I tesori della biblioteca di Dalmine
Campionessa provinciale di prestiti

Un patrimonio di 125.390 tra libri e materiale multimediale. A Dalmine, alla biblioteca comunale Rita Levi Montalcini, ci sono cinque volumi per ogni abitante, un numero superiore allo standard internazionale, che ne raccomanda almeno tre. Da diversi anni è la biblioteca che presta di più in tutta la bergamasca. Numeri importanti anche a livello di presenze: ogni giorno qui vengono in media trecento persone a leggere, informarsi, studiare, prendere volumi in prestito, consultare i giornali, partecipare alle varie iniziative proposte.

Maffioletti, alla guida da 42 anni. A reggere le fila di questa biblioteca, insieme ai suoi otto collaboratori, ai ragazzi che svolgono il servizio civile e ai lavoratori socialmente utili, c’è Eraldo Maffioletti. Lui, originario di Dalmine ma residente a Valbrembo, è il responsabile della struttura da quasi 42 anni. Il prossimo 5 febbraio andrà in pensione, ma giura di non ritirarsi, nella sua prolifica mente vorticano già nuovi progetti. Maffioletti non ama parlare di sé, preferisce discutere del suo lavoro e dei dati, che rendono meglio l’impegno quotidiano per trasmettere cultura e invitare le persone ad essere utenti attivi all’interno di una struttura che continua a funzionare come centro aggregativo della comunità dalminese e non solo.

 

Eraldo Maffioletti

 

La sede nuova e i numeri. La biblioteca di Dalmine, fino al 2006, si trovava in via Kennedy, vicino al teatro civico, poi finalmente si è reso disponibile lo spazio unico e originale nei locali dell’ex mensa aziendale della Dalmine di piazza Matteotti. Un edificio grande, spazioso, luminoso, ben organizzato e sempre pieno di gente. C’è da dire che tanti utenti, circa il 40 per cento sono studenti universitari della vicina facoltà di Ingegneria, ma i dalminesi che usufruiscono del servizio non sono certo pochi. Gli utenti attivi adulti nel 2017 sono stati 3.700, mentre i ragazzi dagli zero ai 14 anni 1.316. «Nel 2017 abbiamo effettuato 100.031 prestiti – spiega il responsabile -, abbiamo prestato ad altre biblioteche 34.095 libri e ne abbiamo ricevuti 15.082. I prestiti in sede sono stati 50.854».

Ampliare il patrimonio. Uno degli obiettivi principali della biblioteca, tra le varie mission che le competono, è quello di ampliare il proprio patrimonio librario. «Nel 2017, da gennaio al 30 novembre, abbiamo acquistato 1.875 volumi destinati al settore adulti e 899 per il settore ragazzi, oltre a 232 articoli di materiale multimediale. Questi sono numeri che variano annualmente, perché bisogna tenere in considerazione le disponibilità economiche del Comune e la revisione del patrimonio librario che avviene annualmente togliendo fisicamente i libri dagli scaffali perché obsoleti, superati, non più attuali o aggiornati; si pensi ad esempio alla saggistica in generale». Ci sono privati cittadini che cedono le loro collezioni di libri alla biblioteca? «Sì ci sono, ma non sono donazioni, fatto salvo alcune eccezioni, di pregio o di valore storico. Noi comunque li prendiamo in consegna e li mettiamo a disposizione dell’utente, che li può leggere e riportare oppure se li può tenere. In questi casi seguiamo un po’ la filosofia del book crossing. Diciamo pure che il 90 per cento dei nuovi libri che mettiamo a scaffale annualmente sono acquistati».

 

 

Bambini e ragazzi. Se da una parte le nuove tecnologie e in particolare internet, allontanano le persone dalla lettura, dall’altra avvicinano tanta gente alla biblioteca, dato che vengono forniti diversi servizi multimediali. Gli utenti attivi per quanto riguarda la rete e il wi-fi della Rita Levi Montalcini nel 2017 sono stati 6.732, gli accessi ad internet da gennaio al 30 novembre, sono stati 31.789. Frequentando la biblioteca per questo tipo di servizio, a tanti viene voglia di prendere in mano un libro, di leggersi anche un giornale, di iscriversi o partecipare a qualche evento culturale. La fascia di lettori molto attiva è quella dagli zero ai 14 anni. I bambini sono tra i principali utenti della biblioteca, grazie anche al contributo (per la verità non sempre) della scuola, come spiega Eraldo Maffioletti: «Da gennaio a novembre abbiamo organizzato 185 incontri con le scuole, per un totale di 4.395 alunni. Tra settembre e dicembre, ogni sabato, organizziamo la rassegna Una storia tira l’altra con letture animate per i bambini. Quest’anno sono stati proposti 11 appuntamenti e, genitori compresi, abbiamo registrato in media 150 presenze alla volta. Tra l’altro non solo bambini di Dalmine, ma provenienti anche da altri comuni».

Qual è la fascia di lettori più attiva? «Sono gli utenti che vanno dai 40 ai 65 anni e anche oltre». La più critica? «Quella che va dai 14 ai 25 anni. Gli studenti generalmente sono poco interessati alla lettura. In quella fascia d’età i ragazzi sono più attirati dalla musica, dalla tecnologia, dai social network, è una fase della vita in cui ci si concentra maggiormente sullo studio, quindi spesso i giovani non hanno voglia di prendere in mano un libro per puro svago. Abbiamo anche pensa to a iniziative per attirare questo tipo di utenza, ad esempio nella rassegna Tierra! e ci sono diversi spettacoli e altrettante iniziative culturali che potrebbero essere apprezzate dagli adolescenti e dai giovani. “Eppur si muovono” diremmo filosoficamente e adagio adagio qualcosa sta cambiando. È fisiologico, è sempre stato così. La fascia 0-8 anni è quella maggiormente in crescita, a seguire uno stallo dagli 8 agli 11 e una piccola ripresa tra gli 11 e i 14».

 

Un momento del Bibliofestival

 

Il Bibliofestival. E se lo dice Eraldo Maffioletti, che è l’ideatore di Biblofestival, c’è proprio da fidarsi. Quando si nomina questa rassegna per ragazzi, che coinvolge più di venti comuni del sistema bibliotecario di Dalmine e Ponte San Pietro (e non solo) e che è giunta ormai alla sua diciassettesima edizione, Maffiloletti si illumina. Il progetto è infatti riuscitissimo, lo testimoniano il gran numero di presenze, il fatto che continui ad essere riproposto e che ogni anno qualche nuovo Comune chieda di poter aderire. «È una rassegna ideata nel 2002, nata proprio per coinvolgere tutti i comuni del sistema e per proporre eventi innovativi ma anche legati alla tradizione – spiega il papà di Bibliofestival -. Ci sono letture animate, spettacoli di artisti di strada, incontri con gli autori, i giochi di una volta, mostre di pittura a tema. Ogni anno c’è qualcosa di nuovo ed è bello vedere tanta partecipazione da parte delle famiglie». «Tutto questo succede – sottolinea ancora Maffioletti – grazie anche alla squadra di splendidi collaboratori e collaboratrici. Senza di loro i risultati elencati non si sarebbero mai potuti raggiungere».

Eraldo Maffioletti il 5 febbraio se ne andrà, ma lascerà una grande eredità a Dalmine, fatta di libri, di idee, di metodo, di condivisione, di competenza e di tanta passione.

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