C’è un masterchef a sette stelle
che cucina per il Donizetti Opera

Il borgomastro di Sardaam, opera poco nota il cui protagonista è Pietro il Grande, da giovane. In collegamento con l’anno di Giacomo Quarenghi. Va in scena stasera (venerdì 24) e domenica 26 pomeriggio al Sociale (replica la sera del 2 dicembre). E poi Il Pigmalione, la prima opera in assoluto di Donizetti, scritta quando aveva diciotto anni: la dedicò al suo grande maestro, Simone Mayr. È un atto unico. Viene affiancata proprio a un’opera buffa del Mayr dal titolo Che originali! (sabato 25 alle 20.30, e poi ancora il primo dicembre). Festeggiare i duecento anni della prima opera di Donizetti, rendendo nel contempo onore al suo maestro, è la colonna vertebrale del Donizetti Opera. Ma quest’ossatura solida sorregge un corpus di iniziative che spaziano nei cinque sensi.

L’alta cucina, che di questi tempi la fa da padrone un po’ ovunque, si guadagna una scena di primo piano domani sera alle 18.30: a Palazzo della Ragione c’è la terza edizione de Il gusto per la lirica. Lo chef Bruno Barbieri celebra Maria Callas in occasione dell’inaugurazione della mostra Sempre libera. Maria Callas alla Scala (gran cocktail). Barbieri lo conoscono un po’ tutti: è uno dei quattro giudici di Masterchef, forse quello più accomodante nei modi, anche solo per l’accento bolognese che già mette a proprio agio. Non tutti sanno però che Barbieri è lo chef italiano che ha ricevuto il maggior numero di stelle Michelin: sette in tutto. Per quattro ristoranti, però, da lui gestiti: una stella alla Grotta di Brisighella, due a Il Trigabolo di Argenta, due alla Locanda Solarola di Castel Guelfo e due all’Arquade di San Pietro in Cariano.

 

Per leggere l’articolo completo, rimandiamo a pagina 49 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 30. In versione digitale, qui.

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