Un suggestivo viaggio nel passato
lungo l’orobica Via Mercatorum

Foto di Angelo Corna

 

Un viaggio, ecco cos’è la Via Mercatorum. Un viaggio lungo la più antica strada bergamasca, antecedente anche alla più famosa Via Priula. Chi deciderà di intraprendere questa avventura seguirà il tracciato che un tempo è stato sentiero di viandanti e mercanti, lungo quella che probabilmente era l’unica strada che collegava la periferia di Bergamo, partendo dal paese di Nembro, a Oneta, toccando nel suo percorso i paesi della bassa Val Seriana e Brembana. Una strada voluta proprio per garantire i commerci con i paesi della Valli Bergamasche, alcuni ricchi come Serina, altri meno conosciuti ma comunque bisognosi di scambi, provviste e materiali. Un altro possibile motivo che ha visto la nascita della Via Mercatorum è stata la necessita di dover aggirare la forra e gli strapiombi di Sedrina, invalicabili per l’assenza del primo ponte sul fiume Brembo. Così è nata non una piccola mulattiera ma bensì quella che, settecento anni fa, era un’autentica strada ciottolata con muri di contenimento e canaletti di scolo per le acqua piovane. Una superstrada, se vista ai giorni nostri, che potesse permettere il passaggio dei carri e delle carovane.

La via delle 15 tribuline. Questo lungo percorso vede la sua partenza dal paese di Nembro, in Val Seriana, lungo il sentiero conosciuto come Via delle 15 Tribuline. La bella carrareccia lastricata si snoda inizialmente nel bosco, costeggiando le 15 santelle che riportano gli affreschi della Passione e dei Misteri di Gesù. Il culmine di questa ripida salita è il Santuario dello Zuccarello, luogo di preghiera, pace e riposo. Fondato nel 1374 sulle rovine del Castello di Vitalba, è stato teatro delle lunghe e sanguinose guerre tra Guelfi e Ghibellini.

La Via Mercatorum, che purtroppo in questo tratto è priva di indicazioni, è marchiata invece dal segnavia CAI 535 e prosegue a destra del santuario, dove in leggera salita si snoda nel bosco di castagni e robinie. Continuando in falsopiano si raggiunge Colle Bastia (m. 575) e, in discesa, si perviene alla vecchia mulattiera che univa i paesi di Nembro e Lonno. Seguendo il cartello che riporta l’indicazione di “percorso vita”, attrezzato dal CAI di Nembro, si prosegue nel bosco tra cascine, prati e coltivazioni, spaziando con lo sguardo sulla bassa Val Seriana.

Un po’ di arte a Lonno. Dopo un’ora e mezza di cammino si raggiunge l’abitato di Lonno e la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, costruita nel 1450 e che a oggi ha subito numerosi restauri, l’ultimo all’inizio del Novecento. Al suo interno si possono ammirare la Pala di San’Antonio Abate e altri numerosi affreschi risalenti al Cinquecento. La chiesa vanta anche un organo della famiglia Serassi del 1875, più volte restaurato.

L’antico tracciato segue ora via Buonarotti, attraversando il centro del paese fino a raggiungere il campo sportivo: piegando a destra si toccano le ultime case del borgo. Si seguono ora le indicazioni per il segnavia CAI 534, percorrendo la vecchia mulattiera per Salmezza e costeggiando una grotta con una piccola madonna con altare. Restando sul tracciato principale e ignorando le varie deviazioni toccheremo durante il percorso il Colle della Olta (m.893) e i prati di Salmezza, patria del pittore Enea detto il Talpino.

La Via prosegue. Da buoni viandanti, dopo una visita al borgo, proseguiamo sulla nostra Via che costeggiando una bella cascina conduce alla strada asfaltata che porta al paese di Selvino, poco distante dalla bella chiesa dedicata a San Barnaba. Purtroppo, in questo tratto, l’antico tracciato è stata soffocato dal catrame del progresso. Non ci resta che scendere in direzione del paese, seguendo la strada asfaltata che ci porterà all’imbocco di Via Perello. Si attraversa cosi il centro, luogo ideale per una pausa e per recuperare le energie, e proseguendo lungo via Aviatico superiamo la stazione della seggiovia che sale al Monte Poieto, transitando presso la parrocchiale del paese e la vicina chiesina di San Rocco. Continuiamo, sempre su strada asfaltata, fino a pervenire al piccolo nucleo di Trafficanti, paese che deve il suo nome proprio al passaggio dei mercanti più di cinquecento anni fa.

Fermarsi o continuare fino a Nespello e Serina? Finalmente, un’antica insegna posta presso la Chiesa parrocchiale di Sant’Erasmo ricorda il passaggio dei viandanti e delle carovane. Siamo quasi a venti chilometri di percorso e circa sei ore di cammino. Il solo tratto da Selvino alla frazione di Trafficanti copre quasi 8 chilometri e in base all’orario e alla stanchezza dobbiamo cominciare a pensare dove pernottare. Se disponiamo ancora di energie possiamo continuare, oltrepassando il piccolo centro abitato e inoltrandoci (cartello indicatore) nella bella ed ombrosa Val Tassone, fino a raggiungere la Tribulina del Grom e la sua piccola santella, altro luogo ideale che invoglia lo stanco pellegrino a una sosta. Sempre in discesa si raggiunge la località di Nespello, costeggiando il bel santuario della Forcella e raggiungendo la strada che conduce a Cornalba, altro possibile luogo di riposo per la notte.

Se nemmeno questo ridente paese della Val Serina ci vede stanchi, il nostro pellegrinaggio prosegue lungo la mulattiera ben segnalata che diparte all’inizio del paese e conduce alla graziosa località conosciuta come “Il Castello”, dove la strada asfaltata ci porterà nel centro di Serina, punto strategico della Via Mercatorum. Abbiamo raggiunto i trenta km e superato le otto ore di cammino. Se siete buoni camminatori, e avete raggiunto il bel paese brembano in giornata, troverete a Serina il giusto luogo dove riposare per la notte a recuperare le forze. A livello architettonico non mancano nemmeno edifici che meritano di essere visitati: la chiesa parrocchiale dedicata alla Santissima Annunziata, le case quattrocentesche e fra tutti la fontana posta nel centro del paese, divenuta con gli anni simbolo della Via Mercatorum.

Il ritorno. Proprio nei pressi della fontana un cartello ci riporterà alla realtà è al percorso che ci attende. In discesa si attraversa la strada fino a oltrepassare un torrente. Raggiunto il versante opposto, con bella vista sul paese di Serina, si sale costeggiando una cascina fino a pervenire a un falso piano che penetra nel bosco. Un lungo traverso ci porterà al Passo di Crocetta (m.1051), valico tra Serina e Dossena. Seguendo le indicazioni per Dossena continuiamo lungo la strada provinciale sino alla Cappella degli Alpini, dove troviamo l’ennesima indicazione per il nostro percorso. Alla nostra destra una gradinata si alza tra i faggi, portandoci nella frazione Villa, mostrando un panorama che ora spazia sulla vicina Val Brembana. Continuando lungo la strada intercettiamo di nuovo il nostro sentiero, che si inoltra in bosco di faggi e betulle, tra saliscendi fra prati verdi e pascoli. Costeggiamo alcuni caselli di caccia e baite ristrutturate, fino al casello conosciuto come “Il Ronchellino”.

Camerata Cornello. La Via inizia a scendere, trovando di fronte a sé la grande bastionata del Monte Cancervo e la forra della Val Taleggio. Raggiungiamo le belle e quasi sconosciute frazioni di Bosco Fuori e Bosco Dentro (m.720), fino alla caratteristica e panoramica Chiesa di San Rocco e la successiva frazione di Grumo, storico ricovero per le carovane. Siamo a circa tre ore di cammino dalla nostra partenza dal nucleo di Serina. La Via Mercatorum continua a perdere quota, tra pareti di roccia e antichi gradini, fino alla passerella sul Brembo in località Orbrembo di Camerata Cornello, proprio in prossimità della strada lastricata che sale in pochi minuti alla contrada dei Tasso.

 

 

Un tempo, questo bellissimo borgo perfettamente conservato rappresentava uno dei centri più fiorenti della Val Brembana, una zona utilizzata per  il cambio dei cavalli e la sosta. Ora è possibile visitare questo stupendo paesino dove il tempo si è fermato, camminando tra i porticati e visitando il Palazzo dei Tasso, il museo della Storia Postale e la Chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Conelio e Cipriano. Era anche punto di partenza per il ramo della Mercatorum che saliva ad Averara e al Passo San Marco, negli anni soppiantato poi dalla più comoda Via Priula. Ma questa è un’altra storia. Da Cornello una mulattiera ci porterà in circa mezz’ora di cammino a Oneta e al culmine del nostro viaggio. La Via Mercatorum scendeva poi a San Giovanni Bianco, ma ai giorni nostri termina qua, alla casa natale di Arlecchino, famosa maschera conosciuta in tutta la provincia bergamasca.

45 chilometri di cammino. Un percorso di tutto rispetto, che conta 45 chilometri di cammino e 1650 metri di dislivello positivo, ma che può essere comodamente percorso in due o tre tappe, pernottando nei vari bed e breakfast presenti sulla Via. Questo trasformerà l’escursionista in un viandante, un pellegrino che attraverso questo percorso riscopre un pezzo di storia bergamasca purtroppo dimenticata. Passo dopo passo, tra la fatica (perché serve anche quella) e la suggestione, possiamo davvero sentirci, con un pizzico di fantasia, avventurieri in mondo per noi quasi sconosciuto.

 

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