Gazzaniga, la morte del 14enne
è figlia della disorganizzazione

Di fronte a queste tragedie, non si sa più cosa pensare. Perché questo non è un incidente, è una tragedia. La mattina di lunedì 24 settembre un ragazzo di 14 anni è andato a scuola, come tutti i suoi compagni, si è seduto al suo banco, si è annoiato a lezione e ha guardato fuori dalla finestra. All’intervallo è andato a prendersi un caffè alle macchinette, poi ancora lezione e finalmente la campanella. È uscito da scuola, si è diretto verso la stazione, stava per salire sull’autobus.

 

 

Il pomeriggio di lunedì 24 settembre un ragazzo, Luigi Zanoletti di Marinoni di Ardesio, 14 anni, è morto. In pratica schiacciato da un bus in rientro a Gazzaniga che è andato addosso al pullman diretto ad Ardesio sul quale il ragazzo stava salendo. Con lui sono stati feriti altri due adolescenti, di età compresa tra i 14 e i 16 anni; uno in maniera lieve, l’altro è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Gerardo di Monza e rischia l’amputazione di una gamba. Uscivano da scuola. Salivano sul bus per tornare a casa. Erano con gli amici e i compagni, schiamazzavano e ridevano allegramente, si godevano la libertà pomeridiana dopo una mattinata di lezioni. Feriti. Pressati.

La stazione di Gazzaniga a quell’ora è caotica. L’Isiss Valle Seriana, le scuole superiori di Gazzaniga, conta quasi 1.500 studenti. Buona parte di essi, la quasi totalità, prende il bus per tornare a casa. Che siano in direzione Clusone o verso Bergamo, i pullman in tutto sono circa una ventina. Uno è pieno, parte, dietro ce n’è un altro. La stazione conta tre banchine, ma i ragazzi sono tantissimi e i mezzi non ci stanno tutti in stazione. Alcuni studenti affermano di allontanarsi a piedi dalla stazione per raggiungere le fermate più vicine, ad esempio quella in via Cesare Battisti, per poter salire sul primo pullman in arrivo e sedersi, prima che faccia fermata in stazione e ne carichi altri, magari costretti a stare in piedi. E poi c’è la rotonda, che rende lente le manovre dei mezzi e rallenta notevolmente il traffico. Gli studenti la attraversano da sotto, tramite il sottopassaggio, ma succede ancora che qualcuno vada alle strisce pedonali, per fare più in fretta. Il risultato è il caos.

 

 

Succede che qualche bus si fermi appena prima l’inizio della banchina, o poco dopo, e apra le porte per far salire i ragazzi. Per portarsi avanti, per lasciare presto il posto al mezzo successivo già in arrivo. Ed è proprio così che è andata oggi. L’autobus che oggi rientrava in stazione non è riuscito a frenare in tempo ed è andato addosso al pullman per Ardesio che si era fermato prima della banchina per consentire agli studenti di salire. Sul posto sono intervenuti due elicotteri del 118 di Brescia e Bergamo e due ambulanze della Croce Verde di Colzate e della Croce rossa di Alzano. Anche i Vigili del fuoco di Clusone, Gazzaniga e Bergamo, i Carabinieri di Fiorano e la Polizia Unione insieme sul Serio. Ma quel ragazzino è morto. Schiacciato dall’autobus che doveva riportarlo a casa. Schiacciato dalla disorganizzazione e dalla disattenzione degli adulti.

 

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