Trenord, così, non funzionerà mai. Ecco perché

Di buono c’è che, finalmente, il telefono è squillato. Il dottor Orazio Iacono, amministratore delegato di Trenitalia, e l’assessore regionale ai Trasporti, Claudia Terzi, si sono sentiti. E presto si incontreranno. Sul tavolo, ovviamente, la questione Trenord, società di cui Trenitalia e Regione Lombardia (attraverso Fnm) sono soci al cinquanta e cinquanta. Ma è l’unica buona nuova, a dire il vero. Da settimane la Terzi sta attaccando Trenitalia, accusandola di non prendersi le responsabilità di un servizio che cade sempre più in basso. Oltre ottocentomila lombardi, quotidianamente, devono sperare che ci sia al massimo quella mezz’oretta di ritardo e nessun guasto o cancellazione. L’assessore ci mette la faccia, dice; perché il suo socio no? Bella domanda. Nel frattempo, dall’intervista rilasciata dalla Terzi a BergamoPost sul numero del 22 novembre i ritardi sono continuati, un convoglio diretto a Treviglio ha preso fuoco costringendo i passeggeri a scendere in mezzo al nulla e numerosi tifosi atalantini, la sera del 26 novembre, sono stati costretti a tornare a casa in taxi (a loro spese) dopo tre ore di inutile attesa seguite alla cancellazione del loro treno in partenza da Milano Centrale.

 

 

Lo scoramento dei pendolari è totale. Quasi non si arrabbiano neanche più. Lo dimostra la scarsa partecipazione (meno di duecento persone) al presidio organizzato dai Comitati lo scorso mercoledì a Cadorna. È anni che ci si lamenta, eppure le cose sono solo peggiorate. E visto che coi treni non si sa né quando si parte né quando si arriva, piuttosto che protestare meglio mettersi sulla banchina e sperare di tornare a casa. Va detto, però, che le richieste espresse dai pendolari presenti al presidio hanno tristemente messo in luce tutti i problemi di una società, ovvero Trenord, che sarà pure economicamente sana, ma che sta fallendo il suo obiettivo di garantire un servizio decente ai lombardi. Per come è strutturato attualmente il servizio ferroviario e per come è strutturata Trenord, infatti, tutte le richieste dei pendolari sono praticamente impossibili da soddisfare.

Partiamo dalla prima: basta con l’affidamento diretto senza gara pubblica della gestione dei servizi ferroviari. In altre parole, vediamo di trovare qualcuno che prenda il posto di Trenord, o che quantomeno costringa Trenord a migliorarsi. Il contratto di servizio tra la Regione e la società è in scadenza l’anno prossimo e la Terzi è stata chiara: pensare di indire una gara pubblica è impossibile, troppo stretti i tempi. E poi una vera alternativa a Trenord non c’è. Anzi, ci sarebbe: la tanto…

 

Articolo completo a pagina 7 di BergamoPost cartaceo, in edicola fino a giovedì 5 dicembre. In versione digitale, qui.

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