Abbiamo indagato sul perché
a Bergamo si vive peggio di prima

Scivolone inaspettato di Bergamo, che precipita dal 19° al 30° posto della classifica della qualità della vita in Italia. Stilata da Italia Oggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e con il supporto di Cattolica Assicurazioni, l’indagine traccia il profilo delle città e delle province in cui si vive meglio nel nostro Paese. Tanti gli indicatori che concorrono a stabilire cosa rende migliore la vita dei cittadini: lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale, popolazione, finanza, salute, tempo libero e tenore di vita.

 

 

Anche quest’anno ai primi posti della classifica si sono attestate Bolzano, Trento e Belluno e nelle prime 35 posizioni la parte del leone l’hanno fatta le piccole e medie città del Nordest, per intenderci quelle con una media di centomila abitanti. Bergamo, invece. pur rimanendo nella parte alta della classifica, ha registrato un brusco balzo indietro perdendo ben undici posizioni. Ma vediamo nel dettaglio cosa ha causato questa debacle. Mentre sul versante del Lavoro, Criminalità, Popolazione, Finanza, Salute e Tempo libero i dati registrati quest’anno sono pressoché in linea con quelli dello scorso anno, l’indagine sulla qualità ambientate ha rilevato una pessima performance della nostro capoluogo di Provincia. Le città che si sono attestate nella prima metà della classifica si sono aggiudicate, malgrado i nuovi criteri valutativi, un giudizio “buono” o “accettabile” sulla qualità ambientale. Bergamo, al contrario, accusa su questo versante una battuta d’arresto e si inserisce nel fanalino di coda della classifica che prende in considerazione complessivamente 110 città.

Infatti è da sottolineare come quest’anno sia stata apportata un’importante modifica nella metodologia dei dati rispetto agli scorsi anni, che ha premiato in modo sostanziale tutte le iniziative ecosostenibili implementate dalle amministrazioni locali, facendo passare alla testa della classifica città del Sud come Brindisi, la sarda Medio Campidano, Foggia e Matera. Ma Bergamo, che già lo scorso anno aveva registrato delle scarse prestazioni in questo settore, non ha certo brillato, passando dalla 42° posizione del 2017 alla 94° di quest’anno. A incidere pesantemente è stata in special modo la qualità dell’aria, con una concentrazione di biossido d’azoto troppo alta (95° posizione in classifica) e il superamento del valore del limite giornaliero delle polveri nell’aria, in quantità tali da portare la nostra città, che già lo scorso anno si era posizionata alla 76° posizione, addirittura al 93° posto. Male anche lo sviluppo di energia alternativa negli edifici comunali e il consumo pro capite di energia elettrica. Unica nota positiva, le aree destinate da Bergamo al verde che ci fanno guadagnare un promettente quinto posto.

 

Non si può comunque non fare una riflessione sul nostro sistema salute, che risulta stabile in classifica ma sicuramente non in “buona salute”. Infatti Bergamo, per dotazione dei servizi medico-ospedalieri e diagnostici, si è aggiudicata risultati che nella classifica sono catalogati come “scarsi”, raggiungendo un misero 83° posto. Altro punto dolente la voce Tempo libero e Turismo. Nonostante non ci siano stati declassamenti rispetto all’indagine precedente, il 77° posto può sicuramente essere considerato poco promettente, soprattutto per una provincia come la nostra che può vantare tante bellezze sia naturali che artistiche, con carenza però di strutture come ristoranti, alberghi, ma anche di associazioni ricreative, artistiche e culturali, cinema e palestre, per non parlare delle librerie che relegano Bergamo al centesimo posto della classifica specifica. In flessione anche i dati relativi al tenore di vita: dopo l’ottimo risultato dello scorso anno che vedeva la nostra città guadagnare i primi posti della classifica con un appetibile 13° posto, quest’anno si deve scorrere la lista fino al 33° posto per ritrovare Bergamo, con la voce sulla variazione dei prezzi al consumo che la fa passare dal 34° al 102° posto. Dati più che positivi e confortanti, invece, quelli relativi al disagio sociale e personale, con Bergamo alla scalata della classifica che risale ben quindici posizioni e passa dal 21° al 6° posto.

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