Tutte le strade portano al Misma

«Sull’altro fianco poi della Valle Seriana si trova il gran Misma ricco nelle sue viscere della tanto rinomata pietra cote di sì esteso uso e commerzio… della quale se ne fa spedizione sino al nuovo mondo». Cosi commentava nel 1782 Giovanni Maironi da Ponte, scienziato e scrittore bergamasco. È proprio a cavallo tra la Val Seriana e la Val Cavallina che si erge questa bonaria cupola erbosa, punto di confine tra i comuni di Albino, Pradalunga e Cenate Sopra. Una zona famosa nel XIX secolo per le attività estrattive di pietre coti e cemento (principalmente nei comuni di Pradalunga ed Albino), lavoro che ha contribuito allo sviluppo del territorio, ma anche in alcuni casi al deturpamento della montagna stessa. Le pietre coti, utilizzate per affilare lame, armi e arnesi, vennero impiegate fin dai tempi degli antichi Romani, tant’è che di esse si trovano citazioni nelle parole di Plinio il Vecchio.

Tutti i sentieri del monte Misma. Non mancano le vie di salita per raggiungere questa facile montagna, bella e accessibile in tutte le stagioni dell’anno. Gli itinerari più frequentati sono tre, e in tutti i casi risalgono i fianchi erbosi della medesima sebbene con partenza da luoghi diversi.

  • Il primo itinerario vede la sua partenza da Albino, nei pressi del ponte romanico posto sul fiume Serio. Imbocchiamo via Monte Cura e risaliamo lungo il sentiero CAI 511 che, con pendenza costante, sale in un fitto bosco di vecchi castagni. Tocchiamo le case della località di Cedrina e successivamente di Fonteno, borgo che invita a una pausa per gli splendidi panorami che regala sulla Val del Lujo. Noi proseguiamo su strada sterrata raggiungendo la Cascina della Corna e toccando un crinale erboso dove ci raccordiamo al sentiero CAI 513. Questo tratto fa parte della Riserva Naturale Regionale della Val Predina e ci condurrà alla chiesa di Santa Maria di Misma (823 m.), che merita sicuramente una visita. Accanto alla chiesetta, che sorge a cavallo tra la Val Seriana e la Val Cavallina, si trova un piccolo ostello dove è possibile pernottare e da cui si snodano i molti sentieri che percorrono la montagna (provenienti principalmente dalla Val Cavallina). Inizia qua l’ultimo tratto di salita alla cima del monte Misma. Il sentiero continua ripido nel bosco per circa un chilometro e sfocia sulla cresta, continuando poi pianeggiante per un centinaio di metri fino alla vetta, dove a 1161 metri è posta una grande croce. Il percorso (andata e ritorno) tocca le quattro ore di cammino e gli 800 metri di dislivello positivo.
  • Il secondo itinerario parte dal paese di Cenate Sopra. Imbocchiamo via S. Ambrogio fino alla piazzetta della frazione, con possibilità di parcheggio in prossimità della chiesa. Fiancheggiando un agriturismo pieghiamo a destra lungo la strada cementata, che abbandoniamo poco dopo seguendo le indicazioni per Santa Maria di Misma. Il percorso si sviluppa all’interno di un bosco di Carpino nero, Carpino bianco, Roverella e Corniolo. Risaliamo alcuni tornanti fino a percorrere una ripida scalinata, quindi, con pendenze sempre meno ripide, raggiungiamo in pochi minuti il solitario santuario di Santa Maria di Misma (823 m.) e il percorso comune al tracciato precedente. Questo percorso è il più breve, copre le due ore di cammino (andata e ritorno) e i 500 metri di dislivello positivo.
  • Il terzo tracciato si snoda dalla Tribulina di Gavarno, percorrendo in alcuni tratti sentiero Andrea Caslini Rocco, che porta fino al Monte di Sovere e alla Malga Lunga. La partenza è in prossimità di via Monte Bianco e risale sempre ben segnalata lungo un’ampia sterrata attraversando il “Costone di Gavarno”. Tocchiamo un roccolo e successivamente, su sentiero, raggiungiamo Cascina Predale e i primi panorami sulla bassa Val Seriana. L’ultimo tratto del percorso si snoda fino al santuario costeggiando le belle pareti del Misma, congiungendosi agli itinerari già descritti in precedenza. Questo percorso tocca le tre ore e mezza di cammino, andata e ritorno, con un dislivello di circa 500 metri.

L’Oasi di Pace di Spersiglio. La vetta del monte Misma può essere raggiunta anche con un giro ad anello con partenza dall’Oasi di Pace di Spersiglio. Le indicazioni, sempre presenti, ci guideranno alla vetta in circa un’ora di cammino. La zona è stata teatro delle apparizioni legate alla Maria Ausiliatrice, apparsa per la prima volta nel 1988 a Roberto Longhi, muratore di Cenate nato nel 1948. Negli anni è sorta la struttura oggi presente, che ospita un santuario, un bar ristoro e un percorso religioso che invita i pellegrini alla pace e al riposo. Altre leggende legano l’abitato di Spersiglio alle persone e alle genti del luogo. Riferimenti storici dicono che è stata una zona incontaminata, un rifugio dalle varie pestilenze che hanno colpito la Val Seriana nel 1600. La tradizione racconta che Spersiglio fosse un luogo sicuro, immune dalla guerra e dalla peste che ha flagellato il nord Italia nel 1600.

Il Santuario di Santa Maria in Misma. Oggi i sentieri del monte Misma vengono utilizzati quasi unicamente per svago e motivi ricreativi. Dobbiamo però ricordare che questa zona, fin dal XII secolo, ricopriva un’enorme importanza sia sotto l’aspetto economico che antropico. Oltre alla già menzionata attività di estrazione delle pietre coti, erano presenti coltivazioni di alberi da frutto, cosi come boschi e prati erano sfruttati per l’allevamento e la caccia. Gli stessi sentieri nel corso dei secoli sono serviti come principali vie di comunicazione per i traffici della bassa Val Seriana e della Val Cavallina. Questo insieme di situazioni ha portato alla necessità di un riferimento spirituale per le persone che frequentavano la zona, attorno alle quale sorgevano nove differenti comunità: Casco (l’attuale Cenate), Trescore, Luzzana, Vigano e Gaverina in val Cavallina; Pradalunga, Cornale, Casale e Albino in Val Seriana. La chiesa, posta proprio sul nostro sentiero, merita una visita. I primi documenti in cui viene citato il piccolo santuario risalgono al 1112, mentre la struttura attuale è datata 1511, anno in cui la chiesa venne ricostruita incorporando elementi architettonici dell’edificio primitivo del XII secolo. Il nucleo è costituito da un locale unico con pianta rettangolare ed è dotato di un porticato esterno posto sulla facciata laterale verso valle. L’interno è caratterizzato da tre arcate con piccole absidi semicircolari che lo suddividono in quattro campate, l’ultima delle quali racchiude l’altare situato in posizione centrale. L’edificio nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti, l’ultimo dei quali risalente al 1943. Un piccolo campanile a pianta quadrata, ristrutturato nel 1578, è appoggiato alla cappella centrale e custodisce un’antica campana fusa da Pruneri nel 1850 con ceppo e incastellatura in legno.

Conclusioni. La facilità dei tracciati rende il monte Misma una montagna per tutti, accessibile estate e inverno. I percorsi, sempre ben segnalati, offrono punti di appoggio in caso di maltempo. Durante la stagione invernale, in caso di neve, è buona regola avere sempre con sé i ramponcini da ghiaccio.

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