dalla Chiesa di Santa Barbara di Pontida fino a Fontanella;
  • Percorso arancio: lungo 4 chilometri per 1 ora e 15 minuti di percorrenza da Fontanella fino al Santuario della Madonna di Prada a Mapello;
  • Percorso rosa: lungo 2 chilometri per 2 ore e 45 minuti di percorrenza dalla Chiesa di Santa Barbara di Pontida fino alla chiesa di Tassodine di Villa d’Adda;
  • Percorso rosso: lungo 4.6 chilometri per 1 ora e 50 minuti dalla chiesa di Santa Barbara all’abbazia benedettina di Pontida;
  • Percorso azzurro: lungo 4 chilometri per 1 ora e 30 minuti da Sotto il Monte alla chiesa di Santa Barbara in Pontida.

 

Botta di Sotto il Monte
Chiesa del Sacro Cuore e filanda

I due edifici sorgono in prossimità l’uno all’altro. La chiesa risale al 1927, progettata dall’ingegner Luigi Angelini, che però non vide concluso il campanile, situazione da allora ad oggi immutata. È dedicata al Sacro Cuore di Gesù, presenta una facciata in pietra arenaria alternata a porzioni rivestite d’intonaco. Tramite la bussola in legno si accede all’interno dove sono conservate tele di discreto pregio.

 

Fontanella di Sotto il Monte
Abbazia di Sant’Egidio

Edificata nel 1080 e divenuta priorato nel 1095 è un meraviglioso edificio romanico, che ha subito nei secoli ampliamenti e restauri di vario genere, fino al definitivo consolidamento in occasione del Giubileo del 2000. Chiesa e torre sono costruite nella pietra locale, l’arenaria grigio-azzurra di Mapello, mentre i volumi presentano archi di pietra e cotto nelle absidi, volte in muratura nella navata centrale, foglie piatte e volute nei capitelli, secondo il tipico ritmo di pieno-vuoto che caratterizza le architetture romaniche. Sul sagrato vi è un sarcofago di un monaco, mentre il chiostro ospita la sepoltura femminile presumibilmente della regina Teoperga.

 

Baccanello di Calusco d’Adda
Convento dei frati minori francescani

Il convento venne fondato nel 1605 ed è tuttora abitato dai frati francescani, tanto cari al papa che da piccolo ne scorgeva l’edificio dalla casa paterna. Così, infatti, lo ricorda nei suoi scritti: “ … chiesa, modesto romitorio, campanile e, intorno intorno, umili fratelli che si spendevano tra i campi e i modesti casolari per la “cerca”, diffondendo quell’aria di semplicità tutta ingenua, che rendeva così simpatico San Francesco e i suoi figli”. Prima di salire al soglio pontifico Angelo Roncalli vi trascorreva giorni sereni durante i mesi estivi, alloggiato in una stanzetta dotata di studiolo che i frati gli riservavano, ambenti tutt’oggi ancora perfettamente conservati.

 

Pontida
Ca’ de’ Rizzi

La località (in realtà una frazioncina) è vicina all’abbazia benedettina di Pontida e a lato del piccolo santuario è collocato un altorilievo raffigurante il papa infante, a ricordo del punto in cui sostava durante la sua sofferta formazione al collegio di Celana in Valle San Martino. La traversata lo vedeva di buon mattino lasciare Brusicco e risalire il colle di San Giovanni fino al Monte Canto per poi scendere a Pontida, sostare a Ca’ de’ Rizzi da parenti per un breve ristoro e procedere infine fino alla scuola di Celana.

 

Celana di Caprino Bergamasco
Convitto

Menzionato per la prima volta in un documento datato 1579 (anche se altri sostengono risalga alla visita di Carlo Borromeo nel 1575), ha chiuso i battenti lo scorso anno, nonostante il reality Il Collegio a cui faceva da sfondo. «Era finita l’epoca d’oro di fine XIX secolo, quando sui colli di Caprino, immerso nel verde, esisteva un antesignano dei campus all’americana, dove vivevano e studiavano oltre mille giovani. A testimoniarlo rimangono decine di aule vuote, l’immensità di refettori, cucine, dormitori e cortili, impianti sportivi, teatro, biblioteca, un incredibile museo zoologico, una collezione di minerali e fossili, un laboratorio con strumenti scientifici e sul perimetro esterno le stalle e gli orti per sfamare quella cittadella dello studio, che annessa aveva anche una chiesetta con pala di Lorenzo Lotto». Il papa vi trascorse tra queste mura uno degli anni più duri della sua adolescenza.

 

Sant’Omobono Imagna
Madonna della Cornabusa

È forse il luogo più nuoto e riconducibile al papa, fuori Bergamo e Sotto il Monte, dato che vi era molto affezionato. Ricavato all’interno di una grotta naturale, custodisce una miracolosa statua lignea quattrocentesca della Vergine, attorniata da tantissimi ex voto, tra cui si fa largo una lapide che ricorda l’ultima visita del futuro papa, proprio nel 1958, a due mesi dall’elezione al soglio pontificio.

 

Imbersago
Santuario della Madonna del Bosco

Il santuario ricorda l’apparizione della Madonna a tre pastorelli avvenuta il 9 maggio 1617. Il miracolo venne avvallato per il fatto che dagli alberi di castagno, presso cui i piccoli stavano pascolando il gregge di pecore, caddero grosse castagne mature pur essendo solo maggio e non ancora autunno. Nel 1958 Papa Giovanni elevò il santuario a basilica romana e nel 1962 fu realizzato un monumento al quale si accede anche dai gradini di una “scala santa”.

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