Il campione del mondo di birra
è un bergamasco di Curno

Deve essere stata dura per il nostro Simonmattia Riva, classe 1977 di Curno, volare dall’altra parte del mondo, in Brasile, e lottare col naso e coi denti per diventare il miglior sommelier della birra del mondo. Dev’essere stato arduo per davvero, considerando che era la prima volta che affrontava la sfida, ma ce l’ha fatta, e oggi può dire di essere il numero uno dell’intero globo. Una vittoria epocale, non solo perché ha portato per la prima volta il trofeo-boccale in Italia, ma anche e soprattutto perché è riuscito nell’impresa, più che mai eroica, di interrompere l’egemonia di Germania e Austria, fino ad oggi uniche protagoniste sul palcoscenico internazionale. Adesso è il momento degli onori e degli oneri per il titolo più prestigioso: per cominciare, un viaggio nella Yakima Valley (paradiso americano dei luppoli nell’Oregon) e poi due anni pieni di partecipazioni a rassegne, convegni e giurie. Il prezzo della celebrità.

Il concorso mondiale. Il concorso internazionale è organizzato ogni due anni dalla Doemens Akademie di Monaco di Baviera. Questa scuola della birra è una vera e propria istituzione nel mondo brassicolo e da più di un secolo rappresenta il punto di riferimento mondiale per la formazione di tecnici e mastri birrai. Da circa dieci anni, al classico insegnamento per brewer, si è affiancato un corso di studi per divulgare e diffondere la cultura della birra e insegnare il corretto modo per degustarla, ricordando che, allo stesso modo del vino, non esiste la birra ma (sempre al plurale) le birre. Con questo scopo è nata la figura del sommelier che non ha niente da invidiare al suo collega del vino, e, proprio come nel settore vinicolo, sono fioriti ultimamente concorsi e premi. Quest’anno il Paese che ha ospitato l’evento più importante è stato il Brasile, una nazione che negli ultimi tempi ha fatto parlare di sé come uno dei mercati emergenti in fatto di birra di qualità. E a San Paolo, il 18 luglio, si sono ritrovati tutti gli esperti per essere giudicati.

La prova. L’esame non era proprio una passeggiata e la concorrenza più che accanita. I brasiliani, padroni di casa, erano naturalmente la presenza più consistente, e poi, ovviamente, Germania, Austria e Svizzera. Per il continente americano, la rappresentanza più forte era data da USA e Cile. In tutto 50 esperti, molti dei quali già molto noti nell’ambiente.

 

 

Per capire la difficoltà dell’esame vero e proprio, immaginatevi che, tanto per cominciare, il primo esercizio consisteva in una prova alla cieca di 10 birre da abbinare a 30 etichette, poi test serrato di 50 domande di storia, cultura, abbinamento gastronomico e riconoscimento all’assaggio di 10 difetti della birra, con rispettivi nomi tecnici. A passare il turno, un tedesco, un brasiliano e Simonmattia, più altri tre finalisti ripescati dopo un esame addizionale.

Per il gran finale i migliori vengono portati alla fiera Degusta Beer and Food di San Paolo. Sul palco, davanti a un pubblico di esperti, appassionati giornalisti e semplici curiosi, prendono posto i giurati: tra gli altri, Wolfgang Stempfl, amministratore delegato di Doemens, Oliver Wesselo, campione uscente, e Elizabeth Wiesen, ricercatrice dell’accademia Barth-Haas. Accompagnati da una ragazza dello staff, i finalisti prendono posto uno alla volta a un tavolo sul palco, dove si trovano tre birre. Il candidato è libero di scegliere quella che preferisce e ha tempo cinque minuti per convincere la giuria che nessuno al mondo meglio di lui può sciorinarne le caratteristiche, raccontandone lo stile e proponendo il giusto abbinamento. Simonmattia impugna la Nora di Baladin, la assaggia, la esamina e la descrive. Prima, il direttore dell’Accademia le ha già presentate all’uditorio, quindi non c’è posto per i voli pindarici e le arrampicate sugli specchi. Il nostro campione ci abbina un cous cous con verdure e una leggera speziatura di cumino e coriandolo; come dolce, delle tartellette con confettura di cachi e gocce di cioccolato bianco. Risultato? Simonmattia è il miglior sommelier della birra del mondo.

 

 

Il vincitore. Certo, Simonmattia non è un novellino di questo settore, e anzi è già da qualche anno un conosciuto esperto non solo nella bergamasca, ma anche a livello nazionale. Formatosi come sommelier della birra proprio alla Doemens Akademie di Monaco, è spesso tra i giurati nella commissioni di assaggio e collaboratore di Slow Food, per la guida Migliori birre d’Italia. Non trascurabile nemmeno la sua adesione come membro alla Compagnia del Luppolo e a MoBi (Movimento birrario italiano), per i quali è anche relatore. Da qualche settimana è diventato anche il gestore del pub Beer Garage in Borgo Santa Caterina e da tempo collabora con il brewer e amico Paolo Algeri e Gioia Ravasio, del birrificio Hop Skin. Proprio lì lo potete trovare se avete qualche consiglio da chiedergli. Siamo sicuri, e con noi tutto il mondo, che sarà all’altezza della situazione.

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