Sulle Orobie dopo le feste
3 cime per rimettersi in forma

Si sa, le feste natalizie, sotto l’aspetto della linea, sono sempre un problema. Un giretto in montagna potrebbe essere una valida soluzione per riequilibrare le cose (sempre che non decidiate di fermarvi a mangiare in rifugio)! Vi proponiamo tre escursioni, dalla più facile alla più ardua, che dovrebbero permettere a tutti di smaltire con la prima escursione il Cenone Natalizio, con la seconda escursione il Veglione di Capodanno e con la terza il giorno dell’Epifania. Pronti?

 

Il Monte Misma

Il Monte Misma raggiunge al suo culmine i 1160 metri di altitudine. Posto a cavallo tra Val Seriana e la Val Cavallina si presta a piacevoli escursioni adatte a tutti, ed è accessibile durante ogni periodo dell’anno. La partenza avviene dall’Oasi di Pace di Spersiglio (m.600), frazione di Pradalunga e facilmente raggiungibile in auto. Si seguono le indicazioni per il Monte Misma e si risale lungo la ripida “scala votiva” fino a raggiungere il Ruculù (m.789). Vari segnavia indicano i percorsi possibili. Quello da seguire è il sentiero CAI 539 che sale nel bosco fino alla zona chiamata Cà dell’Aert. Un’ulteriore palina segnaletica indica la via che, in costante salita, conduce alla vetta dove, nonostante la bassa quota, si può godere di un bellissimo panorama sulla pianura sottostante e sulle valli bergamasche. Il ritorno può avvenire sul percorso comune all’andata, o per tracce, scendendo dal versante opposto compiendo un piccolo giro ad anello. Un sentierino vi riconduce al Roculù e al percorso precedente. Consiglio, per chi non è ancora stanco: un giretto alla vicina Chiesa di Santa Maria in Misma. Questa escursione copre un dislivello positivo di circa 600 metri, per una lunghezza complessiva di quasi 10 chilometri e due ore di cammino.

 

Il Monte Leten

Il Monte Leten è davvero dimenticato! Rilegato in disparte, viene spesso preferito ai dirimpettai monti Fop e Secco (a sinistra) o Valmora e Arera (a destra). La partenza avviene da Valcanale, poco distante dal sentiero che conduce al Rifugio Alpe Corte. Il segnavia da seguire è il CAI 243 , con destinazione il Passo del Re. Il sentiero all’inizio è un’ex strada carrozzabile, che ricalca le vecchie piste da sci di Valcanale, ormai in disuso da anni. Si fiancheggiano i ruderi del vecchio albergo Sempre Neve (m.1209), la strada diventa ora sentiero e seguendo i bolli bianco rossi si alternano tratti nel bosco a tratti in pianura, che permettono all’escursionista di godere del panorama che lo circonda. In leggera ascesa si arriva a un ampio spazio che ospita le Baite di Vaghetto Bassa (m.1425) e Alta (m.1470), da lasciare a sinistra per raggiungere le belle e ripide pareti del monte Fop e del monte Leten, che sovrastano ai lati. Il Passo del Re è ormai poco distante. Per raggiungerlo non resta che risalire un ripido ghiaione, che tra ampi zig zag conduce al breve canalino antistante al passo, posto a metri 1997. Il panorama è già mozzafiato. Non resta che continuare lungo la traccia a destra e guadagnare la facile cima erbosa del monte Leten, dove, sulla sua dimenticata vetta, a metri 2095, non sono poste croci. Ad attendere il suo conquistatore c’è solo il bellissimo panorama (e la pace) che questa montagna regala! I tempi per questa escursione sono di circa 5 ore (andata e ritorno), per un totale di 15 chilometri e 1200 metri di dislivello positivo. Si può fare tutto l’anno, purché con le dovute precauzioni e conoscenze tecniche.

 

Il Monte Vaccaro

La partenza per questa piacevole gita è Parre (m.680), paesino della media Val Seriana famoso per i suoi scarpinòcc. Parcheggiata l’auto sul fondo del paese, ci si incammina lungo il segnavia CAI 241. Il sentiero è una strada agro-silvo-pastorale, che sale ripida in direzione della chiesetta di San’Antonio di Alino (m.936) e che viene raggiunta in poco più di mezz’ora di cammino. Si continua in salita lasciando alle spalle la caratteristica chiesetta e, sempre su strada carrozzabile, si superano le bellissime baite poste sotto le pendici del Monte Vaccaro. Qualche centinaio di metri prima del Rifugio omonimo, in prossimità di un’altra baita (m.1496), una scritta vi inviterà a prendere il sentiero a destra. Si prosegue per pascoli e con alcuni zig-zag si tocca la facile e larga cresta che condurrà alla vetta del Monte Vaccaro, posta a 1958 metri. Il panorama spazia su tutta la conca della Val Seriana. La vetta è stata conquistata e il ritorno può essere effettuato sul percorso comune all’andata, oppure potete decidere di proseguire seguendo la cresta in direzione nord, puntando al vicino Monte Secco. Un centinaio di metri prima della sua cima si piega bruscamente a sinistra, lungo una traccia di sentiero, e si arriva alla seconda elevazione della giornata. Il Monte Forcella (m.2055), sulla qui vetta è posto solo un cumulo di sassi. Seguendo ora una debole traccia non resta che scendere alla sottostante Baita della Forcella e al sentiero CAI 241/A che riporta al Rifugio Vaccaro. Da qui si scende sul percorso comune all’andata. L’escursione è valutata EE (Escursionisti Esperti) solo per la lunghezza di 20 chilometri e per il dislivello di quasi 1600 metri. Comunque da valutare sempre a seconda dell’innevamento!

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