Tour delle fontane di Città Alta

Oggi 22 marzo 2017 si celebra la 25esima Giornata Mondiale dell’acqua istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 (World Water Day). È un giorno pensato per porre l’attenzione su quanti nel mondo soffrono per la mancanza dell’acqua, ma anche un’occasione per capire come prepararsi alla gestione di questa preziosa risorsa, che è alla base della nostra storia ed è prerogativa per il nostro futuro. Le Nazioni Unite, quindi, invitano i Paesi membri a dedicare questo giorno a espletare le raccomandazioni raggiunte con l’Assemblea generale e alla promozione di attività concrete all’interno delle nazioni.

Il senso della giornata dell’acqua. In aggiunta, una serie di organizzazioni non governative ha utilizzato il giorno internazionale per l’acqua come un momento per sensibilizzare l’attenzione del pubblico sulla critica questione di questo bene tanto scontato nella nostra era, con occhio di riguardo all’accesso all’acqua dolce e alla sostenibilità degli habitat acquatici. Le proiezioni attuali indicano che «i rischi connessi all’approvvigionamento di acqua dolce aumentano significativamente con l’aumento delle emissioni di gas a effetto serra, aggravando la concorrenza per l’acqua tra tutti gli usi e gli utenti in combinazione con la crescente domanda di acqua e questo creerà enormi sfide per la gestione delle risorse idriche». Le agenzie promotrici e le organizzazioni non governative hanno messo in luce il fatto che un miliardo di persone non abbia accesso all’acqua pulita e che la struttura patriarcale, dominante in certi Paesi sottosviluppati, determina la priorità nella fruizione dell’acqua disponibile.

 

 

La giornata a Bergamo. Ogni anno il tema della giornata è diverso e Bergamo come sempre non è da meno. Grazie a UniAcque e CEA Servizi Soc. Coop. Sociale di Bergamo, oltre 100 studenti delle scuole dell’obbligo di Bergamo e provincia parteciperanno stamani agli interventi in Sala Curò per poi proseguire la mattinata con un percorso guidato alla scoperta delle fontane di Bergamo Alta. Che poi non sono solo fontane, ma anche pozzi, cisterne e archi medioevali.

Le fontane di Bergamo Alta. Si partirà dalla Fonte del Vagine nella via omonima, dal nome un poco malizioso, legato alle proprietà benefiche delle sue acque captate già 4000 anni fa. Lungo Via Rivola e Tassis si giungerà in Piazza Mercato delle Scarpe, dove gli studenti saranno accolti dalle fonti medioevali di San Rocco e dell’antico mercato dei calzolai, che per la loro attività attingevano acqua dalla cisterna ipogea, per poter ammorbidire le pelli, cucirle, rammendarle e confezionare calzari da vendere in piazza, crocevia di tre diverse direttrici: ancora oggi corrono lungo le vie Porta Dipinta, San Giacomo e Gaetano Donizetti.

Poco lontano si giungerà alla piazzetta San Pancrazio, una delle ultime testimonianze visive dell’impianto delle vicinie medioevali (chiesa – fonte – piazza), dove una bella fontana cinquecentesca è stata più volte rimaneggiata e abbellita fino al secolo scorso, proprio per dar lustro agli abitanti che erano considerati tra i più facoltosi della città.

Si farà poi tappa al Lavatoio di Piazza Angelini realizzato nel 1891 per dare sostegno alle massaie e alla schiera di domestiche e lavandaie al servizio delle dimore gentilizie, che prima dovevano scendere alle rogge ai piedi delle mura per le pesanti faccende domestiche. E accompagnati dal cicaleccio quasi petulante ma genuino che dalle vasche saliva e si diffondeva per le vie vicine al crocicchio del Gombito, tramite il silenzioso passaggio Ca’ Longa si giungerà in Piazza Vecchia, dove a far da sentinella al cuore di Bergamo dal 1780 è la fonte Contarini, voluta da uno dei più amati tra i rettori veneti.

Da lì si imboccherà il porticato del Palazzo della Ragione per raggiungere il Fontanone visconteo del 1342 che troneggia su Piazza Reginaldo Giuliano, l’antico Mercato del Pesce, per poi scorgere in lontananza sulla Piazzetta di Santa Maria Maggiore la Fonte di Antescolis a doppio fornice, unica nel suo genere in città, e terminare in Piazza Mascheroni con la vera da pozzo al centro della piazza rinascimentale.

Ma solo passato? No: un sorso dalla vedovella di Colle Aperto non può mancare per chiudere con un gesto semplice, una giornata viva e possibile, grazie anche all’acqua a cui tutti noi in coro brindiamo!

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