Anche Hollande gli ha chiesto aiuto

Adesso son tutti fan di… Putin La rivalutazione dello zar 2.0

Adesso son tutti fan di… Putin La rivalutazione dello zar 2.0
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C’era una volta il Vladimir Putin cattivo, quello che ostracizzava gli omosessuali e minacciava l’indipendenza dell’Ucraina; quello da combattere come minaccia all’Occidente e con cui chiudere ogni rapporto commerciale. E questo Putin c’era fino a non molto tempo fa, prima che la minaccia dell’Isis bussasse alle porte di casa nostra portando morti, terrore e inquietudine. Perché da quando Putin ha ufficialmente dichiarato guerra allo Stato Islamico, la sua immagine all’occhio del popolo europeo è cambiata, e non poco. Forse non nei salotti buoni della politica, dove i legami tra Vecchio Continente e Usa sono ancora dominanti (e, si sa, i rapporti tra Obama e Putin non sono dei migliori), ma certamente il gradimento per lo “zar 2.0” ha subito un’impennata nei bar e nei supermercati, nei mercati rionali e nelle officine. Insomma, quello che viene spesso definito genericamente come “il popolo” ha decisamente cambiato opinione su Putin. Non tutto, certo, ma il fatto che il numero uno di Mosca sia l’unico ad aver preso nettamente posizione contro l’Isis, anche e soprattutto con forze armate sul territorio siriano, ha cambiato l’opinione di molti.

 

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Il vuoto carismatico in Europa. Sebbene attorno alla figura politica di Putin ci siano ancora molte ombre, causate in particolare dal suo modo dispotico di guidare la Russia, è innegabile che la carenza di leadership europea erga la figura del premier russo al livello di uno dei massimi statisti oggi presenti in Europa e dintorni. Obama, infatti, è lontano e Angela Merkel, da sempre vista come figura di riferimento politica nella Ue, si sta dimostrando incapace di guidare un momento di elevata crisi come quello che sta vivendo attualmente il Vecchio Continente. Emblematico è il suo silenzio mediatico in seguito agli attentati di Parigi. La verità è che il principale pensiero della Cancelliera, al momento, è riconquistare i consensi persi in patria dopo lo scandalo Volkswagen e il calo dell’economia teutonica. È dunque in questo vuoto carismatico e di potere che ha trovato uno spazio predominante la figura di Putin.

Dal punto di vista prettamente umano, Putin resta un enigma, un personaggio controverso, ma la sua figura sovrasta, soprattutto in queste settimane, quella di tutti gli altri statisti dopo che l’Isis ha scatenato la guerra contro l’Occidente. La fermezza con cui il Cremlino ha deciso di affrontare il Califfato ha portato molti a vedere in Putin quel leader di cui ci sarebbe enorme bisogno in Europa. E non è un caso che François Hollande (altro personaggio politico protagonista di un’inaspettata metamorfosi) abbia, di fatto, chiesto aiuto a Putin quando ha deciso di intervenire militarmente contro Daesh. Un netto cambio di rotta che non lascia indifferente neppure la politica italiana: se fino a qualche mese fa era solamente la Lega a chiedere la cancellazione delle sanzioni contro la Russia imposte in seguito ai fatti ucraini, ora anche il Movimento 5 Stelle si è esposto pubblicamente in tal senso e il premier Renzi si è detto «non contrario» a una decisione di questo tipo.

 

Ragazzi su questa pagina il più delle volte scherziamo e facciamo satira...ma quello che sta succedendo proprio in...

Posted by Figli di Putin on Venerdì 13 novembre 2015

 

Figli di... Putin. Ma a impressionare è il modo in cui i social hanno rivalutato la figura di Putin. Su Facebook, a inizio ottobre, è nata una pagina satirica chiamata Figli di Putin: il suo scopo è idolatrare (ironicamente, s’intende) la figura del premier russo, calcando la mano in particolare sulla differenza di carisma e di leadership che c’è oggi tra Putin e tutti gli altri grandi leader mondiali. In poco più di un mese la pagina ha raccolto un consenso incredibile, superando addirittura quota 48mila “Mi piace” (almeno al momento in cui scriviamo). L’idea è evidentemente ispirata ai Chuck Norris Facts, ovvero a quei meme (vignette ironiche) di gran successo qualche anno fa in cui il protagonista della serie tv Walker Texas Ranger veniva lodato attraverso iperboli tanto improbabili quanto divertenti. E anche nel caso di Putin il risultato è raggiunto, perché le vignette create dai fondatori della pagina sono veramente esilaranti. In questo caso, però, c’è un di più: sebbene si stia parlando di satira, è evidente come la pagina Facebook segua l’onda lunga del nuovo sentimento popolare nei confronti di Putin, passato dall’essere un despota a “salvatore” dell’Occidente.

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

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Dalla pagina Facebook "Figli di Putin"

Cresce il consenso. La conferma di tutto questo va ben oltre una semplice pagina ironica sul social più diffuso al mondo, sebbene già questa sia un indizio di una certa rilevanza. A confermare che l’opinione della popolazione europea riguardo a Putin è cambiata c’è anche un sondaggio che dimostra come Obama abbia perso molto consenso nel Vecchio Continente, consenso invece guadagnato dal “rivale” russo. E proprio con Putin dovrà vedersela il futuro inquilino della Casa Bianca, perché comunque andrà a finire la guerra all’Isis, a meno di un cambio di rotta importante da parte delle potenze Occidentali, l’impressione è che sarà sempre e solo Putin a uscirne vincitore. E non solo su Facebook.

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