Tre escursioni in Val Brembana

Foto Angelo Corna

 

Il periplo di una montagna, o giro ad anello, è sempre un’escursione di notevole interesse. La possibilità di salire da un versante e scendere dall’altro rende la gita non solo più piacevole, ma anche diversa per panorami e luoghi. Ecco allora un pacchetto di tre escursioni, tutte in Val Brembana, proposte dalla più facile alla più difficile.

 

Periplo del Pizzo di Spino

Questa escursione si svolge lungo lo spartiacque che divide la Val Brembana dalla Val Serina. Si parte da San Pellegrino, in prossimità di Via Pregalleno, dove, nei pressi di una scalinata, inizia il segnavia CAI 594. Il sentiero conduce dopo pochi minuti a una santella, da abbandonare per seguire i bolli bianco-rossi. Si costeggiano le baite Bassa ed Alta di Valcava e dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo le ripidi pareti della Corna Maria, dove in vetta si trova una piccola croce. Superate alcune vallette raggiungiamo un roccolo e un capanno di caccia. La traccia piega a destra e conduce in circa mezz’ora all’ormai visibile croce del Pizzo di Spino (m.960), dove, nonostante la bassa quota, possiamo ammirare un panorama che spazia su tutta la pianura padana e la media Val Brembana.

Recuperate le forze possiamo continuare con il periplo. La traccia da seguire scende ripida tra le roccette, in direzione dell’abitato di Spino, posto 700 metri più in basso. Il tracciato ha una forte pendenza e bisogna prestare attenzione in caso di pioggia. Dopo una ventina di minuti si raggiunge il limitare del bosco e le case alte di Spino (m.525) dove, costeggiando il borgo e seguendo le bandierine bianco rosse, si ritrova il sentiero che prosegue tra le rubinie. Il percorso continua per la suggestiva Val Morasca, fino a sbucare a poche centinaia di metri da via Pregalleno, punto di partenza dell’escursione. Il giro ad anello conta una lunghezza di circa 10 chilometri e un’ascesa pari a 800 metri di dislivello. Per completarlo servono poco più di tre ore di cammino.

 

Periplo dei Tre Pizzi

Il periplo di queste tre piccole elevazioni si svolge in uno degli ambienti più suggestivi e famosi della Val Brembana. La zona è quella dei Laghi Gemelli, famosa per gli omonimi laghi ma anche per le montagne che ne fanno da coronamento, fra tutte il Pizzo del Becco. I Tre Pizzi, che all’occhio dell’escursionista più attento richiamano per forma le Tre Cime di Lavaredo (in miniatura), sorgono nascosti all’ombra del massiccio del Monte Pietra Quadra. Per raggiungerli si parte dalle Baite di Mezzeno (m.1591) lungo il sentiero CAI 215/217 che conduce anche al passo di Mezzeno e ai Laghi Gemelli. Dopo poco meno di mezz’ora di cammino, il sentiero si biforca e si prende a sinistra, con chiara indicazione per i Tre Pizzi. Si continua lungo un vallone pietroso, per tracce, fino alla Baita Tre Pizzi (m.2116) e al laghetto di Pietra Quadra (m.2114). Dal laghetto naturale, costeggiando le pendici del monte, si ritrova il  “sentiero dei roccoli”, che sale da Baresi di Roncobello.

Lo si imbocca, transitando dal Roccolo del Veroppio per poi arrivare e alla Baita di Campo (m.1879). Questa bella prateria è un balcone panoramico sulla conca di Mezzeno, dove – sullo sfondo – spiccano il Pizzo Arera e il Monte Menna. Poco sotto la baita possiamo ammirare il Roccolo di Campo (m.1817), ancora attivo. Continuando sul sentiero superiamo il Roccolo del Tino e scendiamo a incrociare il sentiero CAI 215 per i Laghi Gemelli, raggiungendo infine il parcheggio delle Baite di Mezzeno. Una passeggiata adatta a tutti, con un tempo di percorrenza totale di quattro ore, una lunghezza di quasi 12 chilometri e 900 metri di dislivello positivo. Una bella alternativa alla classica escursione ai Laghi Gemelli.

 

Periplo del Sornadello

Il Monte Sornadello, conosciuto anche come Pizzo Grande, è una montagna della media Val Brembana. Nonostante venga spesso relegato in disparte per i dirimpettai monti Cancervo e Venturosa, offre un panorama bellissimo su tutta la Val Brembana e i sottostanti paesi di San Pellegrino e San Giovanni Bianco. Per compierne il giro ad anello bisogna raggiungere Cornalita, frazione di San Giovanni Bianco, in prossimità della località “Fontane”. Il sentiero scelto per la salita è chiamato “ Passo di Lumaca”. Dei ripidi gradoni accompagneranno l’escursionista in una lenta e ripida ascesa, tra gradoni di roccia che risalgono i fianchi della montagna e che approdano, dopo circa un’ora di cammino, alla bella Baita del Carlo, dove una panchina invita a una pausa di alcuni minuti. Recuperate le energie (e il fiato!)  si risale dietro la baita seguendo le labili tracce che puntano a sinistra, fino a raggiungere un ricovero per animali e l’incrocio con il sentiero che sale da Alino. Si piega a destra e in leggera ascesa si raggiunge la Baita del Sornadello. Da qua, prestando la massima attenzione ai bolli rossi presenti su alberi e rocce, si raggiunge in circa mezz’ora la vetta del Pizzo Grande (m.1536).

La discesa avviene dalla “direttissima” che parte proprio sotto la croce. Le tracce sono pochissime e il sentiero è visibile qualche centinaio di metri più in basso. Seguendo ancora i bolli rossi si prenda la “via del canalone” che riconduce in circa un’ora e mezza all’agriturismo Eden, dove, piegando a destra, si torna all’imbocco del sentiero del “Passo di Lumaca”, chiudendo l’anello che riporta in pochi minuti al punto di partenza. Una bellissima escursione, a tratti impegnativa, ma che permette di assaporare una montagna poco frequentata. Attenzione in caso di nebbia: i sentieri in alcuni tratti non sono segnati. I tempi di percorrenza raggiungono le sei ore, per un totale di 10 chilometri 1125 metri di dislivello. Sentiero per escursionisti esperti.

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