«Io, residente in via Pignolo bassa
non mi merito il nuovo Piano Sosta»

Non si placa la polemica sul nuovo Piano Sosta presentato dal Comune di Bergamo la scorsa settimana. La città si divide tra chi ritiene l’intervento di Palazzo Frizzoni quantomai necessario e chi, invece, lo vede soltanto come un nuovo modo di fare cassa. La riforma, infatti, prevede un ritocco verso l’alto delle tariffe orarie dei posti auto delimitati dalle strisce blu e l’introduzione di un pass annuale a pagamento (che arriverà a costare fino a un massimo di 120 euro) per i residenti, ovvero coloro che potranno sfruttare le strisce gialle. L’obiettivo dichiarato del Comune è porre rimedio a una situazione divenuta insostenibile disincentivando per quanto possibile l’uso delle automobili: in città ce ne sono troppe a fronti di un numero di parcheggi limitato. Lo dimostrano proprio i dati relativi ai posti auto per residenti: la media è di un parcheggio ogni 2,5 circa auto dotate di pass. Qualcuno resta sempre e per forza senza posto.

Ieri abbiamo pubblicato la lettera di una lettrice residente in via dei Caniana, la quale, portando l’esempio della sua strada, ci ha spiegato il motivo per cui, a suo parere, il Piano Sosta presentato dal Comune non tenga conto di molti elementi, in particolare del fatto che spesso i già pochi posti auto destinati ai residenti vengono utilizzati irregolarmente da altri automobilisti non dotati di pass, che molte volte non vengono puniti con una multa. Dopo aver letto quella lettera, un’altra lettrice ha voluto scriverci raccontando la propria esperienza. Barbara risiede in via Pignolo Bassa e ci spiega il suo punto di vista sul provvedimento.

 

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Buongiorno,

risiedo da 7 anni in via Pignolo bassa, dopo aver abitato per anni in via Borgo Santa Caterina. Ho acquistando casa con grande fatica e dovrò pagare ancora per 23 anni un mutuo prima di poterla considerare mia; mi sono dovuta reinventare un lavoro dopo che a causa della crisi ho perso il mio bell’impiego a tempo indeterminato e ben retribuito, sulla base del quale avevo fatto tutti i miei calcoli prima di accendere un mutuo che mi consentisse di acquistare una casa in centro. Ho scelto via Pignolo per le sue caratteristiche di borgo storico, pur consapevole del fatto che i costi non fossero commisurati alla qualità degli immobili (spesso bisognosi di ristrutturazioni e con un sacco di vincoli) e che il parcheggio per residenti più vicino si trovava ad almeno 400 metri da casa, il che rende ovviamente complicate le abitudini comuni, come portare a casa la spesa (in case tutte sprovviste di ascensori, peraltro). Ho persino rinunciato a bere acqua in bottiglia per evitare di dovermi fare chilometri con pesanti carichi…

Cerco di utilizzare il meno possibile l’auto, ma questo significa che, pur avendone diritto, “rubo” il posto a tutti quei residenti che a differenza mia devono utilizzarla tutti i giorni per andare a lavorare e ogni sera cominciano una disperata caccia ad un posto, caccia che spesso dura ben di più del tragitto lavoro-casa e si conclude quasi sempre lasciando l’auto in divieto di sosta in vie poco battute, sperando di non trovare la multa il giorno dopo quando si tornerà a riprenderla. Il sabato, poi, è improponibile prendere l’auto: tra la gente a passeggio, che rende difficile l’accesso alla propria abitazione e l’impossibilità di trovare un posto libero per lasciarla (causa shopping e cinema altrui), ti passa la voglia prima ancora di cominciare a pianificare l’uscita.

Buona parte delle auto parcheggiate nelle strisce gialle di giorno, poi, non sono di residenti, ma di persone che in zona ci lavorano o ci vengono per accedere ai vari uffici (Prefettuta, Provincia, Agenzia delle Entrate, Scuole Donadoni, Camera di Commercio, ecc…) che ben conoscono la situazione e sanno che a conti fatti una multa al mese gli costerebbe meno che pagare 2 € per ogni ora di sosta, con in più il vantaggio di non dover scendere a rifare il biglietto ogni due ore. A volte mi sono presa lo sfizio di controllare i parcheggi in via Sora, ufficialmente per residenti ma occupati spesso da “abusivi” quando a pochi metri i parcheggi a pagamento erano desolatamente liberi: questo dovrebbe far pensare quanto timore avevano di multe i proprietari di quelle auto… Se l’Amministrazione garantisse interventi rapidi, 24 ore su 24, inclusi week-end, questi “furbetti” forse ci penserebbero due volte prima di sostare, ma come io stessa ho avuto modo di verificare, gli interventi dei vigili sono quasi nulli e questo non facilita il rispetto delle regole.

A chi sostiene che potremmo comprarci o affittare un box, dico: trovatelo! Nella zona “rossa” i box sono inesistenti: gli edifici nei borghi storici risalgono minimo al secolo scorso, quando l’esigenza dell’auto non esisteva, e generalmente non hanno cortili interni convertibili in parcheggi; quei pochi che ci sono vengono affittati ai molti professionisti (notai/avvocati/commercialisti) che hanno uffici in zona, o ai commercianti, che spesso li utilizzano come magazzini.

Io non pretendo certo di avere un parcheggio comodo sotto casa, ma se effettivamente, come riconosciuto dall’Amministrazione, il rapporto tra i parcheggi gialli e gli aventi diritto è di 1 a 3, e che l’unica alternativa in zona è il parcheggio a pagamento, i cui costi sono stati alzati e ne è stata estesa l’applicazione anche alla domenica, noi residenti cosa dovremmo fare? Mi chiedo perché anche chi risiede nel centro non debba avere a disposizione dei parcheggi liberi, che abbondano nei quartieri periferici: non è forse suolo pubblico anche quello in cui viviamo noi? Perché se compro casa a Colognola devo avere possibilità di parcheggiare gratuitamente e se compro casa a Bergamo centro no? Perché devo scegliere solo tra pagare il parcheggio blu o quello giallo, senza peraltro garanzia di avere a disposizione l’uno o l’altro?

Non si potrebbe almeno studiare una convenzione con i parcheggi a pagamento (privati) esistenti, per studiare una formula che consenta ai residenti di sostare a tariffe agevolate?

L’idea che i residenti in centro siano tutti ricchi è assolutamente infondata, la popolazione è estremamente variegata, forse più che in altri quartieri: la mia abitazione, accatastata come edilizia popolare si trova praticamente di fronte a quella del mio dentista (edificio signorile), che con un’otturazione (mezz’ora di lavoro) si pagherà il parcheggio per tutto l’anno quando io dovrò rimetterci almeno una quindicina di ore di lavoro… Senza neanche acquisire un reale diritto! L’applicazione indistinta di questa tassa (perché di questo si tratta) è davvero ingiustificabile: da sempre le tasse locali hanno dei parametri di riferimento (reddito/numero componenti familiari/consumo/metri quadrati/valore catastale dell’immobile, ecc…), mentre in questo caso tutti si trovano a pagare la stessa cifra senza tener conto di nulla: finirà che i poveracci come me non potranno più permettersi di pagare il pass per i posti gialli e lasceranno via libera a tutti quelli che, con un reddito ben diverso dal mio, si potrebbero tranquillamente comprare un parcheggio privato, ma al costo di soli (per loro) 120 € si aggiudicheranno anche il “mio” posto…

Spero davvero che il Comune, che ho sostenuto negli ultimi due anni per tutte le iniziative messe in campo, ci ripensi…

Cordiali saluti, Barbara

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