Tris di cime ai Laghi Gemelli

Foto di Angelo Corna

 

Si sa, l’appetito viene mangiando… La stessa cosa avviene per le montagne, naturalmente. L’alpinismo, ai suoi albori, ha visto i primi esploratori avere come unico scopo la conquista delle singole vette. Con il tempo si è voluto prendere queste stesse montagne ma da vie di salita diverse, come per esempio le celebri pareti nord dell’Heiger e del Cervino. Negli ultimi anni l’alpinismo ha subito un’altra evoluzione: per conquistate le pareti più difficili delle nostre montagne si è pensato di concatenare queste cime, molto spesso per cresta, e seguirne il puro filo logico. Sono nate così vere e proprie traversate, lasciate perlopiù ad alpinisti esperti e professionisti della montagna. Questi itinerari vedono frequentemente avvicinamenti molto lunghi e difficili, salvo per alcuni casi.

La partenza. La conca dei Laghi Gemelli ospita un’eccezione. Anche le Orobie nascondono montagne che possono regalare emozioni e fantasiose traversate in quota. Tra tutti ne possiamo trovarne una di grande soddisfazione e adatta a tutti, proprio nell’anfiteatro che ospita i famosi Laghi Gemelli. La partenza per questo itinerario vede il suo via dalla Baite di Mezzeno (m.1650), dove si può parcheggiare l’auto dopo l’acquisto del ticket. Il nostro segnavia è marchiato dalle bandierine rosso e bianche dal CAI e segue la numerazione 215/217. Il percorso sale ben segnato, in comune con il sentiero che porta al Monte Pietra Quadra e ai Tre Pizzi, altre belle montagne lasciate in disparte per le più famose vette poste sopra i laghi. Noi continuiamo, costeggiando prima un casolare adibito a malga e poi un un piccolo bivacco posto a ricovero per gli escursionisti, luogo ideale per una breve sosta.

Verso il Passo di Mezzeno. Dopo poco di più di un’ora di cammino raggiungiamo il Passo di Mezzeno, posto a metri 2142 e in posizione panoramicissima sulle Orobie Bergamasche e naturalmente sugli specchi d’acqua più famosi della provincia: i Laghi Gemelli. Alla nostra sinistra, precisamente a Ovest, si snodano le cime che compongono il tris della nostra giornata: il Monte Tonale, il Pizzo delle Orobie e il Pizzo dell’Orto. Il sentiero diventa una traccia e prosegue sotto le pendici del Monte Spondone, altra vetta dimenticata sulle nostre montagne, in direzione del Passo del Tonale (m.2281), valico posto a spartiacque tra la montagna omonima e il Pizzo delle Orobie. Giunti a questo punto possiamo guadagnare la prima vetta della giornata. Alla nostra sinistra si snoda la cresta, in alcuni tratti aerea ed esposta, che in circa 15 minuti ci porta alla panoramica vetta del Monte Tonale, a metri 2425. Una piccola croce ci ricorda la vetta conquistata, mentre un bellissimo panorama sui laghi ci ripaga dello sforzo appena compiuto. Alle nostre spalle spicca invece la severa bastionata della parete nord del Monte Pietra Quadra, altra bellissima traversata orobica per cresta. Ma questa è un’altra storia.

Mancano ancora due vette. L’escursione potrebbe finire già qua. Il ritorno può essere effettuato lungo la via di salita, regalando anche una pausa ai laghi. Se invece vogliamo proseguire lungo il nostro percorso dobbiamo ridiscendere al Passo del Tonale e seguire la cresta in direzione nord/ovest (in alcuni tratti ostici è possibile abbassarsi leggermente) raggiungendo così il Pizzo delle Orobie (m.2340) seconda vetta della giornata. Sulla cima troviamo ad accoglierci un piccolo omonimo di pietre. Il panorama cambia ancora, mostrando vedute della conca dei Laghi Gemelli diversi da quelli a qui siamo abituati. L’ambiente è più severo e lontano dalla tipica ressa estiva che affolla il rifugio, in questa stagione gremito di escursionisti. Continuiamo lungo il nostro percorso, seguendo la cresta che degrada verso il Torrione del Pizzo delle Orobie, severa piramide lasciata ad alpinisti esperti, che con la sua parete verticale incute anche un certo timore.

Tra tracce e marmotte. In questa zona le tracce del passaggio umano sono veramente poche. Probabilmente non esiste nemmeno un vero e proprio sentiero. Si prosegue seguendo la cresta, aggirandola nei tratti più ripidi ma seguendone sempre il filo logico, raggiungendo il Passo di Val Vegia e quello che resta del suo piccolo laghetto naturale (m.2160). Stambecchi e marmotte si trovano sovente presso le sue sponde, indisturbati e spesso incuriositi dal passaggio dei pochi escursionisti che raggiungono questo luogo. Dal passo ci attende una ripida salita lungo la cresta erbosa del Pizzo dell’Orto (m.2276) dove troviamo una piccola croce a guardia del sottostante abitato di Branzi e Carona. E il tris di cime è compiuto.

 

 

Bisogna pur scendere. Se abbiamo avuto la fortuna di trovare una bella giornata la voglia di tornare sarà sicuramente poca. Il ritorno avviene a tratti sul percorso comune all’andata, transitando sotto le scoscese pareti del Pizzo delle Orobie fino a raggiungere il Passo del Tonale. Possiamo ora continuare in direzione dei Laghi Gemelli, senza mai raggiungerli e restando alti sul sentiero fino al Passo di Mezzeno e al segnavia CAI 215, comune all’andata. Questa escursione tocca i 12 chilometri di lunghezza e i 1230 metri di dislivello. Per quanto breve e accessibile a tutti è valutata per escursionisti esperti e necessita di una buona capacità di orientamento, in quanto buona parte del percorso viene effettuata su tracce poco visibili e poco battute. È consigliabile percorre questo itinerario in tarda estate e in autunno, con assenza di neve.

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