Un tram chiamato… arte e natura

La scorsa settimana sono stati festeggiati i dieci anni della Teb, la società che gestisce il Tram delle Valli, che per ora connette solamente il capoluogo con Albino, il più importante comune della media Val Seriana. L’auspicio ventilato da anni dalla società e dagli stessi utenti è che la tratta T1 venga prolungata almeno fino a Ponte Nossa e che si possano connettere con una linea T2 anche i primi comuni della bassa Valle Brembana fino a Villa d’Almè, in concomitanza con la trafficatissima arteria stradale della Villa D’Almè-Dalmine. Per l’occasione, i festeggiamenti sono stati molto vivaci e originali, ricchi di spunti su come poter vivere il tram in maniera alternativa e non come mero mezzo di trasporto. Oltre a TEBonè! (dj set), AbracaTRAM (animazione e giochi di magia) e Museo in TRAM (a cura dell’Accademia Carrara), la proposta TRAMarte (affidata a Terre di Bergamo) ha illustrato da un capolinea all’altro e per sei corse consecutive le bellezze paesaggistiche godibili direttamente dalle ampie vetrate delle cabine del tram, sia in itinere che ad ogni fermata; è stato poi fornito un veloce excursus del patrimonio storico e artistico di ogni singola località, toccata o in transito, così come le eventuali mete raggiungibili nelle immediate vicinanze. Ripercorriamo allora insieme questo breve viaggio.

 

Bergamo Stazione

Da qui naturalmente l’accesso alla Città Bassa e alla Città Alta sono immediati: da viale Papa Giovanni a Porta Nuova, fino al Teatro Donizetti e al Centro Piacentiniano e oltre per raggiungere o le scalette o la funicolare, che come un cordone ombelicale connette le due anime della città.

 

Borgo Palazzo

Una volta scesi e presa la direzione di Piazza Sant’Anna, le possibilità che si delineano lungo questo borgo sono molteplici: la Parrocchiale, la Chiesa dei Cappuccini, il ponte sul torrente Morla con la statua di San Giovanni Nepomuceno e la Chiesa della Rocchetta con il convento annesso ora gestito dalle Madri Canossiane, così come gli esterni del Palazzo Camozzi e dell’ex chiesa di Sant’Antonio in foris. Proseguendo, si giunge in Borgo Pignolo, utile sia per l’itinerario lottesco che per risalire in Bergamo Alta, senza dimenticare la possibilità di raggiungere due sedi universitarie: quella presso il Museo Bernareggi e quella di Pignolo (ex Collegio Baroni).

 

San Fermo

Da qui si scende anche per andare al Cimitero, che al di là della sua mera funzione conserva al suo interno un vero e proprio patrimonio artistico tra sculture, alto e bassorilievi, senza dimenticare le meravigliose sepolture monumentali ottocentesche del comparto evangelico, già nel cimitero di San Giorgio soppresso nel 1904. Se invece si punta alla raggiungibilità dei siti preposti all’arte e alla cultura, allora merita essere menzionata la Chiesa di San Fermo con resti longobardi e l’arca sepolcrale dei santi martiri Fermo, Procolo e Rustico, i cui corpi sono ora in Duomo e la possibilità, sforbiciando tra Borgo Santa Caterina e via Pitentino, di raggiungere i due principali musei cittadini dedicati all’arte (Accademia Carrara e GAMeC).

 

Bianzana

Gettato uno sguardo all’ex stazioncina “dedicata” alla via che se percorsa in toto portava fino alla Val Cavallina e quindi alla località di Bianzano sopra il lago d’Endine, anche questa fermata permette di raggiungere Borgo Santa Caterina e Borgo San Tomaso con il loro comparto museale. Di Borgo Santa Caterina, degni di nota sono la Parrocchiale, il Santuario e il Convento già dei Celestini, oggi retto dalle Madri Sacramentine. Per i più sportivi, invece, da qui si giunge allo stadio, al Lazzaretto e poco oltre all’imbocco del primo tratto della Green Way.

 

Redona

Redona, che fino al 1927 era Comune autonomo da Bergamo, conserva del suo passato “indipendente” la Chiesa parrocchiale dedicate a San Lorenzo martire con all’interno dipinti di Giovan Paolo Cavagna, Fabio Ronzelli e Antonio Cifrondi provenienti dalla vecchia chiesa. Sono ancora riconoscibili lo stabile dell’ex municipio e altre pertinenze, mentre poco oltre è possibile raggiungere il Convento dei Padri Monfortani e il quartiere di Monterosso con le sue architetture contemporanee e da lì proseguire per la chiesa di San Colombano e il rione di Valtesse.

 

Negrisoli

Qui anche il sito della Teb consiglia una sosta nel Parco Turani, che con i suoi 3.600 mq di estensione offre una vasta gamma di offerte per il relax per tutte le età, disponendo di diverse panchine e di una zona attrezzata con giochi per l’infanzia.

 

Martinella

Da qui, superata la circonvallazione che porta in Val Seriana e raggiunta via Martinella che da Bergamo spazia fino al Comune di Torre Boldone, ci si può portare all’interno dell’abitato di Gorle e, tramite alcune cinture verdi, raggiungere il cuore del centro storico, nascosto dalla nuova chiesa. Dell’antico nucleo, superstiti sono alcuni moccoli di difesa medioevali (Torre dei Grumelli, Torre del Castello, Torre del Palazzo Zavaritt, Torre del Borghetto) e residenze patrizie, sorte inizialmente come sedi di villeggiatura vescovile e poi acquistate da alcune delle più importanti famiglie svizzere (Steiner, Frizzoni e Zavaritt), giunte nel nostro territorio tra il XIX e il XX secolo con la loro innata capacità imprenditoriale. Interessante è anche il “Ponte di Gorle”, l’antico ponte militare romano (Pons Martius) che fino al XV secolo era l’unica via di attraversamento del fiume Serio. Anche qui, come per il torrente Morla di Bergamo, si erge la statua di San Giovanni Nepomuceno.

 

Torre Boldone

Con Torre Boldone inizia la carrellata delle prime località della bassa Val Seriana. A Torre Boldone imperdibile è il Monastero di Santa Maria di Torre, situato in località Imotorre. La sua fondazione la si deve alla moglie di Giorgio del Zoppo, appartenente a una delle famiglie più in vista della città di Bergamo (Torre di Gombito), quando nel 1342 fattasi monaca grazie all’eredità del marito costruì la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta con annesso il chiostro porticato. Soppressi nel 1454 e annessi al Monastero Matris Domini di Bergamo a causa della loro posizione isolata, vennero poi incamerati dal governo francese, ceduti alla famiglia Camozzi e infine acquisiti nel corso del XX Secolo dall’istituto religioso don Luigi Palazzolo gestito dalla Congregazione delle Suore Poverelle. Oltre all’architettura religiosa, che si completa con la Parrocchiale, anche le ville storiche sono di pregio: Villa Pesenti, Palazzo Regazzoni, Villa Piceni con la chiesetta di Sant’Antonio da Padova e Villa Reich dal nome dell’industriale tessile Giovanni Reich.

 

Ranica

Superata la sede Teb di Ranica, il paese permette di ammirare ben due opere del noto pittore bergamasco Giovanni Battista Moroni (Battesimo di Cristo e il polittico Cristo Crocifisso e santi), recentemente restaurate grazie alla Fondazione Creberg di Bergamo, poste all’interno della Chiesa parrocchiale intitolata ai Santi Sette Fratelli Martiri e alla madre Santa Felicita. Pregevole è anche la neoclassica Villa Camozzi, costruita dall’architetto natio Simone Elia (autore dell’Accademia Carrara di Bergamo) e dotata di un immenso parco, oggi sede del Centro per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” dell’Istituto Mario Negri. Ranica nel 2010 ha inaugurato il Centro culturale Roberto Gritti, dedicato a uno dei fondatori della musica folk bergamasca, progettato da DAP Studio e Paola Diaconia, inaugurato nel 2010 e premiato come migliore opera pubblica realizzata nel primo decennio del nuovo millennio in Provincia di Bergamo al concorso OAB architettura nel 2010. Anche il Parco della Conciliazione ha fatto vincere nel 2009 al Comune il premio “La città per il verde 2009”, organizzato da Il Verde Editoriale per la seconda categoria di comuni con 5-15.000 abitanti.

 

Alzano Centro

Anche dieci interi minuti di transito o di sosta non bastano per narrare il patrimonio di Alzano Lombardo: dalla Basilica di San Martino con il pulpito barocco di Andrea Fantoni e Giovan Battista Caniana alle tre sacrestie fantoniane, dal Museo Diocesano Arte Sacra con le opere, tra le varie, di Palma il Vecchio e di Tintoretto, alla Chiesa di San Pietro e all’ex Convento di Santa Maria della Pace. I palazzi storici non sono da meno: Palazzo Pelliccioli del Portone, Palazzo Pelandi già Berlendis, Palazzo già Spini, Villa e Parco Montecchio con inserita la biblioteca comunale e tanto altro ancora.

 

Alzano Sopra

L’altro volto di Alzano è quello industriale, datogli sia dalle Cartiere Paolo Pigna che dall’ex Cementificio Pesenti, che sorge monumentale dirimpetto la fermata di Alzano Sopra. Divenuto Italcementi nel 1927, è un complesso costituito da due grandi edifici progettato dall’ingegner Cesare Pesenti, i cui lavori iniziati nel 1883 si conclusero negli Anni Venti del Novecento. La dismissione dell’impianto risale al 1968. Rappresenta uno dei monumenti più insigni di archeologia industriale del nostro territorio, considerando anche il fatto che qui vennero prodotti i primi cementi, tra cui nel 1896 il celebre Cement Portland. Dal 1980 l’edificio è tutelato per il suo valore e vincolato dal Ministero per i Beni Culturali.

 

Nembro Camozzi

Mentre si raggiunge “Nembro Camozzi”, dal nome della nobile famiglia bergamasca originaria dell’alta valle, sulla sinistra si possono scorgere in altura il Santuario dello Zuccarello, nei secoli denominato Beata Vergine delle Grazie e Madonna della Neve. Lo si raggiunge lungo la strada che con diverse tribuline ripercorre i Misteri del Rosario erette intorno alla metà del Seicento. Restano all’interno del luogo sacro lacerti affrescati, dipinti di Francesco Cavagna e di Enea Salmeggia oltre a opere dei primi decenni del Novecento. Superata questa e la prossima fermata, sempre a sinistra spunta la ciminiera e il complesso industriale già Crespi, appartenuta alla stessa famiglia che nell’Isola bergamasca fondò Crespi d’Adda, patrimonio Unesco dal 1995.

 

Nembro Centro

Insieme all’Auditorium Modernissimo e alla Biblioteca Centro Cultura, lungo l’infinita arteria che attraversa il paese è possibile imboccare diversi percorsi che portano allo Zuccarello oppure di visitare comodamente la Chiesa di Santa Maria, risalente al V Secolo, con un bellissimo apparato decorativo a fresco che ne ripercorre la storia lungo i secoli medioevali, e la Chiesa di San Sebastiano e Santa Maria, eretta grazie alla Mia di Bergamo e già attestata nel 1408. In entrambi i siti alcune opere sono attribuite alla bottega dei Marinoni di Desenzano di Albino.

 

Nembro Saletti

Il nome titola il centro sportivo comunale e l’Oasi Saletti, che all’interno della superficie di 12.500 mq comprende un lago di fitodepurazione di circa 6.000 mq, “zona umida” di interesse naturalistico, realizzata dall’Ufficio Tecnico Comunale grazie al finanziamento del Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca e di Regione Lombardia. Sulla destra, in lontananza e verso l’alto, si intravede il Santuario della Madonna della Neve, sorto come ex voto della popolazione dopo la peste manzoniana e collocato a ridosso della Forcella, prossima alla Valle dei Prigionieri: qui i detenuti erano destinati al lavoro nelle cave di pietre coti, utilizzate per l’affilatura degli utensili da taglio, spade e lame, il cui commercio è stato la principale fonte di sussistenza della popolazione.

 

Pradalunga

Con Nembro anche Pradalunga ha condiviso l’attività delle pietre coti e i due musei in entrambe le località ne raccontano la lunga tradizione estrattiva e artigiana. Pradalunga, inoltre, si presta per la visita della Chiesa Parrocchiale dedicata ai santi Cristoforo e Vincenzo, edificata nel 1740 su progetto di Giovan Battista Caniana. Al suo interno troviamo opere di Giovan Battista Moroni, di Gian Paolo Lolmo e di Ponziano Loverini. Interessante anche la Chiesa Vecchia di Cornale dei Santi Fermo e Rustico e la Parrocchiale dedicata a Santa Lucia, costruita nella seconda metà del XX secolo con alcuni dipinti di Enea Salmeggia.

 

Albino

Come per Alzano, anche Albino meriterebbe pagine e pagine di scritto, solo considerando il percorso moroniano che si può compiere al suo interno, in quanto dette i natali al celebre pittore, le cui opere di genere ritrattistico sono contese dai musei di tutto il mondo e che ha regalato alla sua città la denominazione di “Albino Città del Moroni”. La pinacoteca cittadina è considerata la Parrocchiale di San Giuliano, ma meritano anche la chiesa di Sant’Anna, sorta sull’antico nucleo del convento omonimo, la quattrocentesca chiesa di San Bartolomeo e il Santuario della Madonna del Pianto.

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