La pace nella stupenda Val Vedra

Oltre il Colle e il Passo di Zambla sono solitamente ricordati per le importanti montagne che li racchiudono. Una corona di vette che abbraccia paesi e frazioni sottostanti, creando un anfiteatro naturale dove, a guardia degli abitati, troviamo i monti Alben, Menna, Arera e Grem. Incastonata tra queste vette, tra verdi pascoli e antiche malghe, troviamo la solitaria e riservata Val Vedra. Questo angolo sussidiario della Val Serina è posto tra il Monte Vetro e la Corna Piana, una zona ancora utilizzata per gli alpeggi, ma dimenticata dagli escursionisti che preferiscono raggiungere luoghi più famosi. Lasciando questa zona a chi ancora ne ricorda i tracciati.

 

 

La partenza. Il via alla nostra gita è il paese di Zorzone, un tempo famoso per le miniere di zinco presenti nel cuore della montagna. Raggiunto e superato l’abitato, dobbiamo proseguire seguendo una ripida strada sterrata (percorribile con la dovuta attenzione anche in auto) che con ampi tornanti conduce, dopo circa tre chilometri, alla zona dei Pian di Bracca, proprio in corrispondenza delle vecchie miniere della Val Vedra. Poco oltre si snoda l’inizio del nostro percorso e il sentiero CAI 231, che perde quota entrando gradualmente nel bosco. Si attraversa un piccolo torrente e si procede, sempre su sentiero ben segnalato, tra faggi e pini. Il silenzio diventa quasi surreale e viene spezzato solo dal rumore degli scarponi (che spaventano gli scoiattoli) e dal fischio delle tante marmotte che fanno capolino incuriosite. Ignorando i sentieri secondari, utilizzati ancora oggi dai pastori per portare le greggi al pascolo, seguiamo il nostro sentiero, a tratti contornato da antichi muri a secco, fino a raggiungere una ripida parete verticale. Ora la salita si fa più decisa e, dopo circa un’ora e mezza di cammino, sbuchiamo al sole raggiungendo gli assolati e verdi pascoli che caratterizzano questa valle dimenticata.

La baita di Val Vedra. Usciti dal bosco, il panorama si apre in tutta la sua bellezza. Alle nostre spalle spicca la frastagliata sagoma del monte Alben; alla nostra sinistra i monti Vetro e Vinidiolo, talmente dimenticati da non essere riportati nemmeno su alcune carte topografiche. Lo skyline continua presentando, in successione, il Passo di Val Vedra, oltre il quale si trova il Lago Branchino e il Sentiero dei Fiori, percorso che ogni anno viene battuto da centinaia di escursionisti. A est spiccano invece la severa Corna Piana e il re indiscusso della zona: il Pizzo Arera, che con i suoi 2512 metri cattura lo sguardo e regna incontrastato sulla valle. Poco lontano, a metri 1670, troviamo la Baita Palazzi, che ospita, oltre alle pecore e alle mucche che animano la zona con i loro campanacci, il pastore che resterà in alpeggio fino a settembre. Se cerchiamo un luogo di pace e tranquillità lo abbiamo trovato. L’ombra offerta dalla baita e la pace del luogo sono il connubio ideale per concedersi un po’ di riposo.

 

[Il Monte Vetro]

 

I monti Vinidiolo e Vetro. Possiamo soffermarci in questo panoramico angolo di paradiso, magari chiacchierando con il cordiale pastore all’ombra della baita, o possiamo decidere di conquistare una delle montagne che coronano questa piccola valle dimenticata. Dalla casera, il sentiero CAI 231 sale in direzione nord lungo pascoli e pendii, toccando, dopo un’altra mezz’ora di cammino, il vicino Passo di Val Vedra (m.1860). Possiamo ora decidere di scendere in direzione del Passo di Branchino e del lago omonimo, o possiamo piegare a sinistra costeggiando la cresta della montagna e, in moderata salita, raggiungere la prima elevazione, il monte Vinidiolo. Seguendo il filo logico della montagna, in pochi minuti raggiungiamo il punto più alto di questa dorsale erbosa. Abbiamo toccato i 2056 metri del Monte Vetro, dove ci attendono una piccola croce in ferro e un panorama inusuale sulle montagne che racchiudono la zona. Difficile scendere da questo cocuzzolo erboso. La posizione di questa montagna, posta a cavallo tra Val Brembana e Seriana, offre un bellissimo skyline su tutte le vette orobiche, regalando vere e proprie “cartoline” che difficilmente saranno dimenticate.

Il ritorno. Recuperate le energie possiamo tornare sui nostri passi lungo il percorso precedente citato, o possiamo scendere direttamente lungo la traccia che si snoda dal ripido costone meridionale (attenzione all’erba scivolosa!). In decisa discesa raggiungiamo la valle sottostante e il pianoro che ospita la Baita Palazzi. Il percorso diventa ora comune all’andata e riattraversa la valle in tutta la sua lunghezza fino ai Piani di Bracca, punto di partenza della nostra gita.

Conclusioni. La Val Vedra e il Monte Vetro sono i luoghi perfetti per riscoprire le montagne della Val Serina. Offrono una variante ai classici percorsi che si snodano con partenza dal Passo di Zambla, portando gli escursionisti in un ambiente più solitario e riservato. Un percorso che, come panorami, non ha nulla da invidiare ai dirimpettai monti Arera e Alben, cime più conosciute e blasonate. La Val Vedra si rivela perfetta per un’escursione nella natura, facile e accessibile a tutti con un minimo di allenamento. Per raggiungere la vetta del Vetro servono circa tre ore di cammino, a cui vanno sommati 1150 metri di dislivello positivo e 14 km di cammino.

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