La Villa dei Tasso alla Celadina
Un tesoro tutto da riscoprire

Se l’operazione Donizetti Pride ha avuto il grande merito di far riscoprire Gaetano Donizetti ai bergamaschi, forse sarebbe il caso di iniziare un’operazione Tasso Pride, per riscoprire una famiglia che con il suo lavoro ha fatto conoscere l’efficienza orobica in tutta Europa. Tanto per cominciare, al di là del canonico e raccomandabilissimo giro al borgo di Cornello dei Tasso, consigliamo una visita guidata della Villa dei Tasso in Celadina, durante una delle giornate di apertura organizzate per il 5, 6 e 12 novembre (info e orari, qui). Già da questo primo inizio riuscirete ad entrare nella storia di una famiglia che vi renderà orgogliosi delle vostre origini e non solo per l’opera del ben noto Torquato.

Una famiglia bergamasca in Europa. I Tasso nascono a Cornello, un paese della Valle Brembana, nel lontano XIII secolo. Da allora la loro vocazione diventa una sola: la posta. Diventano infatti famosi in tutta Europa per avere reso talmente efficiente e impeccabile il sistema di consegna dei messaggi da diventare gli unici referenti per tutta la posta dell’impero.

Ma c’è di più. La famiglia Tasso si divide poi in due rami distinti, uno si trasferisce a Roma e inizia a occuparsi della corrispondenza papale, l’altro fa sede a Bruxelles e si dedica alla gestione della posta imperiale. Entrambi continuano a mantenere un legame profondo con Bergamo e con le proprie origini. Capire l’importanza e il prestigio internazionale che questa famiglia ha ottenuto più all’estero che in casa è facile, se si tiene conto di alcune curiosità. Per esempio, che dal nome dei Tasso derivano i termini internazionali di taxi e tassì. Oppure, che la Tass, l’agenzia di stampa russa, deve il suo nome inequivocabilmente ai Tasso. E le stazioni di posta, fiore all’occhiello del metodo di consegna di messaggi e notizie dei Tasso, hanno dato origine alla parola post e a tutte le sue derivazioni, compreso il nome del nostro giornale.

 

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Dentro la Villa di Celadina. È grazie a un cavillo legale che si è impedito che anche la cinquecentesca Villa di campagna dei Tasso, la Cerradina che ha dato il nome al quartiere che la ospita, venisse smembrata o trasformata in residenze, come successo ai palazzi di rappresentanza di Città Alta in via Tassis e Pignolo. All’epoca, la Villa in Celadina era la più grande tenuta agricola di Bergamo, fu la residenza ufficiale di molti Tasso e luogo in cui vennero ospitati Gian Battista Tiepolo, Bartolomeo Nazari, Francesco Zuccarelli e Giovan Battista Moroni, oltre al cugino Torquato. Doveva essere una residenza molto piacevole e ricca, se si pensa che l’entrata ufficiale è, ancora ben riconoscibile all’inizio di Via Celadina, in quel misterioso Portone del Diavolo che ancora oggi resta il simbolo della forza e della volontà di una famiglia che riusciva a far erigere un portone in marmo in una sola notte. Gli arredi all’interno della Villa sono quasi tutti conservati all’Accademia Carrara. Dipinti e altri oggetti sono entrati nella collezione museale quando l’ultimo ramo della famiglia, che si stava ormai estinguendo, confluì nella famiglia Baglioni, che decise l’imponente donazione all’Accademia.

Gli appuntamenti e il lavoro dell’Associazione. I prossimi appuntamenti calendarizzati sono tutti gestiti dai volontari dell’associazione Nel Nome del Tasso, che, insieme all’attuale proprietà della Villa, si sono ripromessi di fare in modo che Bergamo si senta “Città dei Tasso” e riscopra il suo legame con questa famiglia che ha portato nel mondo il prestigio del nostro territorio. L’anno prossimo sarà un anno speciale, perché ricorrerà il 500esimo anniversario della morte di Francesco Tasso, l’inventore delle poste. Si sta compiendo un lungo e importante lavoro di ricerca e di documentazione oltre a iniziare a mostrare la Villa e la sua storia a tutti coloro che interverranno agli appuntamenti culturali proposti per ridare vitalità a questo luogo.

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